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Elle Decor Italia

Da Portaluppi ai Castellini, la mostra a Milano

Un'esposizione allo spazio FMG di Via Bergognone racconta tre generazioni di architetti a confronto. Tra foto d’epoca, oggetti d’arredo, tessuti e disegni

Da Portaluppi ai Castellini, tre generazioni di progetti d’interni. Questo il titolo della mostra ospitata dallo Spazio FMG per l’Architettura di Milano fino al 25 marzo e curata da Luca Molinari e Alessandro Benetti, in collaborazione con la Fondazione Piero Portaluppi, terzo appuntamento della rassegna ITALIA per INTERNI. È la casa la protagonista assoluta di un racconto che restituisce l’immaginario dell’universo domestico declinato nei progetti e nella creatività di tre generazioni di architetti appartenenti alla stessa famiglia: Piero Portaluppi (1888-1967), Piero Castellini Baldissera (1938) e Niccolò Castellini Baldissera (1968).

Foto d’epoca e attuali, oggetti d’arredo, tessuti e disegni ricostruiscono la storia degli interni dell’alta borghesia milanese nel corso di oltre un secolo in cui mai svanisce quell’idea precisa di gusto e di stile tipicamente italiani. Piero Portaluppi, nonno di Piero Castellini e bisnonno di Niccolò Castellini, nelle prime decadi del Novecento era l’architetto di riferimento della classe più agiata ed elegante della città lombarda, contraddistinto da un raffinato eclettismo unito a una sagace ironia. L’eredità trasmessa dal maestro Portaluppi, già preside della facoltà del Politecnico di Milano dal 1939 al 1963, al nipote Piero Castellini, che a sua volta affida oggi al figlio Niccolò, è la visione degli interni come luogo della libertà e della sperimentazione.

La mostra descrive il rapporto famigliare tra le tre figure coinvolte che non si esaurisce semplicemente nel legame di sangue ma anzi si articola in una serie di interventi su spazi comuni, come ad esempio la Casa degli Atellani, residenza di Piero Portaluppi e ora rivisitata (nonchè abitata) da Piero Castellini, oppure villa Campiglio (oggi Necchi Campiglio) opera di Portaluppi del 1935 e poi restaurata dal nipote nel 2008. Anche gli oggetti si contaminano: una panca in legno curvato di Portaluppi è rivestita con un nuovo tessuto dal nipote Piero ed il disegno di un divano del bisnonno prende forma in un interno londinese realizzato da Niccolò ed in seguito copiato dal padre Piero per un altro progetto…è questa la storia di una dinastia, forse l’ultima ancora così produttiva sul panorama milanese, capace di reinventarsi e di mescolare la storia con il presente.

Nei progetti esposti spazi e decorazioni degli interni domestici rappresentano un mondo che procede per accumulo o meglio per stratificazione di oggetti unici, di objet trouvé, di pezzi d’antiquariato che costruiscono assonanze e contrasti che seppur apparentemente casuali sono studiati fino al minimo dettaglio. Nel lavoro di Piero Castellini architettura e design procedono insieme verso la scoperta di una formula d’interni che mescola saperi artigiani ed esclusività del lusso borghese. Non è un caso che in mostra siano presenti le foto degli artigiani più fedeli come il tappezziere, il falegname, il restauratore di fiducia; ciò sottolinea quanto per i Castellini la produzione dell’oggetto unico sia azione necessaria per il raggiungimento dell’armonia tra le pareti della stanza da abitare, luogo intimo in cui la scienza dell’arredo è interpretata come nobilissima ars combinatoria di elementi quanto più eterogenei e mai banali.

www.spaziofmg.com
www.portaluppi.org
www.cec-milano.com

 

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di Giovanni Carli / 9 Marzo 2016
tags:

Mostre , Milano

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