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7 cose da fare in Sardegna (e no il mare non c'entra)

No, la Sardegna non è solo mare bellissimo ma anche entroterra nascosto con capolavori storici e d'architettura da scoprire

7-cose-da-fare-in-sardegna

La piazza della città razionalista di Carbonia. Foto Minimocomunemultiplo.Lab via Flickr

Tutti conoscono il mare della Sardegna, ma ci sono cose da fare in Sardegna che non sono così facili da scoprire, tracce di popoli antichi, opere di architettura e hotel da raggiungere dando le spalle al mare e guardando verso l’entroterra.

I paesi dell’entroterra sardo, abbarbicati sulle montagne aspre dell’interno, raccontano un passato industriale e una vita che va oltre i tre mesi estivi in cui tutti ci ricordiamo dell’isola, salvo poi abbandonarla per il resto dell’anno fino all’arrivo della stagione successiva. Ecco allora 7 indirizzi di luoghi storici, architetture e hotel da scoprire lontano dalla folla.

Pozzo di santa Cristina

Il sito archeologico di Santa Cristina a Paulialatino è una delle più importanti aree sacre di età nuragica e una tappa importante per gli appassionati di archeoastronomia, affascinati dal mistero legato alla divinità dell’acqua e della luna: un vestibolo, una scala e un ambiente ipogeo a cui si accede scendendo 25 gradini, sul fondo del quale scorre l’acqua di una fonte ancora attiva. Il tutto circondato da una foresta di querce e ulivi.

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Mogoro

A Mogoro si viene a scoprire la tradizione tessile del lino e della lana, che deve molto all’apertura, alla fine degli anni Cinquanta, di un centro pilota ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione lavoro Artigiano), dove vengono realizzati manufatti di nuova ideazione sotto la guida dei designer Eugenio Tavolara e Ubaldo Badas.  Dalla fine degli anni ’70 la cooperativa Su Trobasciu utilizza telai orizzontali per la lavorazione tradizionale, a pibionis e a bagas, di arazzi decorativi, tappeti, coperte, strisce copritavolo, tende e cuscini.

Un post condiviso da Gabrj Ortu (@gabrj.ortu) in data:

 

Planargia

Tinnura, Orgosolo e i paesi della Planargia sono conosciuti per i murales che trasformano questi borghi in veri e propri musei open air: scene di vita quotidiana o avvenimenti della cronaca locale dipinti inizialmente da Francesco Del Casino, un insegnante di arte che, negli anni '70 e '80, ha lavorato con i giovani svantaggiati dando il via a un trend che avrebbe presto sostituito il banditismo come attrazione principale della zona.

Un post condiviso da Igers Oristano (@igersoristano) in data:

 

Carbonia

Carbonia è certamente la più significativa tra le città nuove fasciste, costruita ‘per servire le miniere’ e, di conseguenza i minatori: una città autarchica per antonomasia, quindi, che dimostra le speranze e le contraddizioni del Ventennio fascista. In tempi più recenti il mondo dell’architettura è tornato qui per costruire la Stazione Ferroviaria di Carbonia Serbariu, opera del’architetto svizzero Willi Hüsler dello studio IBV Hüsler di Zurigo con Luigi Snozzi e Antonello Sanna della facoltà di Architettura dell'Università di Cagliari, inaugurata nel 2011.

Un post condiviso da Rowena Jordana (@rowenajordana) in data:

 

Parco dei suoni di Perra e Loche

Alberto A. Loche e Pierpaolo Perra sono gli autori del progetto di riqualificazione delle cave di arenaria dismesse di Su Cuccuru Mannu, ora sede del Parco dei Suoni: una serie di percorsi a tema musicale punteggiati di sculture sonore e un centro visite di 600 mq perfettamente inserito nel profilo del terreno.

 

Un post condiviso da Igers Oristano (@igersoristano) in data:

Hotel su Gologone

Su Gologone è probabilmente l’hotel più chic della Sardegna country, da cui godere di una vista panoramica lontani dalle folle della Costa Smeralda: qui dominano arredi informali, cuscini colorati e materiali tradizionali. Oltre ovviamente alla verdissima vegetazione.

Un post condiviso da Su Gologone (@hotelsugologone) in data:

 

Is Molas Resort di Fuksas

Per chi preferisce l’hotel firmato l’indirizzo giusto è Is Molas Resort, opera architettonica di Fuksas: “un progetto sperimentale in cui abbiamo lavorato con gli elemento, con l’erosione del vento e con la natura” spiega. L’insediamento, a pochi chilometri da Santa Margherita di Pula, si compone di  tre campi da golf, due hotel cinque stelle, una spa, una club house e di 4 tipologie di ville, con interni e arredi progettati da Doriana Fuksas.

Un post condiviso da Aneta Vazacova (@anetinka77) in data:

 
di Carlotta / 25 Giugno 2017

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