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Domotica, 13 progetti che ti migliorano la vita

Dalla lavatrice che ordina il detersivo su Amazon alla sveglia che prepara il caffè: una casa più intelligente per una vita più semplice

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Di domotica si è parlato parecchio negli ultimi anni, ma solo di recente la diffusione progressiva e capillare della virtualità e lo stato quasi costante di connessione hanno trasformato lo spazio stesso dell’abitazione in una Smart Home, sorta di intersezione di reale e virtuale, una dimensione phygital – neologismo che nasce appunto dall’unione di physic e digital – che rimanda all’apertura con l’esterno e ad una interazione virtuale globale.

L’Internet of Things e in generale le applicazioni delle ultime tecnologie consentono di rendere effettivamente più agevole e spesso anche più sostenibile la gestione della propria abitazione: un esempio tra i molti è August Home Access System, un sistema progettato dal designer Yves Béhar (leggi anche → Ori, il mobile robot  per mini appartamenti) che funziona come una vera e propria portineria digitale e permette l’apertura di porte e cancelli da remoto, attraverso lo smartphone, e tramite la telecamera unidirezionale la visione di chiunque suoni il campanello, in modo tale che anche quando non si è in casa si possa decidere in tempo reale se aprire o meno. Ed inoltre, senza bisogno di alcun dispositivo, è possibile fornire un codice d’accesso ad amici, corrieri, babysitter, il cui ingresso sarà comunque notificato seduta stante al proprietario. La casa diventa così un sistema quasi autonomo e pensante, in grado di svincolarsi dal controllo umano per alcune funzioni prestabilite, e ancora più efficiente per quanto riguarda le spese e i consumi.

Ed è proprio a queste nuovissime applicazioni che il Salone del Mobile.Milano Trend Lab ha recentemente dedicato una ricerca, con un’attenzione particolare alle tre declinazioni che la dimensione phygital assume in concreto, ovvero Instant Need Design, Smart Objects e Augmented Design:

Un esempio concreto di Instant Need Design lo troviamo in Silk, una piattaforma personalizzabile degli omonimi laboratori dell’azienda fondata poco più di un anno fa da Andreas Gal, ex CTO di Mozilla, la cui convinzione è appunto che siano i dispositivi a doversi adattare a chi li utilizza e non il contrario. Seguendo il suo sogno di una casa intelligente che riconosca il proprietario e connetta tra loro tutti i device di ultima generazione, come le lampadine intelligenti di Philips, gli impianti audio SONOS e le centraline domestiche Nest, in modo che rispondano autonomamente e in tempo reale ai bisogni contingenti di chi vi abita, Gal è riuscito a rendere l’interazione semplice e immediata, perfettamente integrata alla quotidianità.

Lift Bit è invece un sistema di sedute modulari, sviluppato da Carlo Ratti Associati in collaborazione con Vitra ed esposto nell’ambito della XXI Triennale di Milano, in grado di cambiare la propria configurazione soltanto muovendo una mano sopra la seduta oppure da remoto attraverso uno smartphone. Una serie di sgabelli-pouf imbottiti esagonali che si sollevano e si abbassano in una manciata di secondi, assumendo i più svariati assetti tridimensionali e fungendo quindi, a seconda del numero di moduli accorpati, da divano, letto, poltrona, chaise longue: in questo modo gli ambienti domestici acquisiscono una flessibilità e una versatilità che si adattano perfettamente alle nuove esigenze della contemporaneità.

Sta poi per essere immesso sul mercato June Intelligent Oven, dell’omonima società che si occupa dello sviluppo di elettrodomestici intelligenti. Dotato di una telecamera full HD interna, di un’interfaccia multi-touch e di un processore Nvidia Tegra, il forno è in grado di cucinare al posto nostro, letteralmente: non solo riconosce il cibo e il suo peso (al momento sono 15 gli alimenti riconosciuti), ma consiglia le impostazioni di cottura adeguate, mantiene la temperatura costante e si spegne solo quando il piatto raggiunge un grado di cottura ottimale. Ma non è tutto qui: dotato di connessione wi-fi e di un’apposita app, rende possibile monitorare in live-streaming quello che si cucina e montare in time-lapse la preparazione del piatto per condividerlo sui social o solo agli amici più stretti ai quali si vuole mostrare la ricetta.

E a proposito di dispositivi in grado di connettere tra loro diversi apparecchi della casa sollevando i proprietari dalle incombenze più ripetitive, è al momento acquistabile in pre-order su Kickstarter a $75 Beddi Intelligent Alarm Clock: progettato dall’americana Witti Inc., consente di svegliarsi con la propria playlist preferita mentre la temperatura dell’appartamento raggiunge il livello stabilito, il caffè si prepara da solo, si accendono le luci in bagno, e all’occorrenza è possibile controllare il meteo e prenotare una corsa su Uber. Il tutto prima ancora di essersi alzati dal letto.

Anche Amazon sta seguendo il trend che mira alla semplificazione della vita domestica, cercando di rendere elettrodomestici e macchinari sempre più autonomi quanto meno nella gestione delle scorte: grazie al Dash Replenishment Service – e alle App messe a disposizione da Amazon –, lavatrici, caffettiere e stampanti diventano capaci di ordinare da sole detersivo, toner o filtri di caffè, grazie ad un pulsante collegato alla rete wi-fi oppure ad un sensore che rileva quando le scorte stanno per esaurirsi, senza necessità di alcun intervento umano. Samsung, Brita, Brother e Whirpool sono solo alcuni dei marchi che hanno aderito al servizio, al momento ancora limitato al mercato americano.

Gli Smart Objects, invece, diventano tali solo quando portano ad un effettivo miglioramento nella qualità della vita del suo proprietario, adattandosi alle sue abitudini e contenendo i consumi domestici e quindi l’impatto economico ed ambientale, e sempre più spesso senza tralasciare l’aspetto estetico.

Lucy, della start up Solenica, è uno specchio eliostato dal design essenziale in grado di seguire il movimento della luce del sole per poi rifletterla all’interno dell’abitazione, fornendo un’illuminazione costante.  È inoltre possibile controllare tramite smartphone la quantità di luce fornita durante il giorno, in modo da monitorare il risparmio in termini di denaro e inquinamento atmosferico, giacché il dispositivo funziona interamente ad energia solare (leggi anche → Una lampada a energia solare per interni)

E per tenere quanto meno sotto controllo il problema dell’inquinamento, la cinese Origins ha immesso sul mercato dapprima OxyBox, un depuratore d’aria per ambienti, e in seguito LaserEgg, un dispositivo di beneficial intelligence che monitora in tempo reale attraverso un sensore la qualità e la salubrità dell’aria domestica, indicando inoltre, tramite comparazione di dati, le zone limitrofe meno inquinate. Dotato di una batteria integrata agli ioni di litio della durata di circa 8 ore, è anche possibile portare il proprio LaserEgg ovunque si vada. 

Sviluppato dalla start up polacca Ecoisme tramite una campagna di crowfunding sul sito Indiegogo e sempre al fine di contenere i consumi, l’omonimo dispositivo serve proprio a monitorare il consumo energetico delle case in cui viene installato, attraverso il controllo costante dei singoli dispositivi elettronici. Non per nulla vincitore del CES Prize per la migliore Smart Home Solution, Ecoisme, tramite l’app di riferimento, rileva l’effettiva efficienza degli elettrodomestici, comparando il tempo di utilizzo al consumo energetico, ed inoltre avvertendo il proprietario qualora ne dimenticasse qualcuno acceso, in modo da implementare anche la sicurezza domestica oltre alla sostenibilità.

Savant, da sempre nota per i suoi sistemi di automazione domestica di fascia alta, ha sviluppato un telecomando realmente universale e di facile utilizzo che, tramite app Android o iOS, permette una rapida configurazione e l’accesso a oltre 380.000 dispositivi, dai televisori, agli stereo fino alle antenne satellitari, ai sistemi di illuminazione e alle console di gioco. Grazie al touchscreen ma anche al comando vocale di Savant Home, è inoltre possibile impostare “stati d’animo” da richiamare al bisogno: se con Relax è ad esempio possibile far partire una playlist prestabilita, calare le luci o regolare il riscaldamento, con Buonanotte si potranno spegnere in un colpo solo tutti i dispositivi e abbassare le tapparelle.

L’Augmented Design di mobili e complementi d’arredo consiste invece proprio nelle aumentate funzionalità e nelle prestazioni accessorie perfettamente integrate all’oggetto fisico: non solo il risultato della ricerca dell’equilibrio di estetica e funzionalità, quindi, ma anche la capacità di connettersi ai principali dispositivi tecnologici entrando a tutti gli effetti a far parte dell’“ecosistema digitale”.

L’azienda londinese Fonesalesman, specializzata nel wireless charging, ha risolto il problema di ricordarsi di mettere in carica il cellulare, sviluppando un tavolino in bambù dal design minimale e versatile, che si monta in un minuto (o almeno, così assicurano i produttori) e contiene al proprio interno un’interfaccia wi-fi standard che si adatta a moltissimi dispositivi che supportano la ricarica wirelss: è sufficiente appoggiare il proprio smartphone, tablet o smartwatch sul FurniQi perché si ricarichi in totale autonomia.

Sony, avvalendosi della tecnologia LED di Toshiba, ha recentemente progettato una vera e propria lampada multifunzionale che non si limita a gestire accensione, spegnimento e intensità dell’illuminazione dell’abitazione ma ha velleità da hub: Sony Multifunctional Light, grazie ad una serie di sensori – di movimento, luminosità, temperatura, umidità – e a funzioni accessorie come slot micro SD, altoparlanti e microfoni, è in grado di svolgere le più disparate mansioni, come accendere il televisore, regolare il condizionatore, programmare lo stereo o riprodurre in vivavoce messaggi vocali. Il tutto nel design pulito e minimale di un disco piatto retroilluminato.

L’agenzia pubblicitaria argentina Wunderman ha cercato di risolvere il problema, non meno dispendioso quanto ad energia, di far mangiare i bambini: Yumit è un set, disponibile in diversi colori e realizzato in silicone antiscivolo termoresistente dai bordi arrotondati, costituito da piatto, posate e un vassoio connesso tramite un’app a smartphone o tablet. Con Yumit, ogni caloria ingerita si trasforma in energia virtuale per portare a termine giochi sui suddetti dispositivi, ma solo una volta finito di mangiare!


di Lia Morreale / 21 Novembre 2016

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