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5 cose che possiamo imparare da Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea

Una sintesi delle lezioni più importanti che possiamo trarre dal lavoro di uno dei più grandi imprenditori del xx secolo

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Domenica 28 gennaio è morto Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea. A ricordarlo non è solo il mondo del design, ma anche quello dell’imprenditoria: al di là dell’ambito in cui ha lavorato, Kamprad ha creato un negozio che oggi ha più di 400 sedi, ricavi stellari e un'ubiquità culturale che pochissimi prodotti di consumo potrebbero mai sperare di raggiungere.

Leggendo la storia di Ikea ci sono così tanto lezioni da imparare che ci sembra opportuno stilare un elenco, che non tiene conto solo delle innovazioni tecniche e tecnologiche introdotte da Kamprad, ma anche di modelli di business e di comunicazione innovativi, con i quali è riuscito a trasformare la sua attività in un colosso mondiale.

1. Flat package

L'idea gli è venuta mentre guardava un operaio che toglieva le gambe da un tavolo per adattarlo all'auto di un cliente: in quel momento Ingvar Kamprad si rese conto che risparmiare spazio significava risparmiare denaro.

2. Montaggio

Diretta conseguenza del flat package è il montaggio a carico dell’utente, un’operazione particolarmente onerosa quando si tratta di mobili grandi e complessi. Eppure i consumatori adorano montare i mobili Ikea seguendo le complicate – quanto iconiche – istruzioni, come dimostra il saggio “The Ikea effect. When Labour leads to love” pubblicato dalla Harvard Business School: un prodotto acquisisce più valore quanto completiamo da soli l’assemblaggio, perché il lavoro che investiamo fa sembrare che il prodotto sia nostro. 

3. Negozio come destinazione

Nell’ottica di una politica economica orientata al taglio dei costi superflui, Ingvar Kamprad ha scelto di aprire i negozi Ikea nelle zone meno care, lontano dai centri cittadini. Per questo motivo un negozio Ikea doveva offrire molto di più che una serie di scaffali e strutture, doveva essere una destinazione in cui vivere un’esperienza. Questo è uno dei motivi per cui i negozi Ikea servono le famose polpette svedesi: più tempo i consumatori passano nel negozio, più spendono.

4. Cambio casa, cambio i mobili

Ikea ha scardinato l’idea per cui un mobile è un oggetto da conservare per tutta la vita e tramandare ai propri figli: cogliendo in grande anticipo una tendenza ormai assodata al nomadismo, alla casa in affitto, al cambiamento, ha proposto mobili funzionali alle nuove esigenze, da cambiare senza rimpianti.

5. Risparmio

“Le soluzioni dispendiose a qualsiasi tipo di problema sono solitamente il risultato di un lavoro mediocre” scrive Ingvar Kamprad nel suo Testamento di un rivenditore di mobili pubblicato nel 2013: lo spreco di risorse – siano esse economiche o materiali – è uno dei più grandi disastri dell’umanità, per questo ogni soluzione deve essere valutata in base al proprio costo.


di Carlotta Marelli / 29 Gennaio 2018

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