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Elle Decor Italia

Stockholm Furniture & Light Fair 2015

La design week svedese dedicata al mobile, all'arredamento e all'illuminazione

Anche quest'anno la Stockholm Design Week ha consolidato l’immagine di hub accogliente e dialogante. Quella dal 2 al 7 Febbraio, periodo dell'anno in cui si svolge la Stockholm Furniture & Light Fair, la fiera svedese dedicata al design del mobile e della luce, è stata una settimana che ha fatto riflettere da tanti punti di vista. Circa 700 le aziende presenti, delle quali l’80% nordiche, 40.000 i visitatori stimati, 60 gli eventi che hanno vivificato una città avvolta dalla neve.

Mostre, eventi, produzione, molto sembra ruotare attorno a un unico concetto: consciousness. Ovvero orgoglio e spirito di appartenenza alla propria (nordica) cultura progettuale. Ma anche consapevolezza: di identità, che riconosce all’artigianato il ruolo di driver innovativo in grado di generare nuovo valore nel sistema produttivo scandinavo; e di processo, che sceglie vie di sviluppo coerenti, nel rispetto dell’ambiente (vedi alla voce sostenibilità) e del consumatore.

Quella per esempio che riscontriamo nel lavoro esplorativo condotto sul tessuto dalla designer svedese Anna von Schewen, che con Tailored Seats riscopre per il suo sofà la complessità (e l’eleganza) delle tradizionali tecniche di cucitura dei corsetti o dalla francese Inga Sempè, per rimanere nel tessile, che firma le coperte Gibouleè per Røros Tweed, storica azienda norvegese che produce in modalità Cradle to Cradle (totalmente eco). Ma anche quella di Smaller Objects, il nuovo brand dello studio svedese Claesson Koivisto Rune che, forti della convinzione Make passion available presenta otto oggetti domestici in legno, ceramica, pietra e metallo, davvero piccoli rispetto alle tipologie che di regola disegnano. La passione per il design apre infatti all’opportunità di lavorare con maestranze artigianali in Svezia e in Finlandia, ma anche in Polonia e Portogallo. Oppure in Bosnia. Come ha fatto la svedese Monica Förster che per Zanat, azienda di Sarajevo protetta dall'Unesco perché unica depositaria di straordinarie tecniche manuali di curvatura del legno, ha disegnato diversi pezzi. E non è un caso che Artek abbia scelto proprio Stoccolma per presentare in anteprima assoluta Kaari, la serie di mobili in fasce di legno e bande di acciaio firmata dai francesi Ronan e Erwan Bouroullec, alla loro prima collaborazione con l'azienda finlandese, e Offecct e Kvadrat, la seduta Satellite dell'olandese Richard Hutten.

Di consapevolezza parlano anche Fredrick e Emma Marga dello studio franco-svedese Färg&Blanche e curatori della mostra Inside Scandinavian Design: “Abbiamo scelto 10 oggetti facili: 10 testimoni del modo scandinavo di fare design. Sedute e piccoli complementi che abbiamo scomposto per raccontare il rapporto virtuoso tra artigianato (low tech) e tecnologia (high tech)". Raccolti sotto una cupola a struttura reticolare in legno curvato (ca va sans dire), le sedute Palma di Offect, XL Decembre di Nikari ed Emma di Gärsnäs (per citarne alcune) invitano a sostare, a trovare il tempo per scoprire e comprendere.

Un po’ come ha suggerito l'interior designer inglese Ilse Crawford con la sua mostra Question Time “Perché il tempo è lusso, anche nel design” afferma la Guest of Honour. Lo spazio disegnato da Ilse è un luogo dove accomodarsi e riflettere. Su cosa, è semplice. Alle pareti dell’allestimento, che ricorda il suo studio di Bermondsey a Londra, campeggiano frasi come: What is now? Ma anche Should interior last long as architecture? E Perfect or Imperfect? Quello di Ilse è un invito alla lentezza, e lo fa a modo suo, costruendo un moodboard di parole e immagini che vive e si arricchisce delle risposte di tutti. Per ricordarci che tempo è comprensione e condivisione della creatività. Un po’ come accade al civico 86 di Regeringsgatan, sempre  a Stoccolma, ma fuori dalla Fiera. Qui, Hlin Helga Gudlaugsdottir, Elina Aalto e Marika Tesolin (tre progettisti rigorosamente nordici) hanno allestito We Live Here: un piccolo appartamento che ospita arredi e complementi  firmati da designer islandesi, finlandesi e svedesi. L’obiettivo è chiaro: costruire nella pratica un modello collaborativo attivo e sperimentare la condivisione fra culture progettuali diverse, ma affini nell’uso di materiali come legno, tessuto e vetro.

Il mood insomma è positivo. Si respira energia, voglia di fare (bene), con consapevolezza. Emblematica quella dell'inglese Jasper Morrison, che con Offecct e per l’associazione umanitaria Econef disegna Kali. Si tratta del progetto di una sedia in legno pensata per un orfanotrofio nel nord della Tanzania, facile da realizzare anche in loco. E non abbiamo detto tutto, molto altro ancora nella gallery.

www.stockholmfurniturelightfair.se


di Paola Carimati / 10 Febbraio 2015

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