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Perché vogliamo un diamante sull’anello di fidanzamento

Diamanti e amore, un binomio nato nel XX secolo come slogan pubblicitario e diventato un pegno d’amore

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Getty Images

L’anello, di fidanzamento e non, è ormai diventato un tema  amato da designer e architetti, che ampliano il proprio campo di azione diventando veri e propri progettisti del mondo, come racconta la nuova serie di Netflix Abstract (leggi anche → Con Abstract il design si studia su Netflix).

Se i più audaci ameranno le linee sinuose dei gioielli donna disegnati da Zaha Hadid per marchio danese Georg Jensen (leggi anche → Il segno di Zaha Hadid si trasforma in un gioiello) o le forme organiche della collezione di Cartier Cactus (leggi anche → Gioielli da donna in oro e preziosi) , i tradizionalisti non rinuncerebbero mai a un anello col diamante, definito nella Bibbia yahalom, “che non si infrange”. La narrativa sulla più nota delle pietre l’ha vista protagonista di fatti e leggende sin dall’antichità e, attraverso i continenti ed i secoli, ne ha spesso associato il possesso alla buona o cattiva sorte, alla salute, al potere, al divino. Raramente all’amore. 

Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, e la conseguente necessità di riattivarne la circolazione, la De Beers, che già dalla fine dell’Ottocento radunava sotto il suo cartello le più importanti miniere di diamanti sudafricane, si affida all’agenzia pubblicitaria N. W. Ayer & Son che crea il più noto degli slogan legati ai diamanti

“Per sempre” è un valore inestimabile, astrae il tempo in una dimensione immateriale e permette in brevissimo tempo di recuperare quote di mercato, clienti affezionati e di avvicinarsi ad un pubblico nuovo ed eterogeneo. A supportare la De Beers, oltre alle più prestigiose maison d’alta gioielleria al mondo, ci sono Hollywood e il jet-set internazionale: il 1953 è l’anno in cui Marilyn Monroe canta “Diamonds are a Girl’s Best Friend” nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”; nel 1961 una caparbia Holly cede al corteggiamento di un altrettanto ostinato Paul solo dopo che questo le consegna il pegno del suo amore, un anello - la pellicola è Colazione da Tiffany e per la sua promozione Audrey Hepburn indossa il celebre diamante Tiffany Giallo. 

Negli anni successivi Elizabeth Taylor riceverà uno degli anelli di fidanzamento tra i più discussi e invidiati della storia, il Krupp Diamond, a cui aggiungerà il pendente Taylor-Burton; prima di lei, Grace Kelly diceva il suo sì a Ranieri III di Monaco indossando una creazione firmata da Cartier - 10,47 carati di rara purezza con taglio smeraldo. 

La lista delle dive, dei film, delle pubblicità e degli scandali che hanno contribuito alla diffusione dell’immagine e del desiderio di possedere o donare un diamante si allunga con il passare delle decadi e, oggi, allo show messo in atto dai personaggi pubblici si aggiunge la leggerezza d’acquisto concessa a credito ai piccoli privati. Avvicinarsi ad un mondo o investire qualche stipendio per coronare con un pegno il proprio amore non è mai stato così facile. L’agenzia pubblicitaria N. W. Ayer & Son ha cessato la sua attività nel 2001. Un diamante, invece, è ancora per sempre.


di Manuele Menconi / 13 Febbraio 2017

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