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Elle Decor Italia

La parola a Bruno Allievi

Lo stile Porada nel mondo. Incontro con l'amministratore delegato

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Bruno Allievi, amministratore delegato di Porada

Porada nasce nel 1948, come riassumerebbe per tappe mezzo secolo di attività dell'azienda e qual è la direzione attuale del marchio?
Nel 1948 Porada non esisteva ancora, se non nella mente del suo fondatore, Luigi Allievi, che all’epoca era un produttore di sedie per conto terzi. La vera svolta avviene nel 1968, quando Porada diventa una realtà aziendale ben precisa che porta il nome attuale, passando così da semplici terzisti a produttori di complementi d’arredo e andando così ad ampliare la varietà dei prodotti da proporre alla clientela. Sin da subito l’azienda sceglie di partecipare al Salone del Mobile di Milano, da cui è stata premiata lo scorso anno per i 50 anni di presenza. L’altra grande svolta negli step evolutivi aziendali è la partecipazione alla fiera di Colonia a inizio anni '90, vetrina internazionale che ha aperto gli orizzonti ad un export worldwide. Nel frattempo la collaborazione con diversi validi designer ha consentito una crescita della collezione e una maggior consapevolezza dello stile e dei dettami di eleganza ad oggi tipici e caratteristici dello stile Porada. Col passare degli anni le fiere internazionali iniziano a toccare tutti gli angoli del globo, Parigi, Mosca, Dubai, oltre alle classiche Milano e Colonia. Nel 2013 un'altra tappa fondamentale, l’apertura del negozio monobrand a Londra al Chelsea Harbour design Center.

Lo stile italiano e il made in Italy continuano ad essere, nel mondo dell'arredamento e del design, sinonimo di valore e qualità. Quanto contano i mercati esteri e l'export nelle strategie commerciali dell'azienda?
La scelta dell’azienda di investire sui mercati internazionali e sull’export si è rivelata vincente. Ad oggi l’export è arrivato al 90 per cento del totale della produzione. I mercati più attivi sono rappresentati da Inghilterra, Russia, Giappone, Singapore, Indonesia e paesi arabi. Negli ultimi anni assistiamo ad un avanzamento di nuove realtà come l’Africa, dove abbiamo realizzato progetti importanti e dove il gusto Porada sembra incontrare un sempre maggior gradimento.

Manifattura e design: qual è la relazione di Porada con i designer che collaborano alla creazione delle nuove collezioni?
Porada ha da sempre preferito ai grandi nomi del design un gruppo variegato e capace di professionisti, preferendo garantire un’uniformità di gusto dettata dallo stile aziendale più che dalle singole personalità. Accade così che prodotti disegnati da diversi designer abbiano una coerenza di gusto incredibile. Ad emergere è così il “Porada style”, un mix di eleganza, pulizia delle linee, proporzioni e funzionalità.

Porada usa da sempre un materiale nobile e naturale come il legno. Quanto conta l'innovazione tecnologica in un'azienda la cui qualità è riconducibile alle lavorazioni artigianali? Oltre alle essenze quali altri materiali impiegate?
Ci piace sempre ricordare che il legno è un materiale vivo, in continuo movimento, un materiale nobile al quale approcciarsi con rispetto e capacità. Negli anni Porada ha saputo sfruttare il know how artigianale da cui è nata per trattare al meglio questo materiale. Al contempo un serio lavoro di ricerca sugli ultimi ritrovati tecnologici ha permesso di snellire e migliorare il processo produttivo, mai rinunciando però al tocco finale umano, alla rifinitura artigianale di ogni singolo pezzo. Tra i materiali che affianchiamo al legno abbiamo cristallo, marmo e acciaio, tutti capaci di integrarsi in maniera ottimale con il nostro materiale base, il legno massello.

Contract e custom made sono ambiti produttivi in grande sviluppo, specialmente per le aziende italiane che possono vantare qualità, innovazione, organizzazione. Che relazione ha Porada con queste realtà?
Il mondo contract rappresenta una fetta sempre più consistente della realtà Porada. Negli ultimi anni abbiamo realizzato grandi progetti in tutto il mondo. Due alberghi a Sotchi in occasione delle olimpiadi invernali, un casinò francese, due grandi resort in Africa, una scuola in Giappone oltre a numerose lussuose abitazioni private. In generale gli hotel sono il nostro bacino privilegiato, specie grazie alla nostra capacità di proporre pacchetti chiavi in mano, in cui Porada cura ed allestisce per intero camere e spazi pubblici. In questo senso è fondamentale una certa capacità adattiva, ben testimoniata dal lavoro di custom made che facciamo per incontrare le esigenze dei clienti. Il nostro catalogo contract prende le mosse da quello domestico ma interpretando le esigenze estetiche e funzionali dell’hospitality. Il risultato è una collezione del tutto affine a quella principale per gusto e stile, ma adattata agli usi del mondo contract.

La presenza di Porada sul territorio italiano e internazionale. Ci parla degli showroom monobrand e della partecipazione dell'azienda nelle fiere di settore?
Come già detto le fiere di settore sono da sempre per Porada una vetrina fondamentale, un modo per “far toccare con mano” la qualità dei nostri prodotti. Milano è per noi l’evento principe, quello su cui convogliamo moltissime energie e l’occasione in cui incontriamo gran parte della clientela. Restano appuntamenti importanti Parigi, Mosca e Colonia. Quest’anno per la prima volta saremo oltreoceano a Miami. Per quanto riguarda i punti vendita monobrand la fortunata esperienza londinese ci impone di guardare oltre, in particolare puntiamo all’estremo oriente e all’America, luoghi dove gli showroom monomarca Porada sbarcheranno nel prossimo futuro.


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