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Elle Decor Italia

Chiude con un’asta il famoso Four Seasons Restaurant di New York

99 E 52 Street: un indirizzo che rimarrà nella storia della metropoli newyorkese

La Pool Room del Four Seasons Restaurant di New York che chiude dopo quasi 70 anni di attività

L'addio al Four Seasons Restaurant New York: oggi, martedì 26 luglio 2016, un capitolo di storia dell’architettura newyorkese chiude.

Il famoso locale, aperto nell’agosto del 1959 e rimasto intatto per quasi sessant’anni, chiuderà per sempre le sue porte, dopo un’asta che vedrà protagonisti i pezzi di arredamento che l’hanno abitato in questi decenni (asta che durerà svariate ore, probabilmente fino a sera, come ha dichiarato Richard Wright, fondatore dell’omonima casa d’asta che si occuperà della vendita).

Courtesy of Wright

L’interesse, misto a profonda commozione, è palpabile nelle ultime ore in cui il ristorante è rimasto aperto per permettere a possibili acquirenti di visionare i pezzi messi all’asta tra un bicchiere di vino e un saluto a Julian Niccolini e Alex von Bidder, co-proprietari del ristorante negli ultimi 21 anni.

Courtesy of Wright

Il futuro? Il Four Seasons rinascerà sotto nuove spoglie due blocchi a sud del Seagram Buillding, con nuovi interni progettati dall’architetto brasiliano Isay Weinfeld. Gli arredi storici della Pool Room (la parte più formale del ristorante che ospita la famosa piscina in marmo), della Grill Room e del Bar, dai tavoli, alle sedie, dai carrelli ai set di forchette e piatti, troveranno da martedì una nuova casa, chiudendo un’era durata oltre mezzo secolo.

Courtesy of Wright
Il famoso locale inaugurato nel 1959 si rivela da subito come uno dei ristorante più innovativi, costosi e audaci che New York abbia mai visto, (costato al tempo 4.5 milioni di dollari, il Guggenheim Museum aperto lo stesso anno ne costò 3). Ristorante farm to table ante-litteram, primo a importare ingredienti da tutto il mondo e a cambiare menu ad ogni stagione; primo a introdurre una versione americanizzata del fine dining in un contesto culinario dominato dalla cucina francese; indiscusso creatore del famoso power lunch nella rinomata Grill Room, dove l’attrazione non era il menu, ma l’alta società newyorkese riunita a pranzo per concludere transazioni d’affari e, soprattutto, essere ammirata.

Courtesy of Wright
Non ultimo, unico nel proporre un’architettura modernista figlia del Seagram Buinding di Mies van der Rohe che lo ospita al piano terra: uno spazio unico senza struttura portante, con i suoi sei metri di altezza che, da subito, si presenta come uno degli esempi di International Style più importanti degli Stati Uniti.

Courtesy of Wright
Il progetto degli interni fu affidato al tempo a Philip Johnson, già collaboratore di Mies nel progetto del Seagram e fondatore del Dipartimento di Architettura del Museum of Modern Art. Il design dei bicchieri, delle posate, dei portaghiaccio, dei posaceneri, dei piatti in argento fu pensato dall’industrial design L. Garth Louise Huxtable e da sua moglie Ada, rinomata critica di architettura; i tavoli Tulip in bronzo (solo sei pezzi sono attualmente disponibili), le sedie Brno di colore blu, i sofà in pelle, i tavoli in noce di Mies van der Rohe, Philip Johnson Associates, Hans Wegner, Eeero Saarinen, furono commissionati appositamente per il ristorante.

Courtesy of Wright
La sequenza dell’asta seguirà quella degli spazi: iniziando dalla lobby, con i suoi muri in travertino e le sedie Barcelona, per proseguire nella sala del Bar e della Grill Room, con le pareti in pannelli di noce francese coperte un tempo dalle opere di Pollock, Mirò, Rosenquist, Brancusi e la scultura in metallo anodizzato di Richard Lippold che incombe sul bar e le catene in alluminio alle finestre. La parte finale? Sarà dedicata alla Pool Room (la famosa tenda scenografica Le Tricorne creata da Picasso nel 1919 e installata all’ingresso principale è stata rimossa nel 2014 ed è stata forse l’opera più importante ospitata negli spazi del Four Seasons).

Courtesy of Wright
Tutto ciò che è arredo e complemento - secondo la Landmark Commission di New York (sorta di Commissione per la Preservazione dei Beni Architettonici) - potrà e sarà messo in vendita, al migliore acquirente. Oltre seicento lotti, con un prezzo stimato dai cento ai diecimila dollari a lotto.

Courtesy of Wright

Alcune curiosità. Grande interesse per il tavolo n. 32 - riservato a Philip Johnson nella Grill Room dove l’architetto ha consumato regolarmente i suoi pasti per quarant’anni ospitando clienti, colleghi architetti, critici e giornalisti - il cui ricavato andrà in donazione alla Glass House. Molti i musei e le associazioni che si stanno organizzando in vista dell'asta. Il Metropolitan Museum ha già espresso interesse per l’acquisizione di svariati pezzi in collezione, mentre i proventi del primo oggetto battuto – il n. 100 -, ossia la targa del ristorante disegnata da Emil Antonucci, andranno in beneficenza al CCA (Centre Canadien d'Architecture).

 


di Francesca Cigola / 26 Luglio 2016

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