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Elle Decor Italia

Be Open a Londra

Sound Portal, paesaggi sonori

Un cocoon per immergersi totalmente nel suono: è il padiglione Sound Portal, appena presentato durante il London Design Festival con cinque giorni di sonorizzazioni d'autore, che verrà installato al Chelsea College of Art and Design. Il misterioso volume nero e gommoso, pensato come un contenitore di paesaggi sonori, è un'iniziativa della Fondazione BE OPEN, un think thank che ha lo scopo di incoraggiare la creatività e l’innovazione. Ed è la prima tappa di un percorso che esplorerà i cinque sensi in altrettante installazioni nelle capitali mondiali del design. Creata dall’imprenditrice e filantropa russa Elena Baturina, la Fondazione ha anche annunciato lo scorso 21 settembre, sempre in occasione del London Design Festival, i 3 vincitori del premio BE OPEN AWARDS, uno per ciascuna categoria: per CAST (design multimediale e interattivo) Sonic Landscape di Alexandra Kharakoz (Gran Bretagna); per CITY (architettura e urbanistica) Evaporative Cooling Capillary di Chak Ming Sin (Hong Kong) e per FORM (industrial design) Re_ di Bernier Samuel (Canada). I tre vincitori riceveranno una borsa di studio per continuare il loro percorso presso alcune tra le più prestigiose scuole di design, oltre a condividere un premio di 10.000 euro per poter sviluppare ulteriormente i loro progetti.

Ruben Modigliani, giornalista della redazione di Elle Decor, era a Londra per il debutto di Sound Portal: installata al centro di Trafalgar Square, l'inaugurazione è stata salutata da un flash mob musicale (un'orchestra si è materializzata tra la folla e ha eseguito l'Inno alla Gioia di Beethoven). Occasione per fare una breve intervista a Elena Baturina, presente all'evento.

Quando è nata l'idea di BeOpen, e perché?
Un anno fa, per l'esigenza di unire in un'unica piattaforma tutti i nostri progetti filantropici. È stato un modo per sistematizzare il nostro lavoro.

Qual è lo scopo finale di questa raccolta di idee?
Credo che iniziative come questa non debbano avere uno scopo particolare, l'unico è quello di inserirsi in un movimento di pensiero. Ci interessa lo sviluppo del progetto, non il risultato. Perché la cosa più importante è trovare persone che pensano come te, e unirle in una piattaforma: se ci uniamo tutti il risultato del nostro lavoro sarà più ampio, il suo effetto sarà moltiplicato.

Questo episodio londinese è il primo di un'esplorazione sui nostri sensi. Il prossimo?
Cercheremo di organizzare delle manifestazioni cercando di coinvolgere tutti i sensi. Arrivando a quello che secondo me è il sesto: l'intuito. La prossima tappa di questa indagine, che sarà organizzata a Milano (dove Be Open ha organizzato una serie di tavole rotonde durante lo scorso Salone el Mobile, ndr), avrà come protagonista il gusto. Per adesso è solo un'idea, non c'è ancora uno schema definito. Però sarà sicuramente una struttura come quella presentata oggi, legata al gusto. Con un concorso per i "designer del gusto". Crediamo che sia un fenomeno di grande attualità: al giorno d'oggi non fanno che nascere ristoranti, non solo per nutrire le persone ma con un carattere specifico. E cercano di creare nuovi gusti. Chef, certo. Ma anche scienziati: il concetto di cucina molecolare unisce questi due ambiti…

Il progetto ha una durata stabilita?
Difficile dirlo. Il nostro scopo è studiare l'intuito: è possibile avvicinarsi a una sua definizione, ma non a studiarlo del tutto.

Lei ha un'attività di sviluppo immobiliare: ha intenzione di applicare le idee che raccoglie con BeOpen anche nel suo lavoro?
Non vorrei mischiare questi settori. Ma se qualcuno dei talenti che coinvolgiamo volesse partecipare ai concorsi che indiciamo regolarmente, come business immobiliare, sicuramente li invitiamo a dare il loro contributo. Spero che vedremo presto molte idee. Ma adesso mi sembra prematuro parlarne.


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