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Design Indaba 2017: report dal festival di Cape Town

Tutto quello che è successo all'annuale appuntamento del continenete africano con il design tra talk interattivi e i progetti più promettenti

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Si è conclusa la 22esima edizione di Design Indaba, che si è confermato ancora una volta il più importante appuntamento del continente africano con la scena del design internazionale. Il connubio di design innovativo e creatività della manifestazione dedicata alle tecnologie del futuro è stato dirompente.

La nuova location del festival, l’ArtScape Theatre di Cape Town, ha fornito agli speaker la piattaforma ideale per sperimentare con talk interattivi arricchite da performance, suoni e luci. Il carattere fortemente visivo e multidisciplinare non si è però fermato ai talk: Selly Raby Kane, fashion designer senegalese nonché Direttore Artistico dell’evento, ha accolto i visitatori di Design Indaba 2017 in un mondo parallelo infuso d’arte e musica, creando così un’esperienza olistica dalla componente sensoriale unica.

LEGGI ANCHE → Intervista a Selly Raby Kane, Direttore Artistico di Design Indaba 2017

A Design Indaba sono però i contenuti a fare la differenza. Ad accomunare gli interventi è la domanda sulla funzione del design, dove gli aspetti ecologico e sociale rivestono un ruolo centrale. Ecco alcune delle più significative tecnologie presentate:

Carina Bonse si è confrontata col tema dell’inquinamento dell’acqua: più di 55 milioni di litri di liquami vengono pompati ogni giorno nell’oceano lungo la costa di Cape Town. Così è nato Swimming In It, un bracciale in grado di indicare a chi lo indossa il livello di Escherichia Coli contenuto nell’acqua.

Presentata in anteprima durante la conferenza, Unwind è l’app sviluppata da Marko Ahtisaari (foto sotto) in collaborazione con il rinomato musicista Marconi Union che rileva il ritmo cardiaco e facilita il rilassamento offrendo un’esperienza musicale personalizzata.

Vi siete mai chiesti come sia possibile consegnare un pacco quando il destinatario non ha un indirizzo? Chris Sheldrick ha la risposta: what3words. Dividendo la superficie del pianeta in rettangoli di 3m x 3m e associandovi una semplice combinazione di tre parole è possibile identificare qualsiasi punto sulla Terra, provvedendo così un indirizzo a tutti coloro che non esistono sulle mappe, quella di Google inclusa.

"Un mondo migliore attraverso la creatività", sottotitolo dell’evento, è stato quindi il file rouge dell’intero festival, delineatosi come momento di analisi e confronto importante per protagonisti del design business e non. Vien voglia di impiegare il design per cambiare positivamente la vita di milioni di persone, partendo dalle piccole sfide della vita di tutti i giorni, e pensare con ottimismo al futuro.

LEGGI ANCHE:

Mini guida al festival Design Indaba 2017
Design Indaba: l'edizione 2017 del festival di Cape Town


di Claudia Mandelli / 6 Marzo 2017

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