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Elle Decor Italia

New York: la nuova galleria Carpenters Workshop

Intervista a Julien Lombrail e Loic Le Gaillard, fondatori della catena di spazi dedicati al design

In un’intervista i fondatori della Carpenters Workshop, Julien Lombrail e Loic Le Gaillard, raccontano l’apertura della nuova galleria a New York, al ventesimo piano dell’iconico Takashimaya Building sulla Fifth Avenue firmato John Burgee e Philip Johnson.

Come è nato il progetto newyorkese della galleria e perchè? E come avete scelto la location?
Veramente e’ arrivato prima il posto. Avevamo sentito parlare di questo spazio incredibile nel Takashimaya building, e abbiamo pensato: «perche no? diamogli un’occhiata». Siamo stati immediatamente colpiti dalle dimensioni del soffitto e dall’incredibile abbondanza di luce naturale, così come dall’architettura art-deco dell’intero building. La location sulla 5th Avenue, a pochi passi dal Moma, ha diversi vantaggi, anche il fatto di trovarsi vicino a uffici di clienti chiave come Peter Marino.
Su cosa si è basato il progetto di ristrutturazione?
Sulla luce naturale. Semplicemente massimizzarne la presenza per creare il tipico spazio espositivo total white per quello che riguarda il diciannovesimo piano. Mentre, per il ventesimo, abbiamo progettato uno spazio che si presentasse come un salone per mostrare il dialogo con le opere, un’emulazione di una abitazione.
Come saràla programmazione di Carpenters Workshop Gallery a New York? Nel senso ci saranno delle differenze nella scelta curatoriale rispetto alle sedi di Parigi e Londra? Chi sarà a dirigere la programmazione?
La linea curatoriale sarà la stessa nelle tre gallerie (Londra, Parigi, New York) ma naturalmente a New York vorremo concentrarci su una linea progettuale in equilibrio tra il mostrare designer che sono già noti negli Stati Uniti e nell’America del sud e introdurre nuovi talenti e lavori di collezionisti e visitatori della galleria.
New York come capitale artistica. Cosa offre oggi la città a un pubblico appassionato di design contemporaneo?
In termini di design contemporaneo l’America è veramente un leader per il supporto e la celebrazione del settore. Un esempio è l’energia e la vitalità creata intorno a Design Miami e il modo in cui è diventata una scena così importante, che va di pari passo con il mondo d’arte contemporanea.
La prima mostra in programma all'inizio di Marzo sarà la personale di Maarten Baas. Cosa ci può anticipare?
Siamo molto entusiasti per la prossima esibizione, abbiamo lavorato con Maarten Baas a lungo, ed entrambi i lavori - Smoke Collection e Real Time Works - ormai parte della storia della galleria, riflettono la nostra visione di scultura funzionale. Molti dei suoi lavori sono ormai noti al pubblico e noi pensiamo che ciò accadrà anche con la prossima mostra, la serie Carpace, ispirata alla bellezza e alla protezione della corazza di tartarughe e scarabei che custodiscono gli interni preziosi che conservano.

Quali sono gli altri progetti in cantiere?
Studio Job ha una retrospettiva al MAD (Museum of art and design ) che aprirà ill 22 marzo e include opere progettate con la galleria. Inoltre, più avanti mostreremo nuovi pezzi di Vladimar Kagan e inaugureremo la personale con i lavori di Ingrid Donat.

Dopo Londra, Parigi e New York ci saranno nuove aperture?
Al momento ci stiamo concentrando sull’andamento del primo anno della galleria a New York, ma le cose stanno crescendo in fretta a livello internazionale, quindi staremo a vedere.

carpentersworkshopgallery.com

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