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Come apparecchiare la tavola, oggi? Idee e suggerimenti da Stoccolma

4 nuovi modi per una tavola dalle esigenze contemporanee tra diversi riti e nuovi modi di interpretare la convivialità

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Come apparecchiare la tavola, oggi? Una delle tavole per la mostra di Iittala durante la Design Week a Stoccolma 2017

Come apparecchiare la tavola al giorno d’oggi? Iittala si è posta questa domanda in occasione della Stockholm Design Week 2017, invitando Sanna Gebeyehu dello studio di creativi Codesign ad allestire una mostra incentrata sulle nuove tendenze dell’ospitalità. 

Nelle sale della Wetterling Gallery, in una delle zone più belle della città (leggi anche → Visitare Stoccolma: cosa fare e dove dormire nella capitale svedese), la designer ha messo in scena quattro modi diversi di apparecchiare la tavola, dedicati concettualmente ad altrettanti stili di vita con un tocco provocatorio. Come ci ha raccontato, «oggi viviamo la convivialità in maniera completamente nuova e differente rispetto anche solo a una generazione fa. A seconda che i convitati siano il classico nucleo famigliare composto dai genitori e dai figli, o la giovane coppia che invita degli amici a cena, o ancora la famiglia allargata composta da parenti di età ed esigenze diverse, o infine che a tavola ci sia una sola persona, si tende a concepire la decorazione della tavola in maniera personalizzata e informale. Le cucine stesse sono sempre più spesso open-space insieme alla sala da pranzo, e mentre si finisce di cucinare si riceve gli ospiti davanti ai fornelli. Questo non significa che si rinunci ad avere una mise en place ricercata o elegante, quanto piuttosto si tende a volere una tavola più moderna e meno standardizzata».

Scegliendo tra la ricca varietà di piatti e accessori firmati Iittala, si sono così potuti vedere quattro diverse angoli dedicati alla convivialità. Il primo, chiamato Family Affair, è stato pensato per la famiglia di oggi: un nucleo composto da un numero di persone che può cambiare di continuo. Quindi piatti grandi che possono essere usati anche come piatti di portata, tazze che diventano piccole ciotole all’occorrenza, e tanti sgabelli da aggiungere o impilare a seconda del numero dei commensali.
 

La seconda tavola, chiamata Open Minds, è dedicata a chi vive da solo, ma che grazie alle nuove tecnologie può condividere il tempo del pranzo con altre persone. Un esempio classico, sempre più spesso episodio di realtà metropolitana? Quando ci si connette via skype con il partner che vive in un’altra città lontana: si pranza e si parla insieme, ma in due paesi diversi. In questo caso la tavola è apparecchiata per uno, e uno schermo sostituisce il secondo coperto. 

Più romantica la tavola per due chiamata Quality Time: quando si vuole dedicare del tempo solo al nostro commensale. Vietato l’uso del cellulare (leggi anche → Un dispositivo contro la dipendenza da smartphone salverà i pranzi in famiglia), sì invece a fiori, candele e a una mise en place ricercata per creare la giusta atmosfera.

Con la tavola Earth is calling infine si è sollevata la questione sul tipo di alimenti che consumiamo durante i pasti. Che sia un pranzo per una famiglia o anche solo per una persona, oggi più che mai conta molto la scelta degli ingredienti che presentiamo sulla nostra tavola apparecchiata. Alghe, radici, fiori vengono riconsiderati per il loro valore nutrizionale, e in questo caso una tavola minimal, apparecchiata in maniera semplice risulta essere la migliore all’insegna di uno stile senza tempo.

www.iittala.com

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di Maria Chiara Antonini / 24 Febbraio 2017

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