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Elle Decor Italia

Ospitalità d’autore

Il Residence Du Parc a Torino

Progettato da Laura Petrazzini e Corrado Levi nel 1969, l’hotel mantiene intatto il fascino di emblema del Razionalismo italiano. Rivitalizzato unendo a opere d’arte e arredi originali spazi contemporanei, come una magnifica spa.

Può un’architettura rappresentare l’anima e le contraddizioni, anche nascoste, di una città? La risposta è il Residence Du Parc di Torino, realizzato da Laura Petrazzini con Corrado Levi nel 1969. Il Du Parc è una delle presenze urbane più moderne della città, un edificio d’impatto, all’avanguardia per quegli anni, in cui in Italia si costruiva molto sull’onda di una ricerca tecnologica e progettuale. Ma è anche più di una mera rappresentazione di quel “Moderno felice”: i progettisti, terminati i lavori, chiesero agli amici artisti opere in sintonia con l’architettura. Già nella hall, ritmata da possenti colonne in calcestruzzo, s’incontrano opere di Penone, Pistoletto, Anselmo (una sua strepitosa “Torsione” è posta accanto agli ascensori, l’altro esemplare è al Guggenheim), accostati ad altre contemporanee, le fotografie della Sighicelli, i pezzi di Atelier van Lieshout. E la sensazione di trovarsi in un luogo speciale prosegue nelle camere, scatole perfette per arredi anni ’70, gli Specchi di Pistoletto, le opere di Merz e Schifano.

Ricerca e creatività sono tuttora di casa, e grazie alla passione del figlio dei progettisti, Ruben Levi, e della moglie, l’artista Elisa Sighicelli, gli ospiti sono una piccola comunità sempre più eterogenea: artisti o personaggi della cultura che vengono a Torino per eventi nei quali sono coinvolti come Mattew Barney che alloggiò qui in occasione della sua personale alla Fondazione Merz, o designer come Nacho Carbonell, Martino Gamper e Tomas Alonso che saranno a novembre al Du Parc per il progetto “INResidence. Design Dialogues”, alla terza edizione. Un razionalismo dal cuore intimista verrebbe da pensare, dopo tutto quello che si vede coesistere qui. Ruben racconta un suo ricordo d’infanzia: sulla balaustra in cemento dell’ammezzato che dà sulla hall ci sono due occhi a bassorilievo. La pupilla di quello di sinistra è forata, da lì il piccolo Ruben poteva spiare quello che accadeva al piano di sotto. L’altro invece ha una pupilla a specchio, affinché, come gli spiegava la madre, lui potesse guardarsi dentro. È quello che alla fine sono l’arte e il gesto creativo: un occhio sul mondo che nasce da un viaggio dentro se stessi.

Info: Residence Du Parc, Corso D’Azeglio 21, Torino, Tel. +39.011.6508383, www.residenceduparc.com


di Arianna Lelli Mami / 31 Marzo 2011

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