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I 5 progetti usciti dal Royal College of Art che potrebbero cambiare il futuro

I progetti più innovativi dei laureandi 2017 affrontano temi d'attualità, e propongono nuove soluzioni

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Il dispositivo di purificazione dell'acqua Drop by Drop di Pratik Ghosh - image © Pratik Ghosh

Sono oltre 700 i progetti - dalla ceramica al tessile, dai mobili all'architettura - presentati in occasione dello show annuale del Royal College of Art di Londra, che quest’anno si è svolto dal 24 giugno al 2 luglio. Dal fast fashion ai rifiuti domestici, fino all'alienazione degli ambienti lavorativi, gli studenti dei master 2017 hanno affrontato temi scottanti, suggerendo che un futuro migliore è possibile e che il design può dire la sua. Ecco una panoramica dei 5 progetti più lungimiranti.

Petit Pli - design Ryan Mario Yasin

Così come quello del food - a causa delle sregolatezze dell’industria alimentare - negli ultimi anni anche il mondo della moda ha visto nascere movimenti di protesta che mettono in discussione l’eccessivo consumo e gli sprechi. Dagli happening di clothes-swap all’allungamento del ciclo di vita dei tessuti, stanno vedendo la luce approcci alternativi inediti. E le possibilità di intervento creativo sembrano non risparmiare i vestiti per bambini, come ha avuto modo di scoprire il giovane designer Ryan Mario Yasin mentre cercava un regalo indossabile duraturo per i suoi due nipoti, che crescono davvero troppo in fretta.

La collezione di vestiti Petit Pli si adatta al corpo dei bambini durante la crescita © Petit Pli

Forte del suo background come ingegnere aeronautico specializzato in strutture dispiegabili, Yasin ha iniziato a immaginare un outfit che potesse "crescere con il bambino". Convinto che "l'età è solo un numero", il designer ha utilizzato un tessuto espandibile per sviluppare Petit Pli - una collezione di abiti impermeabili e antivento personalizzati per "vestire bambini da 6 a 36 mesi". Oltre a essere perfetti per più di una stagione, i capi Petit Pli sono lavabili, ultraleggeri e soprattutto adatti alla sete di avventura dei più piccoli.

La prima collezione, sebbene ancora allo stato prototipale e piuttosto limitata in termini di varietà di modelli - comprende solamente due giacche e due pantaloni - è senz’altro un bel tentativo di trovare un’alternativa valida alla moda veloce e al consumismo globale.

 

Strata - design Katrine Hesseldahl e Victor Strimfors

Segue un approccio simile Strata, il divano modulare disegnato da Katrine Hesseldahl e Victor Strimfors che suggerisce un nuovo modo di "vendere, possedere, creare e percepire i prodotti".

 Il divano componibile Strata suggerisce modi inediti di vivere il living - Image © Katrine Hesseldahl

Ispirati dalla Logica dei Livelli dello scrittore americano Steward Brand, che propone di pensare un’architettura come una struttura costituita da strati successivi che evolvono nel tempo con i suoi abitanti - i due giovani designer hanno deciso di trasporre questa visione al design del prodotto.

Composto da tre diversi livelli - struttura, imbottitura e rivestimento - il divano Strata mira ad essere un’ "esperienza su misura per tutti" che si adatta al modo di vivere e allo stile dei suoi diversi proprietari. Così da poter essere facilmente condiviso e trasmesso alle generazioni successive.

 Infine ciò che rende il concept di Strata particolarmente interessante è l’ampio catalogo di pattern disponibili per il rivestimento e la capacità dell’intero servizio-prodotto di stimolare l'economia locale attraverso la collaborazione con piccole imprese locali e artigiani esperti, nonché sulla crescente comunità di maker della capitale inglese.

 

Drop by Drop - design Pratik Ghosh

Con l’aumento della popolazione l'accesso all’acqua potabile sta rapidamente diventando un problema globale. Fornire filtri biotici - basati su piante viventi - a ogni famiglia potrebbe diventare un'alternativa, se non una necessità. Secondo le ricerche di Pratik Ghosh, sembra infatti che "entro il 2025, Londra potrebbe dover avviare il riciclaggio delle acque grigie per produrre acqua potabile". Una possibilità che il progetto Drop by Drop considera seriamente.

Il dispositivo per purificare l'acqua domestica Drop by Drop del designer Pratik Ghosh - Image © Pratik Ghosh

Basato sull'idea che "la natura non ha bisogno di te a meno che tu non ne consumi una parte", Drop by Drop adotta i princìpi della biosfera - calore, vento, luce, pressione e umidità - per purificare le acque reflue domestiche contaminate da "nitrati, cloro, pesticidi, metalli pesanti e persino batteri".

Oltre a produrre acqua distillata potabile attraverso un processo naturale, il dispositivo fornisce alle famiglie piante commestibili - come la menta - e al contempo contribuisce a purificare l'atmosfera domestica rilasciando ossigeno. Il sistema - come sottolinea il giovane designer - incoraggia quindi un "nuovo stile di vita in cui l’elettrodomestico è un'entità vivente che respira".

 

Phabit - design Jen Hsien Chiu

Riportare la natura al centro della vita della gente - anche se con prospettive diverse - è anche l’obiettivo di Jen Hsien Chiu. Il suo progetto Phabit è una piccola campana di vetro collegata a una app per smartphone che aiuta le persone a mantenere i buoni propositi del nuovo anno e a rimanere in forma grazie a un supporto su misura.

Il progetto Phabit mescola piante e tecnologia - Image © Jen Hsien Chiu

Come funziona? L'app registra una serie di informazioni relative alle abitudini e ai comportamenti dell’utente. Una volta raccolti, i dati vengono processati e trasformati nell'energia necessaria ad innaffiare una piccola pianta posizionata all’interno della campana di vetro.

Qualunque passo falso o cambiamento nel comportamento dell'utente interrompe il flusso di energia che arriva al dispositivo e porta alla lunga e inevitabile agonia della pianta. In un certo senso il progetto echeggia le parole de Il Piccolo Principe "è il tempo che hai sprecato per la tua rosa che rende la tua rosa così importante" - con la differenza che in questo caso l'utente non è spinto a dedicare del tempo alla pianta ma a se stesso per tenerla in vita.

 

Gandia - design Andrea Mestre

Secondo un sondaggio pubblicato sul The New York Times a febbraio un numero crescente di dipendenti lavora da remoto e i confini tra casa e lavoro si stanno lentamente ridisegnando. Un trend che ha ripercussioni importanti sui requisiti che definiscono un arredo per ufficio di qualità. La seduta Gandia di Andrea Mestre tenta di fornire una risposta alla crescente domanda di mobili meno impersonali e "meno tecnici per l’ufficio" [che possono] fondersi nell'ambiente" domestico.

La sedia ergonomica in rattan disegnata da Andrea Mestre - Image © Andrea Mestre

Battezzata in onore di una piccola città vicino a Valencia in Spagna, Gandia è fatta di rattan - un materiale accogliente e sostenibile, generalmente lavorato artigianalmente e difficilmente adatto a uffici di grandi dimensioni. Sfruttando la naturale flessibilità del materiale - una specificità che può anche portare alla perdita della forma iniziale dell'oggetto con il tempo - Andrea Mestre permette al rattan di esprimersi liberamente.

Inoltre, collegato alla seduta con un perno, uno schienale mobile segue i movimenti avanti e indietro dell'utente. "Questo dinamismo ti incoraggia a muoverti all'interno della sedia, così da evitare lo stress e la tensione causati dal rimanere seduti nella stessa posizione per lunghe ore di lavoro", sottolinea il giovane progettista.

www.petitpli.com

www.stratalayer.com

www.ki-kando.com

www.ggchiu.com

www.andreamestre.com

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3 designer di cui sentiremo molto parlare


di Laura Drouet e Olivier Lacrouts / 12 Luglio 2017

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