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Com'è un Balenciaga visto ai raggi x? Lo svela una mostra a Londra

Una nuova tecnica d'indagine ci permette di scoprire i segreti delle creazioni del maestro nella mostra Shaping Fashion al Victoria and Albert Museum

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© Victoria and Albert Museum

“L’alta moda è come un’orchestra il cui direttore è Balenciaga. Noi altri stilisti siamo i musicisti e seguiamo le direzioni che suggerisce” Christian Dior.

Il V&A Museum di Londra ospita, dal 27 Maggio 2017  al 18 Febbraio 2018, la mostra retrospettiva Shaping Fashion dedicata all’opera di Cristóbal Balenciaga. 100 indumenti e 20 cappelli esposti per uno degli stilisti più  importanti ma anche più schivi dello scorso secolo. Ma oltre alle creazioni originali e ad una sezione dedicata alle influenze che ha esercitato sugli artisti successivi, la mostra permette uno sguardo del tutto nuovo sul lavoro del grande maestro.

Foto: © Victoria and Albert Museum

Grazie alla collaborazione con Nick Veasey, è stato possibile infatti andare alla scoperta dei segreti che si celano agli occhi, eppure fondamentali alla resa formale ed estetica delle sue creazioni. Nick, artista che si serve dei raggi X per le sue creazioni, ambiva a costituire il primo studio artistico mobile che sfruttasse questa tecnologia.

Foto: © Victoria and Albert Museum

I manufatti fragili e preziosi, da salvaguardare nella loro integrità, costituivano il soggetto ideale. Le radiografie, oltre a rappresentare una modalità d’indagine poco invasiva e sicura, danno forma a fanstamagorie mai viste, che dissezionano l’opera fatta e finita setacciandone le strutture sottese, i piccoli accorgimenti e le trovate geniali.

Tra i pezzi messi a nudo, se ne possono riconoscere alcuni tra i più  iconici.

Foto: a sinistra © Victoria and Albert Museum, e a destra © Nick Veasey

Come per esempio il vestito a palloncino in taffetà di seta del 1954 che rivela sottili cerchi interni che sostengono la struttura leggera composta di molteplici fasce, con una perizia artigianale sopraffina.

Foto: a sinistra © Victoria and Albert Museum, e a destra © Nick Veasey

O la toga da sera del 1967 in seta zibeline. Disegnata per Gloria Guinness, nasconde all’occhio nudo i pesi sul lato anteriore che conferisco un volume astratto e quasi architettonico, richiamando i mantelli degli uomini di Chiesa spagnoli.

Foto: a sinistra © Victoria and Albert Museum, e a destra © Nick Veasey

O ancora il magnifico “La tulipe”, vestito in seta rosa, cucito per la star di Hollywood Ava Gardner, reso possibile da un fine lavoro di corsetteria. Sono state trovate persino alcuni spilli forse dimenticati, che possono farci immaginare tuttora le mani di uno dei primi fashion designer all’opera nella sua bottega.

Foto: a sinistra © Victoria and Albert Museum, e a destra © Nick Veasey

Infine la una linea serpentina si cela nel corpo affusolato di un cappello, lo Spiral hat del 1962. Avvalendosi della collaborazioni di abili modisti, Balenciaga riusciva a sfidare l’avanguardia, pur senza stravolgere e rendere inutilizzabili copricapo elaborati ed eleganti.

 

https://www.vam.ac.uk/articles/x-raying-balenciaga


di Stefano Annovazzi Lodi / 26 Maggio 2017

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