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Elle Decor Italia

Alessandro Michele continua a divertirsi con Gucci 4 Rooms

L'ultimo progetto del direttore creativo di Gucci con Trouble Andrew e tre artisti giapponesi, online e offline

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Chiharu Shiota, ospite del padiglione giapponese alla 56a Biennale di Venezia, progetta per L'Herbarium una ragnatela rossa che imprigiona accessori e antichi pezzi d’arredo

Per chi non lo avesse ancora capito: ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, l'arte piace, e molto. Soprattutto se a farla sono artisti giovani, magari fuori dai circuiti mainstream.

Così dopo la collezione autunno inverno 2016-17 realizzata in collaborazione con l'iconoclasta Trouble Andrew e il suo Gucci Ghost (se non lo conoscete, andate a curiosare sul suo profilo Instagram), con graffiti dappertutto a dare nuova linfa vitale alla couture, Michele lancia Gucci 4 Rooms: un progetto sperimentale, multimediale, interattivo, ibrido e tantissimi altri aggettivi che si usano per definire tutto quello che esce dai confini in cui siamo abituati a incasellare eventi ed esperienze.

Intrecciando arte, moda e architettura, i tre artisti giapponesi Chiharu Shiota, Daito Manabe e Mr. hanno creato altrettante stanze ispirate ai temi e ai motivi introdotti dal nuovo direttore creativo: ci sono l'Herbarium Room di Chiharu Shiota – ospite del padiglione giapponese alla 56a Biennale di Venezia (guarda tutto lo Speciale Biennale) –, una ragnatela rossa che imprigiona accessori e antichi pezzi d’arredo, la Words Room di Daito Manabe, dj e vj di Tokyo, un omaggio alle parole e al nuovo lessico introdotto da Alessandro Michele, e la Garden Room di Mr., popolata dagli animali e dalla vegetazione del giardino iconografico di Gucci trasposti nel suo stile tra pop e manga.

Un progetto che nasce online – un mini sito web pensato come un video game, con elementi da cercare nelle tre stanze per scoprire l'ultima, quella di Trouble Andrew – e che continua nel mondo reale, al 7º piano della boutique Gucci Ginza e nella Elephant Room del Dover Street Market di Ginza (leggi anche → A Londra moda e design), in cui a Trouble Andrew è stata affidata la creazione di un’opera.

Arte, moda, architettura, web design: mondi diversi di cui Alessandro Michele è riuscito a trovare un codice linguistico comune, che amplia il pubblico e smantella i confini, riportando anche il tutto a una dimensione ludica, perché creare, in fondo, è e deve rimanere un gioco.

www.gucci.com

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di Carlotta Marelli / 13 Ottobre 2016

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