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L'arredo per l'ufficio che non ti aspetti: Vitra e ECAL plasmano i workplaces di domani

Gli studenti dell'istituto svizzero rielaborano le Workbays di Ronan e Erwan Bouroullec

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Un arredo per l’ufficio innovativo. Alla Design Parade di Tolone gli studenti dell’ECAL, École cantonale d'art de Lausanne, presentano la loro interpretazione delle Workbays di Ronan e Erwan Bouroullec. L’esposizione è a cura di Vitra. Il goal? Reinventare i workplaces contemporanei.

Negli ultimi anni, infatti, l’ufficio è diventato un tema scottante per l’interior design. Laptop, meeting, Skype call e team work implicano la necessità di spazi versatili e dinamici. Lo sanno bene le company della Silicon Valley, pioniere nell’inventarsi workplaces 2.0. In tutto il mondo gli uffici di Google, così come quelli di Facebook e Apple, assomigliano più a Disneyland che a luoghi di lavoro. Meeting in roulotte, relax in campetti da golf e per concentrarsi tazze rotanti e photo booth. Soluzioni più o meno eccentriche ma con un concept comune: abolire l’ufficio per non farci sentire al lavoro mentre invece lo siamo.

Partendo da questa idea nel 2012 Ronan e Erwan Bouroullec hanno realizzato per Vitra le Workbays; microarchitetture sulle quali gli studenti dell’ECAL sono stati sfidati a lavorare.

Il sistema Workbays reinterpreta la funzione della parete come mezzo di separazione dell’individuo in uno spazio di lavoro. Un layer di feltro sostenuto da sottili profili in alluminio disegna forme organiche generando aree distinte. Ogni unità è equipaggiata con piani di lavoro, sedute e sorgenti di alimentazione. Si genera così, di volta in volta, uno spazio per la privacy, per la conversazione o per le attività di gruppo. La diretta conseguenza? Addio alle pareti tradizionali.

A distanza di cinque anni dal lancio, gli studenti ECAL del master in product design del professor Camille Blin rielaborano il concetto delle Workbays. L’esplorazione delle sue potenzialità applicative è in mostra fino al 24 settembre presso il Place des Savonniéres di Tolone.

Realizzate sotto l'occhio vigile di Erwan Bouroullec, le strutture presentate rievocano i capsule hotel giapponesi, un laboratorio di prototipazione, una palestra, un bar, un giardino o una zona di riposo. Per ognuno di questi spazi, gli studenti hanno creato oggetti originali, dagli altoparlanti Bluetooth alle lampade in miniatura; sgabelli e tappeti copri cavi; fino ai cestini a scomparsa e ai separé di vasi.

La ricerca sulla versatilità dello spazio di lavoro e dell’arredo per l’ufficio portata avanti da Vitra e ECAL oggi è più che mai centrale. Non si è ancora arrivati a soluzioni definitive. Di recente anche Google, in collaborazione con il MIT, ha affrontato il tema dei mobili per ufficio arrivando a formulare un'idea spazialmente ribaltata rispetto al sistema Workbays. Mentre questo genera la versatilità dello spazio partendo da arredi ufficio che poggiano sul pavimento, il colosso di Mountain View lavora sul piano opposto. La soluzione sperimentale proposta è quella di pareti mobili che scendono di volta in volta dal soffitto a seconda delle necessità spaziali. 

Sebbene entrambe le proposte siano interessanti, solo il tempo ed ulteriori esperimenti potranno definire le soluzioni che plasmeranno i workplaces degli anni a venire. Restiamo in attesa.

 

www.ecal.ch

www.vitra.com

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#ECAL #photobooth: l'evoluzione del selfie


di Pietro Terzini / 14 Luglio 2017

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