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Elle Decor Italia

Intervista a Hervé Martin

Presente e futuro di un'azienda ambasciatrice dello stile italiano nella biancheria di lusso per la casa

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Ritratto di Hervé Martin, CEO di Frette

Lusso, eleganza e contemporaneità sono alcune delle parole chiave che identificano il Dna di Frette, brand di textile design da sempre conosciuto nel campo della biancheria per la casa. A parlarcene, in un'intervista, è il CEO Hervé Martin.

Frette è un marchio storico del tessile nato a Grenoble nel 1860, basato a Monza dal 1865, attualmente di proprietà del fondo paneuropeo Change Capital Partners che nel 2014 ne ha rilevato la quote di maggioranza. In qualità di CEO, quali sono i punti di forza della nuova acquisizione e quali gli obiettivi a breve termine?

La strategia definita per Frette un anno fa e messa in atto a partire dal settembre 2014 si basa su queste 4 priorità:

- confermare e consolidare la leadership del lifestyle di Frette nel settore dei prodotti tessili di lusso

- comunicare un’immagine di Frette rinnovata e sviluppare iniziative di marketing finalizzate a conquistare e fidelizzare nuove generazioni di clienti

- rivedere l'offerta dei prodotti, al fine di proporre il miglior design contemporaneo, collezioni strutturate al meglio, garantendo sempre la massima qualità

- sviluppare nuovi e diversificati canali commerciali: l’e-commerce; l’implementazione di progetti di Interior decoration, il servizio su misura Frette Bespoke, che sarà non più limitato al settore alberghiero ma esteso anche ai privati.

Frette è senza dubbio il marchio leader nel mondo per la biancheria di lusso per la casa e l'hospitality. Il marchio ha sviluppato negli anni un business molto solido in Nord America e in molti paesi in Europa, tuttavia le nostre analisi mostrano che c'è ancora un grande potenziale non sfruttato: con l'evoluzione delle abitudini dei consumatori negli ultimi 15 anni in tutto il mondo, Frette può ulteriormente espandersi e accrescere la propria leadership in nuovi territori.

Lusso, qualità e creatività sono da sempre tre parole chiave di Frette. Come questi tre concetti – che accomunano brand eccellenti del made in Italy della moda e del design - evolveranno nel futuro prossimo interpretando in maniera contemporanea l'heritage del marchio?

A mio parere, quale che sia il settore, il lusso è rendere concreto un sogno, con un prodotto d’eccezione o attraverso un servizio unico. Un marchio di lusso deve avere l'ambizione di offrire sempre qualcosa che va oltre le aspettative, qualcosa di differente. In un mondo in cui tutto è omologato e spesso ripetitivo, il vero lusso sta nel creare oggetti apparentemente superflui che diventano indispensabili, irrinunciabili. Io penso che il lusso possa essere definito con 4 parole: bellezza, qualità, unicità, fantasia.

Parlando di prodotti e collezioni, ma anche di immagine e di retail, che ruolo avrà il design nel nuovo corso di Frette?

Il design è parte integrante del mondo Frette, da sempre. Il percorso che adesso abbiamo intrapreso si focalizza su una maggiore contemporaneità, sempre in linea con il nostro DNA. La prossima collezione vedrà un’ulteriore evoluzione dell’offerta con una segmentazione che coinvolgerà anche la decorazione, per soddisfare anche un gusto più maschile, per esempio, oltre che un gusto essenziale, tipico della linea Frette Hotel. Stiamo studiando inoltre delle capsule collections da realizzare in collaborazione con designers e artisti.
 A sottolineare la nuova direzione presa da Frette sarà anche il concept completamente nuovo del flagship, che sarà curato dal noto studio di architettura e interior decoration milanese Dimore Studio e avrà l'obiettivo di far sentire il cliente a proprio agio in un ambiente sofisticato ma caldo e accogliente come una dimora privata.

Quanto sono importanti, nel mondo Frette, il tailor made e il fatto a mano?

Dopo aver fornito per oltre un secolo prodotti su misura ad alberghi storici quali il Danieli a Venezia o il Claridges a Londra, Frette ha ora esteso il servizio Frette Bespoke anche ai clienti privati. Il primo negozio ad ospitare un piano interamente dedicato al servizio di personalizzazione dei prodotti a marchio Frette è stato quello di via della Spiga a Milano. Poi è stata la volta di Parigi, nella primavera del 2016 il Bespoke approderà al negozio di Madison Avenue a New York e in seguito al flagship di Londra. 
Frette vuole oggi rafforzare la propria capacità di offrire un servizio completo per la clientela internazionale più esigente, i designer e gli interior decorators alla ricerca di prodotti unici, creati ad hoc per adattarsi al lifestyle del committente, che si tratti di yacht o di chalet, jet privati, appartamenti o ville di campagna.
 Il servizio di personalizzazione è applicato a tutte le tipologie di prodotto, come lenzuola, asciugamani, tovaglie, vestaglie e pigiami. I clienti hanno la possibilità di scegliere tra una vastissima gamma di tessuti e colori che possono personalizzare con ornamenti, finiture, o decori speciali come monogrammi o stemmi di famiglia. Campioni di tessuto nei differenti colori vengono messi a loro disposizione, in modo che essi possano sperimentare gli abbinamenti più arditi, all’interno di uno spazio riservato. Un team di esperti è a disposizione dei clienti per la scelta degli articoli e personalizzazioni più adatti alle loro esigenze.
 La possibilità di richiedere biancheria per il letto o per la tavola in misure o forme differenti è un altro aspetto di questo servizio.
 L’azienda ha impiegato oltre 1 anno per la messa punto del servizio, al fine di verificare l’effettiva realizzabilità di più di 200.000 abbinamenti diversi e garantire tempi di consegna corrispondenti a quelli dichiarati al momento dell’ordine.

Nel Dna di Frette c'è il tema dell'ospitalità. Questa vocazione verrà mantenuta?

Certo, soddisfare il settore alberghiero resterà il core business di Frette. Inoltre sempre di più vogliamo sfruttare le sinergie, soprattutto marketing, tra il mondo alberghiero e il retail, trattandosi in entrambi i casi di persone con un profilo molto simile: il nostro target d'elezione, UHNWI e HNWI.

Che cosa significa, dal punto di vista dell'ispirazione e della produzione, essere un marchio internazionale che esporta in paesi con differenti culture e gusti?

Essere un marchio internazionale non significa avere collezioni adattate ai gusti locali ma, al contrario, significa che il mondo è il nostro campo di ricerca. Altro discorso per la produzione, vogliamo privilegiare l’Italia e il Made in Italy per i nostri prodotti del core business di fascia più alta. Frette rimane un punto di riferimento della qualità italiana.

Quali sono i nuovi mercati su cui Frette investirà nei prossimi anni e quali le nuove aperture?

Coerentemente con la nostra strategia di consolidamento e rafforzamento del marchio dal punto di vista del retail abbiamo fortemente voluto che il primo flagship store di Frette aprisse a Londra, hub più internazionale d’Europa e forse del mondo con visitatori da tutto il mondo, in particolare dall’Asia, dal Medio Oriente, dalla Russia e dall’America. Una vetrina privilegiata su questi mercati, che ci consentirà di  contattare il nostro target: persone estremamente esigenti, abituate a ricercare prodotti di altissima qualità, personalizzabili in base al loro lifestyle, proprio come i prodotti offerti da Frette. Il quartiere che meglio interpretava i valori di storicità, eccellenza, lusso senza tempo, propri del marchio, era Mayfair e proprio qui, nell'elegante contesto di South Audley Street, aprirà i battenti la nostra boutique. Altro obiettivo è quello di sviluppare meglio alcuni mercati chiave in cui Frette non ha ancora sfruttato appieno il suo potenziale: Germania e Svizzera, per quanto riguarda l’Europa, e poi Cina, Sud-Est asiatico e Giappone.

http://eu.frette.com

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