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Elle Decor Italia

A Gerusalemme

Il Mamilla Hotel firmato Piero Lissoni

A due passi dalla Città Vecchia il Mamilla Hotel è un progetto architettonico e di lifestyle tutto italiano firmato Piero Lissoni.

A Gerusalemme il Mamilla non è solo uno spettacolare hotel di design firmato Piero Lissoni ma il cuore del nuovo quartiere Mamilla Alrov, progettato dal noto architetto israeliano-canadese Moshe Safdie, con edifici residenziali e commerciali, e un viale dedicato allo shopping elegante che unisce le due anime della città, collegando la Città Vecchia con la parte moderna. “La mia architettura, inserita in un imponente progetto di real estate”, spiega Piero Lissoni, “si compone di due corpi di fabbrica: uno nuovo e un altro strettamente legato alla storia di Gerusalemme ricostruito con antichi conci di pietra locale recuperati dalla demolizione di un palazzo che si trovava in quel luogo. Volevo riportare il volume dell’hotel a una dimensione più umana in uno spazio urbano dal segno monumentale e, sdrammatizzandone il carattere, ho cercato una nuova forma di solennità. Ho aperto grandi vetrine verso strada e scollegato i due volumi rendendo questo visibile sia all’interno che dall’esterno, ho disconnesso le parti strutturali creando un enorme vuoto in cui ho disegnato la scala che, come un origami, collega l’ingresso con i tre mezzanini e la nuova costruzione con la vecchia”. L’architettura, l’interior design, la grafica, l’art direction a 360°, lo styling, riconducono al linguaggio elegante, rigoroso, curato in ogni dettaglio, dello studio Lissoni. “Ho portato a Gerusalemme un altro mondo e ho potuto farlo perché Gerusalemme è sempre presente, sei sotto le mura della città di David, circondato dalla stessa pietra intensa e forte del Muro del Pianto.

I committenti, illuminati e visionari, e in particolare Georgi Akirov, CEO di Alrov Group, mi hanno permesso di ideare un albergo a Gerusalemme e non l’albergo di Gerusalemme. Paradossalmente questa città attira come una calamita gli integralismi religiosi e filosofici di tutto il mondo, è ancorata al passato, eppure è cosmopolita, meta del turismo religioso di cristiani ed ebrei, armeni e musulmani. Volevo liberare il Mamilla da quella vita interna un po’ vernacolare che spesso si riproduce negli hotel per “far sentire” il luogo, immaginando una clientela esigente e sofisticata, che, a due passi dalla Città Vecchia dove manca totalmente un’accoglienza di qualità, potesse disporre di luoghi piacevoli dove tare e gustare una cucina gourmet preparata da chef israeliani formati in Francia”.

A rendere speciale l’hotel è la generosità dello spazio, la sua qualità architettonica e la pietra locale, neutra, usata in blocchi e posata irregolarmente che diventa una texture intensa immediatamente simbolica della storia di Gerusalemme. L’atmosfera è insieme forte e calda, l’emozione è di muoversi a proprio agio in una casa speciale, con arredi di design italiano e internazionale, tra cose belle, preziose ma non ostentate, potendo scegliere il posto giusto per isolarsi, per stare insieme, per bere un caffè, fumare un sigaro o prendere il sole. Tutte le camere hanno pavimenti in legno, pareti in pietra naturale, grandi finestre con vista e comprendono lussuose stanze da bagno protette da speciali cristalli trasparenti che al tocco di un interruttore diventano opachi. Nella Spa Akasha, nel palazzo di fronte, collegata da un ponte in ferro sospeso sulla Mamilla Avenue, lo spirito orientale del benessere è tradotto da Piero Lissoni in linguaggio occidentale contemporaneo. Le ante scorrevoli in bambù dipinto di nero o di bianco che tagliano la luce, le pareti in vetro doppio colorato da una pellicola blu, il pavimento in lastre di pietra galleggianti su un velo d’acqua, gli arredi in legno scultorei e minimali, l’illuminazione studiata, la palestra superattrezzata, fino alle spremute e il cibo detox del Natural bar, sono elementi di un puzzle perfetto. Di cui regista è Piero Lissoni, con un team in loco di grande qualità, capitanato da Massimo Janni, “testa pensante” del nuovo modello di hotellerie Alrov.


di Rosaria Zucconi / 31 Maggio 2011

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