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Elle Decor Italia

Intervista a Marc Peridis di 19 Greek Street

Elle Decor Italia incontra il direttore di uno degli indirizzi di design più curiosi e interessanti di Londra

Una casa tradizionale inglese, tutta bianca, alta e stretta in una zona affollata di bar e ignari passanti. È la sede di 19 Greek Street, progetto sperimentale di galleria di design e studio di interni che da due anni lavora sul fronte della ricerca più originale e indipendente.

Abbiamo chiesto a Marc Peridis, fondatore e direttore creativo, di raccontarci la sua avventura.

Partiamo dall'inizio. Come nasce 19 Greek Street?
Gestivo un'agenzia di interior design da 6 anni, con clienti come L'Oréal e Marc Jacobs per cui progettavamo soprattutto negozi e saloni di bellezza in tutto il mondo. A un certo punto ho iniziato a avere voglia di occuparmi di qualcosa di più creativo e sperimentale, e sono stato contattato da un investitore che voleva aprire un piccolo hotel di design, 6 stanze con annessa galleria. Ho trovato così l'edificio di 19 Greek Street, che era troppo piccolo per l'albergo, ma ho capito subito che ci volevo fare qualcosa. E così l'ho trasformato in una galleria di design.
Ho iniziato a parlare in giro del mio progetto. Tutti avevano qualcuno di interessante da presentarmi, così ben presto ci siamo trovati con una collezione incredibile e un grande seguito.

Come scegliete i vostri pezzi?
Siamo interessati a prodotti che abbiano un carattere sostenibile e sperimentale. Abbiamo fatto un grande scouting alla ricerca dei progettisti giusti, ma adesso abbiamo circa 25-30 designer che lavorano con noi regolarmente, e hanno sempre nuove idee da proporci. A parte questo, ci sono molte persone che vengono con dei pezzi da presentarci e noi scegliamo quelli più adatti a noi.

L'ultimo piano è sempre destinato a progetti speciali?
Siamo abbastanza fluidi nella gestione de nostro spazio e non abbiamo regole. Al momento al piano superiore c'è un workshop gestito da Diana Simpson Hernandez, una nostra designer in residenza, che è davvero incredibile: trasforma le bottiglie di vetro buttate via in materiali per rivestimenti di uso architettonico. Vorremo continuare così, lavorando con altri designer per sperimentare con i nostri scarti.
Prossimi progetti?
Stiamo lavorando a un club privato che aprirà a fine novembre. Stiamo ampliando la nostra collezione Re-imagined, organizzando la prossima mostra a novembre e anche programmando eventi futuri. E poi ci occupiamo di un nostro nuovo progetto charity che vuole aiutare le persone svantaggiate a trovare un lavoro nel settore del design. 

In mostra ci sono anche gli Analogia Project. Che rapporto avete con l'Italia?
Loro sono gli unici italiani che abbiamo mai avuto. Mi piace il loro lavoro perché è cool e davvero sperimentale. Molto diverso da quello che vediamo in giro di solito. Per il resto, penso che il design italiano abbia un sacco di vetrine e sia visibile in molti posti, mentre io preferisco esporre qualcosa che sia difficile da trovare altrove.

Come lavorate fuori Londra?
Abbiamo presentato all'ultimo Salone del Mobile la collezione Re-imagined con Marc Jacobs, a Piazza del Carmine. È stata una grande esperienza ma non so se la ripeteremo. Chissà! Sono più interessato a Design Basel. E gestiamo un sacco di progetti di interni fuori dal Regno Unito: non ci sono limiti per noi.

Info: http://www.19greekstreet.com


di Annalisa Rosso / 2 Ottobre 2014

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