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Dutch Design Week, le 7 idee con cui il design salverà il mondo

Dalla giacca in basalto al progetto di una nuova Wall street, il meglio del design sperimentale visto alla Dutch Design Week 2017

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Recolored by Jessica Den Hartog aims at giving back to plastic its colorful qualities after the recycling process - photo © Jessica Den Hartog, courtesy of the Dutch Design Week

“I designer possono salvare il mondo?”, ha chiesto il giornalista Marcus Fairs nella serie di talk dal titolo “Good Design for a Bad World” (buon design per un mondo cattivo, ndr) in programma a Eindhoven durante la Dutch Design Week, settimana del design olandese.

Una sfida difficile, che però è stata accettata con militanza, ottimismo e un’incrollabile fede nella scienza da tanti creativi della DDW 2017. Abbiamo selezionato le 7 proposte che ci mostrano come far fronte a un futuro dominato dalla scarsità di materiali, dall’inquinamento, dai problemi alimentari e da molte altre incognite.

La ricerca dell’italo-olandese Yeelen Tavilla, laureata all’Academie Artemis, esplora materiali naturali siciliani - dalla lava alla sansa - attraverso la porcellana e i tessuti - foto © Yeelen Tavilla

La sperimentazione con materiali grezzi e naturali - con la speranza di trovare alternative sostenibili agli attuali materiali sintetici che inquinano - sembra costituire il fil-rouge di tante ricerche progettuali attuali.

Gli studenti della Bauhaus University di Weimar, per esempio, hanno presentato una serie di sei progetti radicali, tra i quali l’impermeabile in carta biodegradabile di Luzie Deubel, la giacca prodotta con il basalto realizzata da Anja Zachau e Jakob Kukula, e la famiglia di tessuti che usano le radici delle piante come materiale da tessitura sviluppata da Freya Probst.

 

Made of Rock è una giacca fatta di basalto disegnata da Anja Zachau e Jakob Kukula - foto © Anja Zachau e Jakob Kukula - courtesy Dutch Design Week

La designer Inge Sluijs ha partecipato alla mostra United Matters con il progetto Plasma Rock, una serie di piastrelle prodotte mescolando un impasto di rifiuti ridotti in particelle microscopiche. “Noi umani abbiamo avuto un’influenza dominante sul clima e sull’ambiente; è arrivato il momento di cancellare le nostre tracce [...] e dare loro nuove destinazioni!”, esclama la designer che, con Plasma Rock, affronta la questione delle discariche a cielo aperto e suggerisce nuovi utilizzi per l’enorme quantità di rifiuti che produciamo. 

La designer Inge Sluijs effettua ricerche sul campo in una delle 1655 discariche costiere dell’Inghilterra - foto © Ruzena Vakulenko, courtesy United Matters

Le piastrelle riciclate Plasma Rock dell’olandese Inge Sluijs - foto © Ruzena Vakulenko, courtesy United Matters

La plastica - secondo il designer olandese Dave Hakkens - in realtà fu inventata per risolvere il problema del commercio dell’avorio, diventando però una minaccia ancor più grave per il pianeta. Viste le sempre maggiori quantità riversate nell’ambiente è diventato assolutamente necessario trovare nuove alternative. Ecco perché Hakkens ha sviluppato “Precious Plastic version 3”, un servizio replicabile che permette alle comunità di tutto il mondo di creare il proprio laboratorio per riciclare la plastica e realizzare nuovi "oggetti preziosi". Lo strumento - che entra in un container standard e comprende un'area di stoccaggio per il materiale, uno spazio di lavoro e un negozio - è un inno al movimento open source e spera di stimolare la nascita di nuove imprese alternative ovunque nel mondo.

 

La macchina sviluppata dall’olandese Dave Hakkens permette di riciclare diversi tipi di plastica - foto © Dave Hakkens

Il progetto Wall Street è sulla stessa linea d’onda. Affermando che "l'economia come la conosciamo è un mito creato dagli economisti", gli studenti del terzo anno della Fontys Academy for Art, Communication and Design di Tilburg - insieme ai designer olandesi Lucas Maassen e Philip Stroomberg - hanno creato una nuova Wall Street - basata su modelli economici alternativi - nel centro della città. La mostra-performance-ristorante - autofinanziata dagli studenti tramite varie iniziative - ha proposto ai visitatori di interagire con una serie di oggetti legati al denaro. Da una vending machine che distribuiva vecchi piatti a un jukebox in cui a suonare erano persone vere, la mostra ha voluto sottolineare l’importanza di un’economia basata su scambi tra persone reali.

 

Il progetto sperimentale Wall Street sviluppato dagli studenti della Fontys Academy of Art Communication and Design di Tilburg - courtesy Dutch Design Week

Il cibo è un altro elemento fondamentale nell’equazione cambiamo-il-pianeta. Posizionandosi tra il food activism e il design, la designer Marije Vogelzang ha curato un’esposizione - presso la Embassy of Food - in cui una serie di progetti hanno messo in discussione il futuro dell’agricoltura e della produzione del cibo, usando funghi e alghe.

Da sinistra: Plant15 è una salsiccia vegetariana fatta di funghi e sviluppata dallo studio di food design olandese Botanic Bites - courtesy Botanic Bites ; Il progetto A Future for Fish di Anna Diljá Sigurðardóttir e Sorrel Madley propone un’alternative vegetale al pesce - foto © Anna Diljá Sigurðardóttir e Sorrel Madley

Tra le idee proposte c’erano la salsiccia meat-free dello studio olandese Botanic Bites, il gioco didattico sulla produzione delle uova di Food Curators, il pesce vegetariano di Anna Diljá Sigurðardóttir e Sorrel Madley e l’algae bar di Marije Vogelzang.

 

lucasmaassen.com

sitegeny.com/wallstreeteindhoven

marijevogelzang.nl

jessicadenhartog.nl

preciousplastic.com

ingesluijs.nl/ingesluijs/plasma-rock

www.uni-weimar.de/en/university/start

united-matters.com

www.botanicbites.com

www.agrimeetsdesign.com/en/the-embassy-of-food

 


di Laura Drouet & Olivier Lacrouts / 30 Ottobre 2017

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