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Come in un film

Il Museum of the Moving Image nel Queens

Il confine tra architettura e cinema si dissolve nel Museum of the Moving Image riprogettato da Thomas Leeser. Nel Queens, in un ex studio Paramount declinato in bianco, rosa e blu Klein.

Varcare l’ingresso del Museum of the Moving Image, fresco di riapertura, è come entrare in una scena di “2001: Odissea nello spazio”. All’improvviso ci si trova immersi in un ambiente completamente bianco, con pavimenti in poliuretano e pareti in Corian® inclinate che procedono a zig zag attraverso lo spazio, trasportandoci in un’altra dimensione. Il museo, che si trova ad Astoria, nel Queens, a breve distanza da Manhattan, è ospitato in un vecchio studio Paramount, inserito nel registro nazionale dei siti storici e per questo non modificabile all’esterno. L’architetto Thomas Leeser ha superato i vincoli con una trasformazione radicale degli interni, realizzando un edificio nuovo dietro quello originale e raddoppiandone così le dimensioni. Unica nel suo genere negli Stati Uniti, l’istituzione esplora ogni forma di screen culture, sia in versione artistica, sia commerciale.

La collezione comprende oltre 130.000 pezzi, fra macchine da presa, proiettori, attrezzature per il montaggio, copioni, costumi, oggetti di scena, poster, fan magazine e una moltitudine di gadget e prodotti ufficiali. “Behind the Screen”, la mostra permanente, occupa due piani con più di 1.400 reperti. Nonostante il museo non collezioni pellicole, propone oltre 400 film all’anno, dai capolavori del muto alle ultime novità in 3D e, grazie alla ristrutturazione, ha programmi ancora più ambiziosi. La nuova sala proiezioni è una struttura per 267 spettatori che ricorda una cupola geodetica di Richard Buckminster Fuller (Bucky per gli amici), con pareti rivestite da pannelli triangolari di feltro in un brillante blu Klein. Vi si accede dalla hall attraverso un percorso in discesa (pavimento e soffitto sono inclinati) illuminato nello stesso blu, colore simbolo, secondo Leeser, dell’era digitale. L’ingresso alla sala più piccola, da 68 posti, richiama con le sue pareti rosa il lettering all’entrata. Un’imponente scala in Corian® sale ai piani superiori fino a una Video Room: qui, al contrario del nero che di solito avvolge le opere video, l’architetto ha progettato panche basse e rampe in Corian® bianco integrate nel pavimento. Un futuribile nuovo universo, in bianco, rosa e blu, accogliente e friendly.

Info: Museum of the Moving Image, 35 Avenue at 37 Street, Astoria, New York, www.movingimage.us


di Arlene Hirst / 7 Marzo 2011

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