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Elle Decor Italia

Capri, una villa in stile minimalista radicata nella tradizione dell'isola

Interni candidi, tessuti decorati e design colorato per arredare una casa vacanze ricca di poesia

Setti di ferro laccato di bianco dividono il living dal pranzo nella villa a Capri. Tavolo e sedie di A. G. Fronzoni per Cappellini. Lampade: a soffitto di Petite Friture, a terra di Davide Groppi, sulla parete di Nemo. Poltroncina Bonacina vintage, tappeto di Blu, Capri.

L’animazione della Piazzetta, le boutique superchic di via Camerelle, i tipici, originali, negozi di via le Botteghe e Fuorlovado all’improvviso smettono di attirare l’attenzione quando si sale verso Villa Jovis o si scende verso i Faraglioni. Allora Capri diventa silenziosa, unica, antica, un insieme di natura esplosiva, di profumi e colori, di ville negli agrumeti, di mare e scogliere.

Il soggiorno all'aperto è disegnato da lunghe panche all'aperto in muratura e arredato con sedie a sdraio che a Capri sono chiamate 'napoletane' arricchiteda tessuti doppiati di Livio De Simone. Foto di: Kasia Gatkowska

Una lunga camminata, con il rischio di perdersi a ogni angolo ma con il piacere della vista che si apre passo dopo passo, conduce a questa casa ricca di poesia, formalmente minimale, profondamente radicata nella tradizione dell’isola.

Effetto giardino d'inverno in soggiorno. Il tessuto di Livio De Simone cambia volto alle poltrone anni '40 in bambù. Divano di Gervasoni, design Paola Navone; tavolini di Cassina; lampada sul fondo di FLose a destra di Nemo. Foto di: Kasia Gatkowska
 
A Capri la logistica è davvero difficoltosa, l’intervento di ristrutturazione ha preteso un’attenzione particolare, semplicità e rigore nelle scelte, nessun dubbio o ripensamento. Gli architetti Francesca Faraone e Giuliano dell’Uva di Zeta Studio hanno già lavorato a Capri, la amano e la frequentano, e sono in sintonia con il gusto dei proprietari, una coppia di Napoli.
«Volevamo rappresentare l’essenza dell’isola, dove i richiami all’architettura locale si annullano nel bianco abbagliante», racconta Giuliano. «Abbiamo ripristinato gli archi, le volte a crociera, i muri imbiancati a calce e quel semplice battuto di cemento che si trova nelle vecchie case. L’idea era di disegnare un contenitore neutro in cui creare nuove prospettive per godere prima l’interno, poi il paesaggio esterno».

Liberati dal vecchio intonaco i muri ritrovano la forza materica della pietra viva. Le nuove, grandi aperture hanno infissi in ferro come da tradizione. Accanto la cucina ad isola centrale e gli sgabelli in ferro laccato sono su disegno. Foto di: Kasia Gatkowska

Setti in ferro laccato dividono il living dal pranzo; in cucina, Capri guarda Sorrento attraverso le maioliche bianche e blu ispirate al progetto di Gio Ponti nell’hotel Parco dei Principi. Il dentro e il fuori si confondono, la zona riservata al pranzo ha l’aria di una loggia, il soggiorno con le sue palme, verdi e dipinte sul tessuto, ricorda un giardino d’inverno.

La camera padronale con letto Xam e biancheria in lino, di 100%Capri. A parete ritratti dello scrittore Axel Munthe di Ernesto Tatafiore (Galleria Maurizio Siniscalco). Foto di: Kasia Gatkowska

Il piccolo corridoio voltato ha il pavimento effetto scacchiera con i colori che anticipano quelli delle stanze. Sul fondo, il neon che idealmente richiama i faraglioni di Capri è realizzato da Umberto Pintore, il celebre artista-artigiano che modella il vetro soffiando in vecchi strumenti d’inizio ’900.

Foto a sinistra: l'immagine dei Faraglioni è idealmente riportata negli interni dal neon di Umberto Pintore, artista artigiano che nel laboratorio di Pizzofalcone modella il vetro soffiando in vecchi strumenti. Foto a destra: nel bagno, piano su disegno in marmo e lamapda di Artemide. Foto di: Kasia Gatkowska

Questo tipo di creatività, molto vicina all’arte, si ritrova ancora nei tessuti di Livio De Simone, artista, gentiluomo di grande fascino, protagonista dello stile Capri tra il ’50 e la fine degli anni ’60. Oggi che la figlia Benedetta ha preso le redini dell’azienda e ha deciso di riportare nella storica boutique La Parisienne in Piazzetta, «quel fantasioso mondo di colori e disegni dipinti a mano, stesi a forti pennellate», si può dire che Capri ha ritrovato il suo mito più originale e trasgressivo.

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di Rosaria Zucconi / 12 Luglio 2016

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