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Elle Decor Italia

Jonah Takagi

Generazione '80

Hanno tutti circa trent’anni. Sono giovani, determinati e coltivano la passione per il progetto. Amano il design nelle sue diverse espressioni, muovendosi sempre nel rispetto della tradizione, mossi dalla ricerca della qualità dei materiali. Quattro percorsi fra artigianalità e autoproduzione

Jonah Takagi ama raccogliere e accumulare oggetti: forme che sedimentano nella memoria per diventare lettere di un nuovo alfabeto progettuale. Si muove con eleganza tra un passato vintage e un nuovo futuribile senza perdere di vista i dettagli. Un sogno? Disegnare una barca

Luogo e data di nascita/ Tokyo, 1979, vive e lavora a Washington, DC nella sua casa Atelier Takagi.
Istruzione/ laurea alla Rhode Island School of Design (RISD).
I suoi progetti/ la nostra selezione: divano Basecamp per Kvadrat, tagliere Hex per Field, tavolino Market Research End Table, libreria Scaffold Simple Machine per Matter, lampada Big Bounce e sgabello Simple Machines per Matter.
I maestri/ Atelier Van Lieshout
Segni particolari/ Disegnare atmosfere immersive nelle quali entrare in contatto con gli oggetti per esplorarne forma e superfici.
Info/ www.ateliertakagi.com

Nato a Tokyo nel 1979, vive e lavora a Washington, DC. Atelier Takagi è il suo studio, un nome che ben rappresenta il tipo di lavoro che svolge come designer. Jonah punta sui dettagli che trasformano forme pure ed elementari in oggetti preziosi, da osservare con attenzione, come per esempio il taglio obliquo del tagliere Hex per Field, gli incastri della libreria Scaffold e le gambe a vite dello sgabello Simple Machines per Matter. Non solo, nel tavolino Market Research End Table e nella lampada Big Bounce accosta materiali puri e diversi al tatto, come legno, metallo e marmo, creando giochi di pieni e di vuoti, che rimandano a forme del passato. “Per me il senso del design nasce dall’interazione che genera affetto. ovvero, mi piace pensare che le persone nel corso della loro vita accumulino oggetti, più o meno utili, non importa. ciò che importa è che abbiano un valore perché custodiscono un ricordo. Questo è ciò che mi affascina”. La sua cifra è l’eleganza, che declina con semplicità e naturalezza. un segno che genera empatia. “È l’emozione la vera forza di un’idea che si fa concreta e ti fa entrare in relazione con le persone”.

 


di Paola Carimati / 7 Giugno 2013

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