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Centro Arti e Scienze Golinelli, il nuovo gioiello culturale di Bologna firmato Mario Cucinella

Al nuovo Centro Golinelli arte e scienza si fondono per creare un nuovo substrato culturale per la città

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Il Centro Arti e Scienze Golinelli progettato da Mario Cucinella Architects ospita la mostra ‘IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà’. © Engram Studio per MCA

Tutto ha inizio da un sogno e dalla capacità immaginifica e concreta del suo sognatore. In questo caso questo uomo si chiama Marino Golinelli e 30 anni fa ha iniziato a vivere per realizzare quello che secondo lui poteva dare senso alla sua vita. Nasce così a Bologna la Fondazione Golinelli, un ambizioso progetto che vuole rendere la cultura e la conoscenza alla portata di tutti. Sarà proprio questa Fondazione, alla quale Golinelli offre tutte le sue energie e molte delle sue possibilità economiche, che due anni or sono, farà nascere l’Opificio Golinelli il primo passo di quell’enorme progetto che prenderà il nome di Opus 2065.

Il secondo significativo passo si compie oggi con l’inaugurazione del Centro Arti e Scienze Golinelli, una nuova iniziativa a vocazione sperimentale e internazionale, la cui progettazione architettonica è stata affidata a Mario Cucinella, scelto non solo per l’eccellenza dei suoi progetti ma anche per la sua attenzione a temi di sostenibilità ambientale, quale fondatore della Building Green Future e della S.O.S – School of Sustainability, istituto per la formazione di nuove figure professionali in questo campo. È questa infatti la maniera con la quale l’Opificio e il suo ideatore creano le fondamenta per diventare una vera e propria infrastruttura destinata a crescere nel tempo. Il futuro porterà infatti dei considerevoli ampliamenti con il raggiungimento di 14.000 mq complessivi. È facile quindi prevedere un aumento parallelo della partecipazione che adesso si attesta sul già considerevole numero di 120.000 visite annuali. L’Opificio Golinelli è già ora una città per la conoscenza e la cultura, un centro capace di integrare educazione, formazione, cultura, ricerca e impresa, prima e unica esperienza di tal genere, nella sua interezza e complessità, in Italia e in Europa.

In alto e in basso: @ Engram Studio per MCA

Per cominciare da subito a immaginazione e sperimentazione nasce così il Centro capace di integrare fra arte e scienza e creare un humus fertile dal quale partire per cominciare a immaginare il futuro. Nel linguaggio architettonico tutto questo si è tradotto nel progetto di Mario Cucinella Architects, una costruzione di circa 700 mq che costituisce un fulcro capace di coniugare funzionalità e valenza estetica, una forma solida semi-trasparente, avvolta da un involucro esterno leggero e vibrante. Nelle ore diurne questo “cuore geometrico” riflette ciò che lo circonda per diventare poi, di notte, luminosissimo. Per sostenere le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita, il nuovo Centro non si limiterà ad essere un semplice spazio espositivo ma ospiterà invece un programma pluriennale di iniziative.

Ai Weiwei Very Yao 2008 Photo by Ela Bialkowska 

 Elena Mazzi e Sara Tirelli A Fragmented World 2016

La prima di queste è la mostra ‘IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà’ in programma dal 13 ottobre 2017 fino al 4 febbraio 2018, che si pone come obiettivo quello di ricomporre la frattura, ancora oggi esistente, fra cultura umanistica e scienze. Con le sei mostre precedenti si è esplorato l’antroposfera, il rapporto tra uomo e tecnologia, le nuove età della vita, le energie della mente, la scienza del gusto, la libertà e ora è la volta di guardare al futuro. Il percorso espositivo mette in dialogo opere di artisti contemporanei italiani e stranieri con una serie di exhibit di argomento scientifico, prevalentemente video, lasciando che le suggestioni dell’arte e della scienza aiutino il visitatore a farsi un’idea più ricca e complessa dell’argomento, sviluppando un proprio punto di vista sul futuro che ci aspetta.

Martin Creed Everything is going to be alright 2003_Photo by Mimmo Capone

Little-Sun-at-COP18-in-Doha_Photo-Penny-Wang-©-2012-Little-Sun

La mostra, partendo dalla domanda: Come ci si può adattare a un mondo che cambia in modo imprevedibile? fornisce anche la risposta in termini di innovazione e di un’educazione che permetta di comprenderne la positività dei cambiamenti. È questa che dovrebbe aiutare l’uomo ad accettare l’imprevedibilità del futuro, cogliendone appunto gli aspetti positivi. Tra le opere in mostra: il disegno murale di Pablo Bronstein, l’installazione multimediale sui Big Data di Ryoji Ikeda; i video di Christian Jankowski e di Elena Mazzi con la filmaker Sara Tirelli; le sculture di Joep Van Lieshout e di Tomas Saraceno, i poster del collettivo danese Superflex, l’installazione di Nasan Tur e quella di Very Yao di Ai Weiwei; l’installazione al neon di Martin Creed e quella con insegne luminose di Flavio Favelli, il tappeto di Martino Gamper, le sculture di Tue Greenfort, lo stand di lampade di Little Sun e le installazioni di Tabor Robak e di Yinka Shonibare MBE

In alto:Tue Greenfort Periphylla 2016 Photo by Roman März

In basso: Yinka Shonibare Girl on Flying Machine 2008 Photo by Stephen White

‘IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà’
a cura di Giovanni Carrada e Cristiana Perrella
Centro Arti e Scienze Golinelli Bologna
dal 13 ottobre 2017 al 4 febbraio 2018

www.artescienzaeconoscenza.it

www.fondazionegolinelli.it

www.mcarchitects.it

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di Paola Testoni / 11 Ottobre 2017

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