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Elle Decor Italia

Objets Nomades

12 firme illustri per Louis Vuitton

Un grande marchio della moda mondiale col viaggio nel Dna. Dodici designer internazionali. Una collezione di oggetti dall’anima nomade: leggeri, pieghevoli, portatili. Ognuno protagonista di una storia (di viaggio) tutta da scrivere

Quindici pezzi, dodici firme illustri: è la collezione degli Objets Nomades, iniziativa targata Louis Vuitton presentata in anteprima lo scorso dicembre nell’ambito di Design Miami e tutta dedicata al tema del viaggio. Ci sono pezzi di grandissima raffinatezza come il Travel Desk di Christian Liaigre: in tempi di tablet e di email, uno scrittoio portatile è davvero un oggetto da dandy. Altri che rielaborano idee d’antan in chiave tecnologica: è il caso della Bell Lamp di Edward Barber e Jay Osgerby, i due inglesi che hanno firmato la fiaccola delle passate Olimpiadi. O che giocano la carta dell’ironia, come gli “occhiali da sonno” di Constance Guisset, che schermano gli occhi per regalare un po’ di tranquillità. È una collezione che mette l’accento sulla dimensione mentale, anche un po’ romantica, del viaggio. È quello che emerge anche dalle parole di alcuni dei progettisti invitati: “Il nostro punto di partenza”, spiegano i tre architetti dello studio Atelier Oï, che per Objets Nomades hanno disegnato uno sgabello-origami e un’amaca in pelle intrecciata, “non è stato né la forma né la funzione dell’oggetto: il nostro obiettivo principale era di creare un’emozione”. Ed è sulla stessa lunghezza d’onda Constance Guisset, che oltre agli occhiali ha progettato anche un cuscino da collo: “Ho pensato a due oggetti che permettono a ognuno di farsi strada nei propri sogni, condividendo l’esperienza collettiva del viaggiare, che sia in aria, sulla terra o per mare”. È una riflessione sull’idea stessa di spostamento: “Nomadismo è una condizione di contemporaneità, di leggerezza”, afferma Patricia Urquiola, altra firma eccellente coinvolta nel progetto (sono suoi lo sgabello Lady Fisher e la sedia/amaca Swing Chair). “Quando viaggio, mi sento pervasa da una sensazione magica di percezioni e aspettative suscitate dai luoghi poco familiari in cui mi trovo. Il nomadismo è anche una relazione speciale tra persone e oggetti, che trascende la fisicità”. Gli Objets Nomades saranno acquistabili in un ristretto gruppo di negozi Louis Vuitton nel mondo (il flagship store parigino sugli Champs-Élysées e altre otto boutique, nessuna in Italia). Ma il progetto è in evoluzione. C’è anche un pezzo a tiratura super- limitata: è Maracatu dei fratelli Campana, un cabinet de voyage tutto rivestito da ritagli di pelle multicolori provenienti dai laboratori Louis Vuitton di Haute Maroquinerie di Asnières, vicino Parigi. Realizzato in dodici esemplari - esiste anche in edizione aperta, senza frange - e in diversi colori, ogni pezzo è numerato e firmato. Un oggetto che parla di viaggio in due modi: con la sua funzione di piccolo armadio nomade (chiuso sta in una scatola che ricorda le vecchie cappelliere), ma anche per gli echi che evoca. “Ci siamo ispirati alla musica vibrante, alla danza e agli sgargianti costumi tipici delle spettacolari manifestazioni culturali della regione del Nordeste del Brasile”, spiegano Fernando e Humberto Campana. “Viaggiare offre, soprattutto, la possibilità unica di intraprendere una nuova esplorazione. E Maracatu trasforma un viaggio in una sorpresa, rompendo tutte le regole”. Che poi è quello che, anche senza saperlo, chiediamo alla sorte ogni volta che partiamo. www.louisvuitton.com


di Ruben Modigliani / 25 Febbraio 2013

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