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Tra surrealismo e freakebana, ecco cosa è successo al bouquet di fiori

Siamo nel pieno di una revoluzione floreale a base di ingredienti inattesi come i cocomeri, le foglie di cannabis e reinterpretazioni freak della tecnica Ikebana

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A shot from the series "Seeking Arrangement" by Anja Charbonneau and Amy Merrick for Broccoli Magazine. Photo © Anja Charbonneau

La creazione di un bouquet di fiori consiste, da sempre, nella ricerca della perfetta armonia tra l’elemento naturale - le piante e i fiori - e quello artificiale - l’azione di potatura/taglio, combinata con il senso estetico dell’autore.

Nel corso della storia e a seconda del contesto geografico-culturale di riferimento, però, questa relazione ha subito molte trasformazioni, sia tecniche che formali, che ne hanno via via ridefinito gli standard di bellezza.

Ultimamente il mondo delle composizioni floreali è in particolare subbuglio. Grazie alla crescente contaminazione creativa, facilitata soprattutto dalla diffusione attraverso internet, negli ultimi anni si sta infatti assistendo a una vera rivoluzione estetica.

Tramite la riscoperta di pratiche antiche e l’esplorazione del lato più selvaggio della natura, sono molti i designer botanici che stanno riscrivendo i canoni del classico bouquet.

Tra arrangiamenti surrealisti che non disdegnano ingredienti inattesi come i cocomeri, l’arrivo sulla scena floreale delle foglie di cannabis e reinterpretazioni freak della tecnica Ikebana, ecco una piccola panoramica che ci aiuta a capire meglio i trend attuali in fatto di mazzi di fiori.

Progetto di Sophie Parker tra collage e pianteFoto courtesy WIFE

La costruzione di composizioni di fiori scultoree di forte impatto visivo - con la predilezione per piante e forme dall'aspetto fittizio - sembra essere al centro della ricerca di molte flower designer d’oltreoceano, soprattutto nella sfera newyorkese.

Le creazioni di foglie di palma plissettate e fiori di anthurium glossy di Marisa Competello, Brittany Asch e Sophie Parker rappresentano senz’altro il volto più noto di questa tendenza.

La necessità di esplorare “regni inaspettati, sfocando i confini tra organico e sintetico”, per esempio, è ciò che spinge Parker a sperimentare tagli inattesi e spruzzi di vernice sorprendenti. Una maniera per hackerare il mezzo artistico - le piante - alla ricerca di una nuova dimensione, in bilico tra naturale e artificiale.

Due progetti di Sophie Parker. A sinistra: Ethereal Greens ; A destra: “Hello, may I have your room number”, Foto courtesy WIFE

Abbraccia questa filosofia, anche se in modo molto meno minimalista, il messicano Manu Torres (noto come @uunnaamm su Instagram), che sottolinea: “quando incorporo materiale non floreale, sto solo cercando di aumentare l’avvenenza degli elementi più naturali, imitandone ed esagerandone la bellezza in modo iperreale, in un tributo alla natura.”

Unendo protea sgargianti con elementi eterei come piume e pon pon brillanti, i cocktail floreali esotici di Torres esprimono la pienezza dello stile barocco con un tocco moderno

Bouquet di Manu Torres

Se, da un lato, la ricchezza dello stile barocco seduce quasi tutti i flower designer, dall’altro, sono molti i professionisti che cercano di applicare l’approccio less is more al proprio lavoro.

“Ho sempre amato l'aspetto di mazzi di fiori e arrangiamenti abbondanti, e continuo a farlo”, confessa la californiana Linnaea Meyer, che nei suoi progetti di bouquet contemporanei si lascia quotidianamente influenzare dal background in scienze marine.

Guardando all’arte floreale da una prospettiva quasi geologica, Meyer spiega di vedere i bouquet “come sculture pregne di storia, come pezzi che hanno vite e forme legate a qualcosa di più dei loro immediati dintorni”.

Alla ricerca di una generale semplificazione delle proprie composizioni, Meyer sta tentando “sia di usare meno varietà di fiori che di ridurre il volume totale. Penso che questo cambiamento sia dovuto alla crescente sensazione che ogni giorno è già così complesso e impegnativo, che avere un design pulito e minimale può alleviare l'ansia. O almeno questo è quello che provo io”.

Composizioni floreale di Linnaea Meyer, Foto courtesy Loihi

Forse questa voglia di semplicità e calma - come antidoto alla stressante vita quotidiana - spiega anche la recente riscoperta della tecnica giapponese dell’Ikebana e della sua estetica basata sull’asimmetria e sulla forza di linee e forme nette.

Moderna e talvolta minimalista, negli ultimi anni, grazie al lavoro di artisti come Yuki Tsuji e allo studio di maestri come Sōfu Teshigahara - fondatore della Scuola Sogetsu - ha guadagnato straordinario interesse.

Ispirate all'approccio di Teshigahara, la floral designer americana Amy Merrick e la fotografa Anja Charbonneau hanno sviluppato la serie "Seeking Arrangement” per il primo numero dell'attesissimo Broccoli Magazine - la rivista dedicata alla cultura della cannabis e alle donne lanciata a fine 2017.

Con combinazioni armoniose di zinnie, margherite e “foglie di canapa organica, proveniente da una piantagione legale di cannabis in Oregon”, la serie punta a “guardare con occhi nuovi questa pianta, evidenziandone l'eleganza e la bellezza in contrasto con le raffigurazioni stereotipate in cui viene rappresentata come mero elemento da sballo o l’emblema della cultura hippie”, spiega Charbonneau.

Con la sua volontà di costruire un “nuovo linguaggio visivo che definisca la moderna cultura della cannabis”, il progetto può essere visto come una sintesi della fascinazione dei flower designer contemporanei per un'eleganza provocante e sofisticata.

Seeking Arrangement, il progetto floreale e fotografico di Amy Merrick e Anja Charbonneau per Broccoli Magazine, Foto courtesy Anja Charbonneau

Un approccio ribelle adottato anche dal movimento Freakebana - sorta di figlio futurista dell’Ikebana - che propone la celebrazione dell'artificialità e della falsità delle composizioni floreali. Diffusosi in primis nel mondo dei fiori, il Freakebana sta ora contaminando anche il mondo della moda e del design con la sua fantasia, giocosità e, a volte, l’aspetto non raffinato.

Attivista, provocatore, sognatore e profondamente radicato sia nella realtà virtuale che in quella locale - grazie in particolare al movimento Slow Flower - il moderno bouquet è plurale ed eterogeneo, l'espressione di una nuova bellezza, imperfetta e memorabile.

www.wifenyc.com

myflorescent.tumblr.com

www.lo-ihi.com

www.amymerrick.com


di Laura Drouet & Olivier Lacrouts / 10 Aprile 2018

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