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Elle Decor Italia

My little space

Rifugi, abitacoli, bozzoli domestici

Rifugi, abitacoli, bozzoli domestici: alcune idee per trasformare poche manciate di metri quadrati in micro ambienti da abitare

In giro per il mondo attraverso micro spazi, pubblici e domestici: dalla Nuova Zelanda alla Thailandia, dal Portogallo alla Gran Bretagna, passando ovviamente per l’italia. Progetti che recuperano, reinterpretano e giocano con parti e porzioni di edifici e architetture e diventano manifesto di un nuovo modo di vivere le relazioni interpersonali. Attraverso sculture e installazioni, designer e artisti riscoprono il cocoon come rifugio nel quale raccogliersi, senza però isolarsi. La ricerca, sempre concreta, pur muovendosi su piani diversi, ruota attorno all’uomo, e non all’individuo, e al suo benessere, fisico e mentale. Il lavoro dei Oh.No.Sumo, per esempio, la collettiva neozelandese che con la St Paul St Gallery di Auckland ha realizzato una vera e propria performance interattiva, si muove sul tema delle relazioni e delle nuove dinamiche di aggregazione. È così che una rampa di scale di un anonimo palazzo diventa una sala cinematografica: è sufficiente una cupola rossa, un collegamento a internet e un proiettore per convertire un non luogo in spazio di socializzazione. Più intima ed emotiva invece la riflessione di Worapong Manupipatpong che per Politics of Me, la mostra appena conclusasi al Bangkok Art and Culture Centre, ha riletto l’archetipo della casetta sull’albero. “Quello che si aggrappa e si dipana attorno al pilastro portante non è una semplice costruzione in legno, ma il racconto della mia infanzia, fatto di ricordi e di emozioni che mi piace rivivere e condividere nel presente”. Così Huginn & Muninn dello scultore-artigiano Duilio Forte, una sauna per due in legno di abete. “Si tratta di un’opera la cui forma stravagante nasce da una riflessione sulla sacralità e la purificazione del corpo. l’immagine è quella di un abitacolo che, nascosto tra i colli piacentini, si erge per proteggere e accogliere, aprendosi sull’infinito”.


di Paola Carimati / 26 Settembre 2012

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