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Le origini ebaniste di Alf ormai gruppo industriale di fama internazionale

La storia di un’azienda radicata nell’artigianalità e proiettata verso in futuro nelle parole del Presidente e Amministratore Delegato Cristina Piovesana

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Cristina Piovesana, Presidente e Amministratore Delegato di Alf Group

Cristina Piovesana, Presidente e Amministratore Delegato di Alf Group, racconta l'azienda dalle sue radici artigianali ai progetti futuri, passando per il successo nei mercati esteri.

Come e quando è nata Alf, quali sono state le tappe fondamentali fino ad oggi e qual è il rapporto dell’azienda con le tradizioni (anche artigianali) del territorio?
Alf è nata nel 1951, come cooperativa di artigiani falegnami formati nella scuola professionale di falegnameria, nata intorno agli anni Venti a Francenigo (leggi anche → Il made in Italy di Alf da Fre). Lo scopo della scuola era di avviare all’artigianato una generazione che, altrimenti, avrebbe potuto lavorare solo nel settore agricolo. Così un gruppo di giovani falegnami si associò con l’obiettivo di costruire arredi in un territorio che cominciava a sentire la spinta dello sviluppo del secondo dopoguerra. Nel 1957 i due fratelli Piovesana, mio padre e mio zio, rilevarono la cooperativa e decisero di dare inizio a un’avventura imprenditoriale. Le esigenze di produttività portarono subito i due imprenditori a rivolgersi al mondo industriale, in cui era necessario coniugare serialità, quantità e matrice artigianale. Rivolgersi al mondo industriale significava per i fratelli Piovesana, aprirsi alla possibilità di nuovi mercati. L’azienda iniziò a crescere rapidamente e gli investimenti mirati la portarono, in breve tempo, a un’organizzazione in grado di soddisfare anche le esigenze dei mercati esteri. Oliviero Piovesana, fin dall’inizio, portò avanti l’idea che la sua azienda dovesse specializzarsi, per poter soddisfare richieste e assecondare stili di vita differenti. L’idea era quella di un’industria internazionale capace, da un lato, di mantenere il suo know-how, dall’altro di declinare il proprio prodotto in base a esigenze diverse. È stata questa peculiarità a trasformare Alf in un’industria leader nel mercato internazionale. Un’altra tappa fondamentale è stata l’acquisizione dell'azienda Da Frè alla fine degli anni Ottanta. Acquisire un’azienda attenta al rapporto con l’artigianato e alla tradizione ebanista, ha confermato definitivamente la nostra matrice: essere un’industria performante, flessibile e innovatrice, che al contempo si mantiene nell’ottica del taylor made.

Alf Group ha all’attivo altissime percentuali di fatturato dovute all’export, essendo da tempo è fortemente presente sui mercati internazionali con le proprie collezioni di mobili. Quali e quanti sono attualmente i paesi in cui distribuisce, dove ha più successo e come è iniziata quest’avventura che altre aziende italiane hanno intrapreso solo di recente?
Oggi Alf distribuisce le sue collezioni in 80 paesi nel mondo. I mercati esteri con cui lavoriamo di più sono gli Stati Uniti, l’Europa e il Medio Oriente. Questa avventura è iniziata intorno agli anni Settanta per volontà di mio padre. Già allora pensava che fosse opportuno volgere l’attenzione a mercati diversi, anche se sapeva che sarebbe potuto essere difficile. Eppure è stato capace di dialogare con varie culture, creando collezioni flessibili, in grado di parlare di Made in Italy e di tradizioni, e, contemporaneamente, di soddisfare stili di vita e funzionalità per diverse tipologie di mercato.

In termini di arredamento, cosa significa essere ambasciatori del Made in Italy nel mondo, e cosa significa per Lei il Made in Italy oggi?
Essere ambasciatori del Made in Italy nel mondo significa esportare soprattutto un know-how, nato dall’incontro tra la cultura artigianale e una struttura organizzata e performante. Questo saper fare, intrinseco al DNA italiano, è ciò per cui i nostri prodotti sono richiesti all’estero.

Qual è il segreto per disegnare collezioni capaci di incontrare il gusto di culture spesso molto diverse?
È molto importante ascoltare gli altri. È uno degli insegnamenti che il nostro fondatore ha sempre suggerito a tutti i suoi collaboratori: ascoltare con la curiosità di imparare. Conoscere culture differenti permette di soddisfare esigenze funzionali ed estetiche diverse dalle nostre, attraverso il nostro know-how e la nostra creatività. Questo implica essere liberi, flessibili e disposti a cambiare. Il nostro ufficio tecnico e i nostri commerciali esteri lavorano molto intensamente per interpretare e rispondere alle richieste di culture completamente diverse.

La vostra produzione è 100% italiana, fatto che testimonia quanto la delocalizzazione delle fabbriche non sia una tappa obbligata. Che ruolo gioca l’innovazione nei processi industriali e come gestite l’hand made?
Abbiamo sempre guardato all’estero, ma non in termini di delocalizzazione, che da noi è percepita come una perdita di identità. Il nostro processo industriale, infatti, si avvale di un apporto artigianale fondamentale, garantito da una filiera costruita nel tempo e che, oggi, si avvale di oltre 70 fornitori specializzati. Alf gestisce il processo industriale innovando e investendo affinché sia sempre all’avanguardia e in grado di soddisfare le esigenze di prodotto più svariate. I nostri fornitori gestiscono, in modo puntuale e specifico, la componente artigianale da cui non possiamo prescindere. Ecco perché per noi la delocalizzazione è impossibile. Siamo competitivi perché i nostri investimenti puntano su questo. Con il Lotto1, il nostro ultimo impianto, riusciamo a produrre intere collezioni su misura a costi contenuti. Le esigenze di una progettazione creativa diventano per noi realtà produttiva.

Interior design, lifestyle, atmosfera, sono parole chiave dei cataloghi del gruppo Alf che spaziano dal living alla zona notte, fino alla cucina. Con la recente collezione di madie firmate da Giulio Iacchetti, sembra essere iniziato un nuovo percorso, quello del design d’autore. Ci parla di questa nuova direzione?
Il nostro obiettivo è quello di crescere. La nostra azienda, ormai consolidata, è in grado di raggiungere tutto il mondo. Il passo naturale è quello di offrire un prodotto che racconti, anche dal punto di vista creativo, la nostra storia industriale lunga 65 anni. Il percorso iniziato con Giulio Iacchetti va in questa direzione, interpretando, attraverso il design d’autore, l’incontro tra industria e artigianato.

Alf Group, grazie alla ricchezza del proprio catalogo, può fornire servizi anche nel contract e nell’hotellerie. Sono settori che vi interessano e in cui siete già attivi?
Sì, siamo già attivi nel contract e nell’hotellerie. È un settore che stiamo sviluppando con grande interesse e che è sempre stato negli obiettivi di Alf. È un percorso per noi naturale, vista la nostra flessibilità.

www.alfdafre.it


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