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Questo cottage vuole essere la “mosca bianca” della campagna cinese (anzi, no)

Lo Studio Cottage di Christian Taeubert: creato per riscoprire l’identità di un villaggio suburbano pechinese

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Courtesy Boris Shiu

Come in molte regioni del mondo, si spopola sempre più anche la campagna cinese, dove si trova lo Studio Cottage ideato dall’architetto Christian Taeubert

Molto spesso gli interventi e le iniziative di rinnovamento locali, seppur mirate, non sono sufficienti per affrontare le molte sfide delle comunità rurali, la cui vitalità risulta compromessa dalla “fuga” degli abitanti, soprattutto giovani, attratti dal lavoro disponibile quasi esclusivamente nelle grandi città. 

Tuttavia, le aree di campagna di Bo Hai Zhen, essendo davvero molto vicine a Pechino, sono state al centro dei pensieri dell’architetto Christian Taeubert, che ha riflettuto su come rivitalizzare le comunità ancora presenti. 

 

Tutte le foto: Courtesy Boris Shiu

Come abbiamo già accennato, i villaggi vengono abbandonati da chi cerca lavoro. La maggioranza di chi resta è costituita soprattutto da anziani e bambini. Proprio il loro tentativo di riconquistare sostenibilità sociale nella vita quotidiana è una delle molte sfide da accettare e da vincere in queste regioni. 

Il progetto è stato guidato da un’intuizione: una moderata gentrificazione, ossia l'insieme dei cambiamenti urbanistici e socio-culturali di un'area urbana o rurale, avrebbe potuto portare una prosperità – seppur modesta - agli abitanti rimanenti. 

L’architetto ha puntato non tanto a preservare una tradizione quasi assente, ma a rivitalizzare l’esistente. Dunque Christian Taeubert ha iniziato questo progetto partendo dalla ristrutturazione di una casa disabitata di 76 metri quadri, per ridare identità all’area circostante. 

La trasformazione da “mosca bianca del villaggio”, con le sue mura di cinta crollate e il terreno invaso dalla vegetazione, ad appartamento arioso, luminoso, dominato da legno e acciaio, ma con evidenti rimandi alla campagna circostante, è stata notevole. 

Racconta Taeubert: “Il fattore che aveva originariamente edificato la casa nei primi anni Settanta ha visitato spesso il cantiere e alla fine ha davvero apprezzato i nostri interventi di ristrutturazione. E in effetti il risultato è stato interessante. Ne sono entusiasta”. 

Un “esperimento” da replicare indubbiamente su altri edifici della zona, considerando anche il budget incredibilmente ridotto.

Leggi anche → Arredare una casa piccolissima a Pechino è un gioco di volumi


di Elena Marzorati / 25 Gennaio 2018

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