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Un magazzino abbandonato diventa loft contemporaneo nell'Arts District di Los Angeles

La ristrutturazione di uno spazio per artisti firmata Marmol Radziner

Tutti lo sanno, il loft è una soluzione Made in America. È nella New York degli anni ’70 che gli artisti più squattrinati, pur di non pagare l’affitto, occupano vecchie fabbriche abbandonate per trasformarle nella propria casa-laboratorio. Ma dalla East Coast ben presto il concetto del loft imbocca la Route 66 per arrivare in California. Nella Downtown di Los Angeles c’è una ferrovia in disuso e una miriade di vecchi magazzini abbandonati. Artisti e giovani li prendono d’assalto. Il fenomeno dell’abusivismo in formato “loft” qui è talmente accentuato che l’amministrazione della città non può fare altro che concedere un “mega condono”. Nel 1981 viene emanato "Artists in Residence", un'ordinanza che permette l'uso residenziale dei vecchi edifici industriali. Il quartiere nello spazio di un mattino cambia volto, e nome. Viene ribattezzato Arts District. Inizia la gentrification.

 

 

Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, il vecchio quartiere dei magazzini si è trasformato in una delle zone più cool della città degli angeli. Ogni palazzo è una tela a cielo aperto. Locali innovativi ad ogni angolo. startupper da tutto il mondo, artisti dell’ultima ora e curiosi affollano le strade. Tutto è cambiato ma i loft ci sono ancora. Purtroppo il prezzo “creativo” al metro quadro se ne è andato già da un pezzo, ma la freschezza delle soluzioni di design dello spazio resta viva e vegeta. Ne è un esempio la ristrutturazione del The Arts District Loft. Incastonato nello scheletro in cemento armato di un magazzino del 1924 questo loft è stato progettato da Marmol Radziner.

 

 

Il brief era chiaro: eliminare le partizioni interne per unire due piccole camere in una grande matrimoniale; riconfigurare il soggiorno e ristrutturare la cucina e il bagno. Le soluzioni adottate sono semplici ma efficaci. La zona living del loft è stata rialzata rispetto al piano dell’area della cucina. Collocata nell’angolo, cattura la luce da sud e comunica con la camera da letto solo se le librerie su misura che formano una vera e propria parete ruotano di 90 gradi. Poi la cucina, come il bagno, è stata ristrutturata. La color palette scelta è scura ed esplora le sfumature del grigio e del nero, che fanno pendant con il cemento armato della struttura lasciato a vista. In contrasto con un fondale così scarno e freddo giochi di legni, metalli e texture ammorbidiscono lo spazio e lo rendono caldo e accogliente. Uno spazio creativo e contemporaneo tra le pareti figlie dei “Roaring twenties”.

 

marmol-radziner.com

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di Martina Nanni / 21 Settembre 2017

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