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Elle Decor Italia

Florian Schmid

Generazione '80

Hanno tutti circa trent’anni. Sono giovani, determinati e coltivano la passione per il progetto. Amano il design nelle sue diverse espressioni, muovendosi sempre nel rispetto della tradizione, mossi dalla ricerca della qualità dei materiali. Quattro percorsi fra artigianalità e autoproduzione

Florian Schmid esplora materiali e tecniche di lavorazione, coniugando artigianalità e senso ludico. I suoi progetti sono naturalmente interattivi, incuriosiscono e giocano con l’ambiguità per strappare il sorriso. In questo, l’obiettivo nel fare design: toccare le corde emotive e comunicare buone sensazioni

Luogo e data di nascita/ Berlino, 1984
Istruzione/ laurea alla munich university of applied sciences (muas) e uno stage a londra, presso lo studio raw edges, di yael mer
e shay alkalay.
I suoi progetti/ la serie di sedute stitching concrete, la collezione C58, completa di Dressing Table, Stool, Tray e Cobra Light.
I maestri/ Dalla storia del design tedesco: Deutscher Werkbund, Bauhaus e Dieter Rams.
Segni particolari/ ama sporcarsi le mani per capire cosa vuol dire realizzare un progetto tailor-made. tra le passioni: i materiali e le loro infinite possibilità di interpretazione.
Info/ www.florian-schmid.com

Vive e lavora a Berlino, dopo aver studiato a Monaco e perfezionato il mestiere di designer nello studio dei Raw Edges a Londra. Curioso, ama sperimentare i materiali, sporcandosi le mani, “mi piace costruire modellini in piccola scala. Solo così riesco a entrare in relazione con gli oggetti e a capirne il senso”. Un pezzo conosciuto di Florian, classe 1984, è lo sgabello Stitching Concrete per Plusdesign, primo di una serie di sedute in tessuto accoppiato Pvc e cemento, frutto di un processo di lavorazione artigianale realizzato in autoproduzione. “Un progetto che nasce dall’accostamento tra il calore della stoffa e la freddezza di un materiale duro e gioca con l’ambiguità per incuriosire, avvicinare e sollecitare l’interazione”. Diversi ma ugualmente sintonizzati sul canale ludico, il vassoio svuotatasche, da appoggio o da appendere a parete C64, lo sgabello C58 e Cobra, la lampada apparentemente senza sorgente luminosa (al bulbo Florian ha preferito il led). In Dressing Table invece, l’ultimo nato, l’elemento di disturbo percettivo è lo specchio, incastonato nel tavolo. “Una sorta di dissuasore che restituisce due diverse profondità”.


di Paola Carimati / 31 Maggio 2013

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