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Cubismo e realismo si incontrano nell'arte di Belin

Si ispirano a Picasso i nuovi lavori di arte postneocubista dello street artist spagnolo

cubismo-realismo-postneocubismo-belin

Postneocubismo, in omaggio a Picasso, così lo street artist spagnolo Miguel Ángel Belinchón Bujes, alias Belin, definisce la sua ultima esperienza artistica tra cubismo e realismo.

Dagli esordi “molti duri” di pittore di strada - come scrive nella sua bibliografia - a interprete internazionale dell’arte urbana, Belin è famoso in tutto il mondo per lo stile iperrealista dei suoi murales, dal 2001 creati per numerose città di Spagna ed Europa, ma anche per capitali asiatiche e americane. Nessuno stencil preparatorio, la bomboletta spray segue il realismo dell’immaginazione mentre l’esattezza delle proporzioni, tanto naturale nell’esecuzione, è la ‘firma’ riconosciuta dell’artista andaluso.

Nei lavori più recenti di questi ultimi mesi, dopo quindici anni, l’approccio è però cambiato, complice forse un viaggio a Malaga, città natale di Pablo Picasso. Se prima a colpire era la perfezione estetica dei suoi ritratti metropolitani, oggi Belin rompe gli schemi del reale e, libero da forme e regole, cerca l’astrazione nella rappresentazione di molteplici angoli di vista.

I visi e i corpi delle persone, scomposti e poi ricomposti, moltiplicano la loro natura umana, per raffigurare tutte le sfumature e le diversità di espressioni e sentimenti. Lo street artist ha coniato il termine postneocubismo per spiegare questa arte più soggettiva, che unisce un nuovo ‘cubismo’ al fotorealismo a lui così congeniale, fatto di tonalità vivaci e mix di texture come nei lavori precedenti, e sguardo oggettivo.

Non solo murales. Nel suo studio, dopo le vernici a spray, Belin ha ripreso in mano matita e colori a olio per sperimentare il cambiamento. Le sue ultime creazioni raffigurano persone familiari, reali, il padre, il figlio e la figlia o l’artista stesso in un autoritratto. Sono figure dinamiche, accurate nella definizione dei dettagli espressivi del volto, la ruga, l’occhio, gli orecchi il naso e la bocca, tanto da sembrare incredibilmente ‘vive’. A breve il postneocubismo dell’artista spagnolo sarà oggetto di una mostra a Parigi, curata da Nicolas Couturieux.

 

belin.es


di Silvia Airoldi / 14 Febbraio 2017

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