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Elle Decor Italia

I tessuti d'arredamento di Dedar

La parola a Caterina e Raffaele Fabrizio, seconda generazione dell'azienda di famiglia

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Caterina e Raffaele Fabrizio, alla guida dell'azienda

Dedar, è l'acronimo di design d'arredamento. Oggi che l'interior decoration ha nuovamente un ruolo centrale nel progetto degli interni contemporanei cosa significa essere editore tessile ai nostri giorni?
Oggi il tessile è a tutti gli effetti uno degli elementi di design all’interno del progetto, interprete di una nuova idea di confort: evoca sensazioni di morbidezza, sensualità, gioca con il tatto e con la vista, caratterizza gli ambienti per armonia o contrasto. Essere editori oggi significa tracciare questa nuova strada valoriale dando vita a tessuti che siano armoniosa sintesi di qualità estetiche e funzionalità.

Dedar nasce nel 1976: in 39 anni molte cose, in Italia e nel mondo, sono cambiate. Quanto e come si è trasformato in questo periodo il mondo del tessile d’arredamento sia in termini di produzione che di gusto?
Dedar nasce dalla passione per la decorazione d’interni e dalla volontà di introdurre una proposta di qualità innovativa e dallo spirito contemporaneo all’interno di un settore ancora fortemente ancorato alla tradizione. Il tessile d’arredamento è in continua evoluzione: le tecniche produttive rendono possibili nuove forme di espressione come la stampa digitale che permette di ottenere molteplici sfumature di colore; l’offerta dunque è in linea con lo spirito del tempo. La genesi di un tessuto, invece, resta immutata: l’intreccio di trama e ordito che si compone su di un telaio, frutto di un saper fare alto in cui l’intervento umano è ancora determinante, per quanto il processo possa essere industrializzato.

Parlando di distretti produttivi, di tessile e di seta, viene in mente il settore parallelo della moda? Che punti di contatto Dedar ha con il sistema del fashion, le tendenze, i colori, la stagionalità delle collezioni?
Ci ispiriamo anche al mondo della moda, con cui abbiamo punti di contatto nella costante ricerca sul prodotto o sulle tecniche produttive, nell’attenzione alle diverse tendenze del gusto, nei materiali, nei colori, nelle tecniche, di cui però abbiamo una lettura del tutto personale. Il tessuto d’arredamento, d’altra parte, è molto lontano dall'idea di moda come continuo cambiamento e dai suoi ritmi: un abito vive una stagione, un tessuto viene progettato, studiato, sviluppato e testato per mantenersi nel tempo.

Tradizione e innovazione sono due estremi che, da sempre, caratterizzano la manifattura e la sperimentazione delle aziende del made in Italy. Che ruolo questo binomio ha avuto, e ancora ha, nel percorso che Dedar ha intrapreso a partire dalla fine degli anni '90 ad oggi?
Il binomio tradizione-innovazione ci appartiene da sempre, attingiamo alla più alta tradizione tessile interpretandola con spirito contemporaneo, sperimentando nella scelta dei filati, della gamma cromatica, delle tecniche produttive: un tradizionale damasco tessuto con un’insolita lana, una moire artigianale in colori eclatanti, materie nobili accostate a filati tecnologici. Gli anni ’90 sono stati un momento decisivo per lo sviluppo del prodotto, soprattutto perché abbiamo introdotto per primi sul mercato le sete in grande altezza. Tessere una seta in altezza 3 metri anziché nel tradizionali 140 cm presentava mille difficoltà tecniche, era come ambire di raggiungere la luna in vespa. Abbiamo raccolto la sfida e Pallade è uno dei tessuti più venduti della collezione. Sono stati anche gli anni dei primi taffetà ignifughi e dell’esplosione degli uniti in grandi gamme, che hanno impresso una forte identità al marchio.

In molte collezioni di Dedar c'è un esplicito richiamo al mondo dell'arte. Ce ne parlate?
L’arte fa parte del DNA della nostra famiglia; come il design, le tradizioni etniche popolari, la moda, anch’essa è una fonte di ispirazione costante. In alcuni casi questo richiamo diviene più esplicito: il nostro primo fiore stampato About Flowers, ad esempio, è ispirato all’arte degli anni Venti del XX secolo; il disegno astratto di Margaritas, con effetti di dripping e colature di colore, richiama l’arte espressionista americana; Modernista è una texture che rende omaggio alla scuola tessile del Bauhaus.

L'internazionalizzazione è una delle parole chiave del successo attuale di molti brand italiani del design. Dedar con 5 showroom a Milano, Mosca, Parigi, Londra, Monaco di Baviera e 4.000 punti vendita distribuiti in oltre 70 paesi diversi è una delle realtà di settore più apprezzate e richieste nel mondo. Quali sono i mercati in cui siete più forti e quali quelli emergenti che ritenete interessanti? E, ancora, come si fa a soddisfare gusti spesso differenti?
Guardiamo con interesse all’Europa, all’Oriente e soprattutto agli Stati Uniti, dove abbiamo inaugurato la nostra filiale nel luglio 2015. Certamente, essere presenti nei cinque continenti, significa dialogare quotidianamente con culture di gusto differenti. Nella creazione delle nostre collezioni abbiamo deciso da sempre di seguire una via autonoma rispetto alle mode e alle tendenze in atto, tracciando un percorso distintivo che fosse l’espressione delle nostre ispirazioni e ricerche; la qualità è certamente la chiave che ci permette di dialogare con i gusti più diversi.

La contemporaneità è caratterizzata dalla globalizzazione delle comunicazioni e delle informazioni. Tutto è a portata di tutti e i confini geografici sembrano più labili al punto che culture lontane (Africa, Cina, Giappone) ci sembrano più vicine. Ciò, in termini di ispirazione, è sicuramente un'opportunità in più. È così anche per Dedar?
Le nostre fonti di ispirazione abbracciano tutte le culture e la loro storia; i mezzi attuali ne facilitano l’accesso e sicuramente avere la possibilità di vedere con un click milioni di immagini aiuta. La creatività ha però fonti di ispirazioni molteplici, che vanno oltre i confini della globalizzazione e risiedono nell’io: i ricordi, l’immaginario …

Dal 2011 L’azienda è partner di Hermès per la produzione e distribuzione delle collezioni di tessuti d’arredamento e di carte da parati. Cosa ha significato questo per un'azienda come Dedar?
Questa partnership ha permesso di legare l’esperienza e il savoir-faire di Dedar alla ricchezza dell’universo creativo di Hermès nel rispetto dei valori cari alle due maison: la ricerca costante dell’eccellenza e un forte spirito familiare.

http://www.dedar.com/


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