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Cose da vedere a Parigi che non trovate nelle guide turistiche

Posti segreti, nuove aperture e mostre da non perdere: piccolo itinerario alla scoperta dell'anima della Ville Lumière

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Alexander Boyer, proprietario di Cineimages, circondato da fotografie e poster che raccontano la storia del cinema. Foto di Sebastian Erras per PixartPrinting

Non importa quante volte si sia visitata, ci sono sempre nuove cose da vedere a Parigi, sorta di città incantata che ogni volta sarà in grado di regalarvi uno scorcio inaspettato, un nuovo bistrot, una mostra insperata.

La città che in soli 170 anni, a partire dal Secondo Impero di Napoleone III, è passata dall’essere una cittadina medievale di viottoli, casupole ammassate e condizioni igieniche quanto mai precarie a diventare una capitale europea, moderna e turistica, di ampi boulevard e alti palazzi, per trasformarsi immediatamente dopo nella patria di artisti e bohémien da Belle Époque, mitizzata da intere generazioni e tacciata di snobismo, mantiene inalterato il suo fascino secolo dopo secolo e il suo primato di città più visitata al mondo. 

Se avete in programma di trascorrere un weekend alla scoperta del design nella Ville Lumière, non potete assolutamente perdere la mostra che il Musée des Arts Décoratifs dedica a Jean Nouvel: appena inaugurata, il 27 ottobre, per quattro mesi ospiterà oltre cento arredi disegnati dall’architetto francese a partire dal 1987, disposti tra le opere delle collezioni permanenti medievali e rinascimentali del museo. Saranno presenti tutti gli oggetti progettati da Nouvel per Molteni&C e UniFor, celebrando la collaborazione ventennale che ha dato vita a vere e proprie icone del design come il tavolo Less (oggi evolutosi in LessLess) e i divani e le poltrone Skin.

Dal 20 ottobre al 17 dicembre, la Carpenters Workshop Gallery di Rue de la Verrerie propone la personale Forest del designer spagnolo Nacho Carbonell: una vera e propria foresta di lampade “in bozzolo”, realizzate a mano in collaborazione con la galleria grazie ad una miscela di intonaco specificamente creata da Carbonell, sabbia e tessuto indurente avvolto attorno ad un telaio d’acciaio. L’effetto semitrasparente consente la diffusione di una luce molto calda e naturale.

Irrinunciabile poi una visita a quello che è uno dei più grandi musei al mondo dedicati all’architettura, la Cité de l’architecture et du patrimoine, ospitata nel Palais de Chaillot: in un’ala dell’edificio realizzato sulle rovine del Trocadéro in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1937, dal 12 ottobre è presentata un’interessante riflessione sul tema di recupero, riciclo e resilienza in ambito urbano: Réver(cités), questo il titolo della mostra, vi offrirà video, immagini e fotografie sui differenti approcci pratici al problema della sostenibilità cittadina.

Ancora una manciata di giorni, invece, per godersi la mostra, nella medesima struttura, su Yona Friedman, architetto ungherese naturalizzato francese celebre per il suo approccio visionario e a tratti utopistico sui temi dell’auto-pianificazione, della mobilità e della reversibilità.

 

Per chi oltre al design ama anche la cucina francese, sotto una copertura ondulata in vetro nel mercato di Les Halles è da poco stato aperto lo Champeaux, un ristorante che porta la firma dello chef Alain Ducasse e unisce alla tradizione dei soufflet dolci e salati l’atmosfera novecentesca e industriale di un grande tabellone a palette, come quello delle stazioni, e di divani in pelle nera trapuntata (leggi anche → Dove mangiare a Parigi). 

E se non avete ancora il vostro albergo preferito nella capitala francese, vi consigliamo di passare un paio di notti nel nuovo hotel Saint Marc, recentemente riprogettato da Dimorestudio in modo che mantenga tutto il fascino settecentesco tipicamente francese senza perdere in modernità: pezzi storici di design, di recupero, o realizzati su misura, si mescolano a marmi bianchi e neri, sontuosi velluti, pareti rosa ed enormi divani minimali, rendendo estremamente attuale l’atmosfera Art Decò che si respira fin dalla hall (leggi anche → Un nuovo hotel di design a Parigi).

Parigi è anche la nuova capitale scelta da Pixartprinting: dopo Milano (leggi anche → T'insegno Milano), il team del progetto Paris Re-Tale è atterrato nella Ville Lumiere con l’obiettivo di fotografare 30 emblematici negozi, i loro proprietari e di realizzare un suggestivo video dell’atmosfera e suoni della capitale. Il lavoro fotografico di Sebastian Erras, è completato da un filmato intimo e senza dialoghi che vuole mostrare un’altra prospettiva della città; provando a raccontare la città attraverso gli occhi di un parigino che la vive e la abita quotidianamente e che rimane comunque sorpreso della sua bellezza. Il tutto raccolto in un sito da esplorare per scoprire delle vere chicche!

 

 


di Lia Morreale / 4 Novembre 2016

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