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Design italiano, 10 parole chiave e una mostra per conoscerlo (e capirlo)

Nell'inaugurare la mostra dell'ADI Design Index 2017 a Milano il comitato scientifico svela anche un piccolo e utilissimo breviario, fondamentale per chi fa design

design-italiano-mostra-adi-design-index-2017

Atropos, di Gabriele Natale, Marinella Levi e Michele Tonizzo per +LAB – Politecnico di Milano

Come si fa il design italiano? Che cosa lo contraddistingue? A queste domande risponde ADI Design Index, che ogni anno fotografa lo stato dell’arte del design in Italia e seleziona i migliori risultati.

Quest’anno ADI Design Index 2017 si presenta al pubblico con una mostra allestita nel chiostro del Museo Della Scienza e delle Tecnica Leonardo Da Vinci di Milano, prima di trasferirsi a Roma alla fine del mese.

I 204 prodotti esposti rispondono a categorie molto diverse tra loro, dai mobili alle lampade, ai veicoli, agli oggetti personali, ai materiali, ai componenti per l’architettura, alla grafica, fino al design dei servizi e al design sociale.

Che cosa li accomuna? 10 parole chiave, selezionate dal comitato scientifico di coordinamento composto da Antonio Macchi Cassia, Carlo Martino, Cesar Mendoza, Danilo Premoli e Francesco Zurlo. Vediamole nel dettaglio, in ordine alfabetico.

Piuma, Piero Lissoni per Kartell

Coerenza, ovvero la volontà di costruire un racconto o una filosofia originale attraverso un progetto, analogico o digitale che sia, in cui le parti siano connesse e interdipendenti tra loro.

Concretezza, perché un progetto di design deve saper pensare oltre il presente, operando per trasformare e migliorare la realtà.

Consapevolezza: un buon designer deve sapere quali effetti produrrà il suo progetto, non solo in termini commerciali e personali, ma anche sociali.

Eleganza: prendendo esempio dalla natura, il progetto deve apparire semplice anche quando è complicato, usando i materiali giusti per risolvere i problemi e la logica per rispondere correttamente all’uso.

SD112/54 SANLORENZO, Antonio Citterio e Patricia Viel per Sanlorenzo. Leggi anche → Gli yacht di lusso made in Italy

Emozione: i designer, ma anche gli imprenditori e le aziende, devono saperci far innamorare dei loro prodotti.

Etica, nel senso di capacità di riconoscere quello che si può o non si può fare e quello che si deve o non si deve fare.

Intelligenza: un progetto intelligente è quello che si confronta con le risorse, il tempo e le energie a disposizione e può nascere solo dove c’è un’accurata preparazione, quella che può avvenire nelle scuole e nei laboratori.

Limite: riconoscerli e rispettarli con i mezzi e tempi giusti è l’unico modo di progettare senza interferire con gli altri, in un modo che ci aiuti a convivere.

Colonna, Giulio Iacchetti per Ifi

 

 

Manichino biodegradabile Bonaveri

Opzioni: il design deve portare alla produzione di oggetti insaturi, che diano libertà alle persone di costruire il proprio mondo, grazie alla personalizzazione e all’immaginazione.

Responsabilità: il design è un atto politico e sociale, per questo richiede consapevolezza e capacità critica di analizzare l’ambiente e la società.

Tutte insieme, queste dieci parole costruiscono l’identità del design made in Italy premiato biennalmente dall’ADI con il Compasso d’Oro, ma sono anche molto utili per chiunque approcci il mondo del progetto, che non è un fatto di bel disegno, ma uno strumento per costruire un mondo che “è uno, uno per tutti gli uomini”, come spiega Luciano Galimberti, presidente dell’ADI.

 

Kiribati, cronache illustrate da una terra sperduta, di Andrea Angeli e Alice Piciocchi per 24ore Cultura. Leggi anche → La storia di Kiribati in un carnet de voyage


di Carlotta Marelli / 9 Ottobre 2017

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