ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

8 progetti di design che migliorano la vita quotidiana

Il degree show 2017 della Central Saint Martins di Londra esplora le sfide del cambiamento, ricordando che il design ha bisogno di uno scopo

8-progetti-di-design-studenti-central-saint-martins

Uno degli strumenti per la coltivazione urbana del progetto Open Garden di Florian Wegenast - image courtesy Florian Wegenast

Intitolato Shift, il degree show 2017 della Central Saint Martins di Londra - che si è svolto alla fine di giugno nella capitale inglese - ha voluto ricordare ai visitatori che "il design ha bisogno di uno scopo", come sottolinea Nick Rhodes, responsabile dei Master.

L'ampia gamma di progetti - che hanno spaziato dall’healthcare al food e alla sostenibilità - hanno affrontato con determinazione molte delle questioni più scottanti del presente, ponendo spesso l'accento sull’introspezione e l'esplorazione di sé. Di seguito vi segnaliamo gli 8 progetti su cui ci sentiamo di scommettere.

Eateraction, design Florence Cuvilliez

Dalle allergie alle malattie, l'ansia che circonda il mondo del cibo è un fenomeno in crescita. Sensibile a questo problema, Florence Cuvilliez ha sviluppato Eateraction - un set di stoviglie in jesmonite e ceramica che mira a "elevare lo status del cibo al di sopra della semplice merce". Ridefinendo il concetto di tavola tradizionale, la designer propone un ensemble che celebra un modo più consapevole e divertente di mangiare puntando su performance e "microinterazioni".

Il set da tavola Eateraction di Florence Cuvilliez - image courtesy Florence Cuvilliez

Sviluppato in collaborazione con lo chef londinese Jozef Youssef - fondatore del Kitchen Theory design lab - il progetto incoraggia nuove esperienze culinarie ed è attualmente parte di una ricerca sviluppata con le scuole locali per "aiutare i bambini a superare la neofobia verso nuovi cibi [...] e incoraggiarli a interagire con il cibo in un modo giocoso".

 

Nutrivore, design Marie Ramon-Daré

"Il modo in cui consideriamo il cibo è cambiato. È diventato una preoccupazione più che un piacere", afferma Marie Ramon-Daré, la progettista di Nutrivore. Servizio-prodotto al contempo digitale e “live”, Nutrivore mira a fornire all'utente informazioni biometriche personali, consigli e competenze con cui migliorare la propria esperienza di acquisto quotidiana e fare scelte sane.

Un utente valuta i propri acquisti utilizzando l'applicazione Nutrivore - image courtesy Marie Raaon Dare

Inoltre il servizio comprende una piattaforma web su cui i consumatori possono interagire con altri utenti, acquistare online, prenotare workshop e persino giocare con "Yummy" - un gioco educativo per computer che esplora i meandri dell'alimentazione.

 

Symbiotic Object, design Xian Guan

E se un arredo non avesse alcun senso fino a che qualcuno comincia a interagire con esso? Questo è il curioso punto di domanda da cui è partito Xian Guan per sviluppare Symbiotic Object - una scrivania con solo due gambe, "metà" sedia e una lampada da testa.

Il set di elementi Symbiotic Object funziona solo se l'utente interagisce con essi - image courtesy Xian Guan

Pensato per partecipare alla costruzione di un mondo più sostenibile - Symbiotic Object mira a ridurre "i rifiuti inutili". Ma soprattutto il progetto mette in discussione il legame inconscio che si può sviluppare con gli oggetti di tutti i giorni. Esortando a una maggiore consapevolezza delle nostre abitudini e consumi quotidiani, Symbiotic Object evoca un rapporto più attivo con il nostro ambiente domestico.

 

[Em]power, design Sigrid Husson

Partendo su una base simile, Sigrid Husson sostiene che "trovare nuove risorse energetiche e modalità di limitare l'utilizzo intensivo dell'energia è cruciale". Ha quindi sviluppato [Em]power - una lavatrice low-tech in compensato con alimentazione a pedali. Basata sui principi del DIY, la lavatrice è venduta sotto forma di kit, così che l’acquirente possa effettivamente costruirla da solo.

La lavatrice DIY [Em]power - image courtesy Sigrid Husson

In questo modo, l'utente/maker può acquisire una migliore comprensione delle caratteristiche dell'oggetto ed essere in grado di ripararla più facilmente. Con l’obiettivo di "cambiare i comportamenti delle persone per piccoli punti", non solo il progetto "aumenta il ciclo di vita del prodotto" e consente all'utente "di assumere la completa proprietà della macchina", ma fornisce una valida opportunità a coloro che vogliono ridurre il loro impatto sull'ambiente.

 

Open Garden, design Florian Wegenast

Utilizzando i principi dell’open design come fonte di conoscenza e ispirazione, Florian Wegenast ha sviluppato Open Garden - un concept che suggerisce che le città potrebbero diventare dei "grandi giardini" senza cancello. Proponendo un'alternativa positiva al contesto urbano alienante, Open City è una struttura mobile per coltivare piante negli spazi pubblici.

Strumenti per la coltivazione urbana - image courtesy Florian Wegenast

Il progetto usa inoltre la coltivazione come strumento per facilitare l'appropriazione spaziale - creando così una rete di comunità locali impegnate e militanti. Questo semplice strumento è completato da una app che aiuta a geotaggare i gruppi attivi - fornendo così a coloro che desiderano unirsi al movimento una panoramica della rete esistente.

 

Lighten Up, design Luiza De Biasi

Molti studi hanno dimostrato che la qualità della luce in ufficio e a casa può influenzare drasticamente l'attrattiva di un ambiente, così come il nostro umore. Ma se le luci migliorano il nostro benessere, potrebbero anche interpretare i nostri sentimenti? Per esempio, può una semplice lampada capirci più di noi stessi? Questo è quello che Luiza De Biasi suggerisce con il suo progetto Lighten Up.

La lampada intelligente Lighten Up - image courtesy Luiza de Biasi

Grazie a un sensore di battito cardiaco, la lampada può rilevare 12 emozioni diverse, che vanno dalla rabbia alla sorpresa e alla noia. Una volta captata, ogni emozione viene quindi tradotta in una diversa intensità luminosa: più luce per sentimenti positivi e più oscurità per emozioni negative. Ma la lampada va più lontano rispetto a dire all'utente ciò che questi potrebbe già sapere e infatti può decidere di trasformare un momento negativo in uno positivo semplicemente correggendo l'intensità della luce - da sola.

  

Emotional First Aid Kit, design Rui Sun

L’Emotional First Aid Kit di Rui Sun propone invece una serie di oggetti pensati per aiutare l'utente ad affrontare emozioni intense in situazioni stressanti.

Uno degli strumenti contenuti nell'Emotional First Aid Kit - image courtesy Rui Sun

Ispirato al sistema Chakra Indù, ogni strumento corrisponde a uno dei 6 Chakra: da una maschera di respirazione che profuma di violette a uno stetoscopio che aiuta "a mediare una relazione dopo un’accesa discussione".

 

Mindnosis, design Sara Lopez Ibanez

"Credo che attualmente manchi la possibilità di conoscere apertamente informazioni sui servizi e sulle risorse mediche che si occupano di salute mentale. Ci sono tante organizzazioni caritatevoli che vogliono aiutare, ma quando non stai bene navigare attraverso tutte quelle informazioni diventa opprimente", spiega Sara Lopez Ibanez, la designer dietro a Mindnosis.

Il gioco da tavolo Mindnosis - image courtesy Sara Lopez Ibanez

Concepito come un gioco da tavolo, il progetto mira a soddisfare la mancanza di empatia dei servizi di salute mentale, fornendo un supporto emotivo attraverso strumenti di auto-esplorazione. Incoraggiando l'apprendimento personale e il self-empowerment, Mindnosis aiuta l'utente a imparare "rendendosi conto delle proprie preoccupazioni" al proprio ritmo e offre risorse utili per scoprire iniziative locali legate al benessere e all’assistenza mentale.

www.idcsm2017.com 

SCOPRI ANCHE:
 I 5 progetti usciti dal Royal College che potrebbero cambiare il futuro
→ 3 designer di cui sentiremo molto parlare


di Laura Drouet e Olivier Lacrouts / 20 Luglio 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Matera contemporanea

6 motivi per cui Matera è straordinaria

itinerari

[Design]

Ping pong di design

Dopo questi tavoli il gioco non sarà più lo stesso

Arredi di design

[Design]

Il design si studia in TV

I documentari più belli da scoprire su Netflix

Costume

[Design]

Dormire tra le nuvole

Letti a castello a scomparsa e sospesi: ecco 3 proposte di design

letti di design

[Design]

Mi casa es tu casa

4 poltrone letto di design per ospiti inattesi

Arredi di design

[Design]

Ritorno alle origini

Due giovani designer riscoprono tecniche antiche e fibre naturali

Arredi di design

[Design]

Less is more!

L'essenzialità dal minimalismo al riduzionismo

Costume

[Design]

La bellezza imperfetta di Cocò

Le ceramiche spagnole di Cocotera Fernandez

accessori di design

[Design]

Il mondo Ikea in esclusiva

Ce lo racconta il Responsabile Design: Marcus Engman

Ikea

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web