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Elle Decor Italia

Los Angeles, la ristrutturazione di una casa-tributo al vintage Made in Italy

Il restyling di una casa anni 50, firmato Archers, che si ispira al mito di Ico e Luisa Parisi e Gio Ponti

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© Richard Petit, courtesy of the Archers

Un pizzico di Como nella ristrutturazione di una casa a Los Angeles: ecco l’ingrediente segreto di questa casa anni 50, adagiata su un declivio verdeggiante, che fa rivivere il mito di Ico e Luisa Parisi sotto il sole della California. Nella ristrutturazione edilizia, lo studio statunitense Archers ha infatti attinto a piene mani al design moderno Made in Italy, traendo ispirazione soprattutto da Casa Parisi, abitazione progettata nel 1954 dalla celebre coppia lombarda, ma anche dai lavoro di Gio Ponti, maestro di Luisa al Politecnico.

@ Richard Petit, courtesy of the Archers

Dove il tributo si fa più esplicito è nei motivi decorativi e nei pattern grafici che connotano mosaici, piastrelle e vetrate colorate, la caratteristica che immediatamente balza all'occhio. L'eccentricità del resto è nel DNA di questa casa compatta, articolata su due piani, ribattezzata col nome di Hill House V. Il restyling operato da Archers ha stravolto la struttura preesistente, lasciando intatti solo l’ossatura in acciaio e il blocco di mattoni rosa cipria che compone il grande camino. Pavimenti e soffitti sono stati in larga parte rivestiti in cedro rosso, con un intradosso in noce che definisce il perimetro della casa, snodandosi tra i vari ambienti a creare una continuità visiva, un fil rouge architettonico e materico.

@ Richard Petit, courtesy of the Archers

All'interno di questo guscio elegante e uniforme, i designer hanno potuto sbizzarrirsi, alternando pannelli in legno di quercia bianca, piastrelle variopinte e mosaici di vetro, carta da parati incrostata di mica e monoliti. I materiali di pregio conferiscono alla casa un’allure sofisticata, ravvivata dall'estro giocoso e intrigante di impronta italiana. C'è l'influenza di Gio Ponti ad esempio nei pavimenti personalizzati in piastrelle di cemento triangolari che impreziosiscono la nuova, ariosa cucina. Qui precedentemente c'era uno spazio buio, soffocato da un soffitto basso. Ora troviamo invece un tetto a farfalla, punteggiato da lucernari che invitano la luce ad entrare.

 

@ Richard Petit, courtesy of the Archers

Nella ristrutturazione modernissime sono apparecchiature e dotazioni che massimizzano il comfort (c'è persino una sala cinema), mentre lo stile parla il linguaggio della nostalgia. Gli arredi vintage includono pezzi da collezione, come i vasi firmati Ettore Sottsass e Marcello Fantoni e lo sgabello "Time-Life" di Charles e Ray Eames, con tocchi scandinavi qua e là, sempre rigorosamente retrò.

@ Richard Petit, courtesy of the Archers

Ma se le scelte evidenziano una vera cultura e passione per il design, questa non sfocia mai in ostentazione fredda e autoriferita. L'anima più intima e familiare della casa affiora in dettagli imprevisti, come un murales dipinto a mano su masonite, proveniente dalla vecchia casa, incorporato nella porta scorrevole che conduce alle stanze dei bambini. Altri oggetti rimessi a nuovo o rivisitati in forme insolite spuntano un po' ovunque, dalle vecchie lampade ai cuscini, rivestiti con scarti tessili di una volta.

@ Richard Petit, courtesy of the Archers

Creatività e memoria sono dunque le parole chiave di un restauro complesso, che guarda al passato e al design più iconico senza rinunciare a spontaneità e calore, per restituire un'atmosfera ricercata in cui arte e bellezza si fanno complici della vita quotidiana.

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di Elisa Zagaria / 23 Novembre 2017

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