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Questo appartamento a Valencia ci insegna come arredare un open space con la sua storia

Roberto Di Donato progetta uno spazio attraverso la valorizzazione delle cicatrici e delle sedimentazioni degli interventi precedenti

Un senso di continuità temporale affiora da questo progetto abitativo valenciano di Roberto Di Donato Architecture dove gli interni mostrano i sedimenti lasciati da vecchi interventi

Come arredare un open space senza aver paura dell'effetto guscio vuoto? Mostrando senza timore, nei diversi suoi strati, le trasformazioni subite nel corso degli anni: ecco il concetto che ha accompagnato l’architetto Roberto Di Donato nel progettare l'appartamento Musico Iturbi a Valencia, in Spagna.

Una scelta non casuale che ha avuto lo scopo di mostrare ed enfatizzare il senso di continuità con la storia dell'edificio. Nel 2017 lo Studio Roberto Di Donato Architecture ha completato la ristrutturazione di questo appartamento in un edificio degli inizi del Novecento nel cuore della città spagnola di Valencia.

Al momento dell’acquisto da parte del cliente la struttura, dopo anni in stato di abbandono, era ormai costituita unicamente da un involucro sventrato, che presentava quindi molteplici problematiche ma che nello stesso tempo dava carta libero sul piano della progettazione. Di questa opportunità si è avvalso Di Donato che ha pensato di arredare l'open space mantenendo il carattere originale dell’edificio, senza dimenticare però la creazione di una spazialità fluida adatta ad uno stile di vita contemporaneo.

Leggi anche: Casa open space, 5 idee per ammorbidire lo stile industrial

Si è optato così per l’utilizzo di partizioni non convenzionali per la divisione degli ambienti, lasciando l’intera profondità dello spazio visibile ed interconnessa. Lo spazio fluisce costantemente attraverso le differenti aree del loft open space. Con la quasi totale assenza di muri e porte, la separazione tra notte e giorno è filtrata da due elementi verticali in rovere, i quali nascondono le armadiature della camera da letto e tre set di porte in grado di fornire differenti livelli di privacy. La cucina è invece composta da un lungo bancone in legno chiarissimo che si trasforma in tavolo mentre tutto il perimetro dell’appartamento open space è “legato” da un rivestimento in legno bianco posizionato sul muro in vecchi mattoni.

Allo stesso modo l’altezza delle volte è stata mantenuta come un elemento di primaria importanza nella ristrutturazione e anzi la struttura originale della copertura è stata restaurata e mantenuta visibile nella sua interezza senza nessun elemento aggiuntivo a contatto, un accorgimento atto a sottolineare sia il rispetto per il passato che la generosità del volume di questo open space.

Non solo: anche ogni elemento scelto per arredare il loft open space è stato ideato con una forte e distinta direzionalità per enfatizzare la qualità spaziale che sia quella della verticalità, utilizzando armadiature in rovere, tendaggi bianchi e scala a muro; oppure quella della profondità, in questo caso sfruttando il lungo bancone della cucina oppure il muro in intonaco bianco in grado di riflettere la luce naturale.

Partendo da una metratura, un programma ed un budget ridotti, il progetto introduce con successo un linguaggio contemporaneo, senza voler aggiungere troppo ma piuttosto sottolineando il carattere e la materialità del fabbricato esistente. Si è infatti optato per una riduzione all’essenziale dei nuovi elementi costruttivi, lasciando invece ben visibili negli interni le cicatrici le sedimentazioni di interventi precedenti e rendendo così il concetto di continuità con il passato, il vero protagonista del progetto.

www.rddarchitecture.com


di Paola Testoni / 21 Febbraio 2018

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