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Svelata (accidentalmente) l'identità di Banksy

Il produttore Goldie durante un'intervista si fa scappare il nome di un certo Robert, vi ricorda qualcuno?

Ha fatto il giro del web in poche ora la notizia che l’identità di Banksy sarebbe stata sbadatamente rivelata da Goldie, produttore musicale e caro amico di Robert Del Naja fondatore della band Massive Attack e, se la gaffe fosse confermata, vero nome del misterioso writer inglese.

Durante un’intervista a Disctraction Pieces Disctraction Pieces condotto da Scroobius Pip, infatti, Goldie si sarebbe lasciato scappare "Scrivi su una t-shirt 'Banksy' in caratteri stondati e siamo a posto. Possiamo venderla. Senza mancare di rispetto a Robert, penso che sia un artista incredibile, ha sconvolto il mondo dell'arte"

Robert? Abbiamo sentito bene? Eh sì, sembra proprio che dopo anni di anonimato si sia riusciti a dare un volto all’artista di Bristol. D’altronde già in passato si era vociferato ci potesse essere il guro dei Massive Attack dietro i graffiti provocatori di quello che è diventato il re della street art contemporanea. Troppi i punti in comune perché fossero solo coincidenze. Entrambi di Bristol, entrambi street artist e dei curiosi paralleli tra la comparsa dei graffiti e le date delle performance dei Massive Attack.

 

 

Che si debba ringraziare Robert o no, Bansky con i suoi lavori ha il grande merito di essere riuscito a portare sotto gli occhi del mondo temi di grande attualità sociale e politica che ci invitano a riflettere. Abbandoniamo quindi gossip e indiscrezioni per apprezzare qui di seguito alcune tra le opere più celebri del writer inglese. Dal recentissimo murales di Dover in occasione della Brexit (leggi anche → Col murales di Dover Banksy riporta l'amarezza nel cuore degli europeisti) alle opere all'interno del Walled Off Hotel (leggi anche → Banksy apre un hotel davanti al muro di Betlemme) al murales che ritrae Steve Jobs comparso nel campo profughi di Calais ormai un paio d'anni fa in concomitanza con l'emergenza rifugiati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

banksy.co.uk 

 


di Chiara Chioda / 23 Giugno 2017

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