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Elle Decor Italia

I designer raccontano... i designer: 7 domande a Federico Peri

Abbiamo chiesto al giovane designer di Montebelluna una classifica delle cose più belle (e più brutte) viste a al Salone del Mobile

intervista-federico-peri

Ad aprile vi abbiamo raccontato il Salone del Mobile dal vivo, intervistando i protagonisti e raccontando novità ed eventi che hanno animato la città. A qualche mese di distanza proviamo a fare il punto adottando un punto di vista diverso, quello di designer, collezionisti e imprenditori per cui la Milano Design Week rappresenta un momento fondamentale. 

Il primo a rispondere al nostro questionario in 7 domande è Federico Peri, classe 1983, che all’ultimo Salone si è presentato con le nuove versioni della collezione di lampade Shapes, in mostra alla Galleria Nilufar e con la famiglia di luci Galerie, realizzata per FontanaArte.

 

A sinistra: Decode/Recode, il progetto di Luca Nichetto per Salviati. A destra, una delle lampade disegnate da Formafantasma per la mostra Foundation allo spazio Krizia. Tutte le foto: Federico Peri

1. Se ti dico Salone del Mobile 2017 qual’è la prima cosa che ti viene in mente?
Salviati a Ventura Lambrate (leggi anche → I vetri di Murano protagonisti di un'installazione onirica al Salone del Mobile 2017)

2. Il prodotto più interessante che hai visto quest’anno?
La collezione Baroquisme di Vincenzo De Cotiis

3. L’installazione più bella?
A pari merito Luca Nichetto / Ben Gorham per Salviati e FormaFantasma allo spazio Krizia (leggi anche → Allo spazio Krizia l'installazione luminosa del duo Formafantasma)

4. La persona più interessante che hai incontrato?
Una persona che in passato collaborò con Carlo Scarpa e Franco Albini

5. Cosa ti ha deluso?
Conoscendo la fatica che sta alla base di qualsiasi progetto mi sentirei a disagio a menzionare qualcosa che mi abbia deluso.

6. Cosa vorresti vedere l’anno prossimo?
Sempre più collaborazioni tra grandi aziende e giovani designer.

7. Il tuo lavoro in una frase
No stop

A sinistra: la collezione di luci, arredi e piccoli oggetti di Apparatus. A destra: la collezione Baroquisme di Vincenzo De Cotiis

www.federicoperi.com

 


di Carlotta Marelli / 23 Agosto 2017

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