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Il design dell'anello di fidanzamento è vintage: ecco i modelli che non passeranno mai di moda

La regola delle quattro C e i maestri che hanno fatto la storia degli oggetti feticcio dell'amore per sempre

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Come si sceglie l’anello di fidanzamento perfetto? Non esistono un vademecum né un prezzo assoluti; l’unica regola da rispettare è quella delle quattro “c”: clarity, colour, carat e cut. Se infatti non ci sono limitazioni al gusto personale, il fatto che il simbolo dell’amore eterno debba montare una pietra - preferibilmente un diamante - è al di sopra di ogni discussione. Purezza, colore, peso e taglio possono variare ma mai essere trascurati.

Un modo sicuro per fare la scelta giusta, è osservare le mani delle coppie reali e dello star system, passando da una panoramica sulle proposte della maison di alta gioielleria. Tra le tendenze, da quando sette anni fa William d’Inghilterra ha regalato a Kate Middleton l’engagement ring appartenuto a sua madre Diana, si è imposto un ritorno del colore proprio come nei caotici anni Ottanta. Il grande zaffiro a taglio ovale circondato da 14 diamanti indossato nuovamente dalla duchessa di Cambridge ha scatenato una vera mania.

I modelli di Garrard, Jewellery House al servizio della casa reale inglese da secoli, sono stati i primi ad essere imitati: illustre predecessore dell’anello di fidanzamento di Diana, simile nella forma e nell’utilizzo delle pietre, quello della regina Vittoria - controversa icona di austerità - che ha visto riproduzioni sia con rubini e smeraldi, sia con pietre meno preziose.

Vero divertissement a cifre da capogiro, gli engagement rings con solitari in smeraldo, rubino e zaffiro di Van Cleef & Arpels: al variare delle pietre, varia anche il taglio (a pera, ovale e cushion); unica costante, la base in platino.

Maestri indiscussi degli azzardi cromatici dalla prima metà del secolo scorso con l’indimenticabile collezione Tutti Frutti, gli orafi chez Cartier sono intransigenti conservatori in fatto di fidanzamento: nelle proposte della maison, tutti i bridal hanno almeno un diamante; unica concessione al colore è la possibilità di scegliere, in alcuni modelli, tra l’oro giallo, rosa o, anche qui, il platino. Tra le donne per cui Cartier ha realizzato un pezzo unico, Wallis Simpson, cui Edoardo VIII donò un grande smeraldo di 19,77 carati.

In Italia, a disegnare pezzi ironici per una dichiarazione non convenzionale ma piena di romanticismo, Roberto Coin con la sua collezione Garden, dove tra piccoli lampi di rosso e verde spiccano topazi azzurri, ametiste e quarzi. Oltre oceano, a consigliare Ryan Reynolds nella scelta del suo pegno d’amore per l’attrice Blake Lively, è stata la guru Lorianne Schwarts: un diamante rosa chiaro da 12 carati, taglio ovale e stile Decò, del valore di 2 milioni di dollari.

Al 727 della Quinta Strada di New York, invece, rimane imbattuto il più famoso tra gli anelli di fidanzamento di tutti i tempi, quello creato da Charles Lewis Tiffany nel 1886. Il Tiffany Setting, in platino, con le sue sei griffe che elevano un unico diamante, non teme il mutare della moda.


di Manuele Menconi / 13 Dicembre 2017

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