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Sonneveld House ospita Petra Blaisse

La designer olandese guest curator della villa-museo, modello di Funzionalismo anni ’30

Siamo negli anni ’30 quando Albert Sonneveld, direttore della Fabbrica Van Nelle, la cui sede è dal 2014 patrimonio dell’Unesco e icona del Modernismo olandese, chiede allo studio di architetti Brinkman e Van der Vlugt di progettare per la sua famiglia una casa in stile Funzionalista, con vista sul Museumpark di Rotterdam.

Sonneveld, che apparteneva all’élite culturale della città, era stato ispirato dai numerosi viaggi di lavoro negli Stati Uniti dove il Modernismo stava prendendo sempre più piede, e voleva offrire alla propria famiglia una villa che abbracciasse un nuovo stile di vita. Quando i Sonneveld, nel 1933, lasciano la grande e tradizionale mansion dove vivevano, per trasferirsi nella nuova moderna abitazione, portano con loro solamente i libri e gli effetti personali, volendo caratterizzare in questa maniera il radicale cambiamento che si sarebbe attuato con il trasloco.

Design industriale vs artigianato su misura. La Casa Sonneveld, che presenta lo status di monumento nazionale, fu aperta al pubblico nel 2001 dopo un minuzioso restauro atto a ripristinare la condizione originaria sia della villa che dei suoi interni, all’epoca affidati al designer olandese Willem Gispen. In realtà la costruzione e l’arredo funzionalista della casa furono studiati in accordo con la famiglia Sonneveld. Non solo per la scelta dei colori ma anche per l’interior design, quest’ultima ebbe un ruolo determinante: furono infatti pochi i pezzi creati ad hoc per la villa. I Sonneveld credevano ciecamente nell’importanza del design industriale e della produzione di massa e scelsero il loro arredo nel catalogo di Gispen, allora all’avanguardia con già un nutrito assortimento di mobili in tubolari di acciaio.

Le Corbusier e i designer di oggi. La Sonneveld House non manifesta solamente i principi del Funzionalismo architettonico ma segue anche i cinque criteri che Le Corbusier aveva manifestato nei suoi testi teorici: finestre orizzontali, living rialzato, balconi e terrazze che creano una transizione con l’esterno, poche pareti interne, garage integrato nell’edificio.

La villa, ora visitabile come un museo, resta in continuo dialogo con il design attuale. Grazie all’iniziativa del Nieuwe Instituut di Rotterdam, dopo Richard Hutten è ora la volta di Petra Blaisse dello studio Inside Outside a intervenire temporaneamente sulla casa creando un vero gioco di specchi.

Il primo piano di Casa Sonneveld è costituito infatti da un certo numero di open space con grandi finestre dalla struttura di metallo che costituiscono un legame con il giardino che circonda la villa. Quando la luce entra all’interno le camere e i mobili sembrano lievitare senza peso. Questa particolarità viene accentuata dalla Blaisse. La designer olandese, famosa soprattutto per i grandi tappeti murali, di cui un esempio è quello commissionato dallo Stedelijk Museum di Amsterdam per la sua nuova ala, questa volta interviene invece sui pavimenti sostituendoli con una superficie specchiata che accentua la lievità dell’interno. Ma non solo: la luce, così riflessa, rimbalza all’esterno creando un legame ancora più forte con il giardino, definito 'l’altra parte' della casa. Agendo sugli elementi di luce, spazio e aria, la designer vuole accentuare il continuum che la casa offre tra interno ed esterno. Il suo intervento sarà visibile fino al 13 settembre 2015.

www.huissonneveld.nl
www.insideoutside.nl
www.hetnieuweinstituut.nl


di Paola Testoni / 14 Giugno 2015

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