ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Ettore Sottsass, il genio dei “mobili assurdi” , in 2 mostre in arrivo quest'estate

A dieci anni dalla morte, Vitra Design Museum e MET Breuer celebrano l'eredità del designer che 'inventò' gli anni 80

ettore-sottsass-2-mostre-estate-2017
Lampada Tahiti @ Jürgen Hans - Vitra Design Museum

Sono passati dieci anni dalla sua scomparsa, eppure Ettore Sottsass, protagonista assoluto del design del XX secolo, non è mai stato così vivo. Due mostre oggi ne celebrano l'eredità artistica: la prima, “Rebel and Poet”, andrà in scena dal 13 luglio al Vitra Design Museum, il 21 sarà poi la volta del MET Breuer, con una retrospettiva dal titolo “Design Radical”. Due modi per ripercorrere le tappe di una carriera sfolgorante lunga 60 anni, divisa tra design, architettura, letteratura, pittura e fotografia, attraverso oggetti divenuti iconici, che hanno ancora molto da raccontare.

I più noti sono certamente i mobili coloratissimi e provocatori del collettivo Memphis, che imperversò negli anni 80, unendo sotto la guida di Sottsass le firme più brillanti del tempo, come Hans Hollein, Arata Isozaky, Andrea Branzi, Michele de Lucchi. Avete presente la celeberrima libreria-divisorio Carlton, a metà tra un giocattolo e un altare indigeno? Da quelle geometrie ludiche, figlie dell’idea che tanto i libri dritti non ci sanno stare, erompe tutta la freschezza e l'irriverenza di Sottsass, la sintesi perfetta delle sue voraci sperimentazioni.

"Carlton" Room Divider 1981 - The Metropolitan Museum of Art, John C. Waddell Collection, Gift of John C. Waddell, 1997 © Ettore Sottsass

Ma intorno a quegli scaffali sghembi c'è un mondo, una storia che parte da lontano e attraversa continenti, mestieri, discipline, con l'urgenza e la grazia di una curiosità implacabile. Si comincia, e non potrebbe essere diversamente, dalle Dolomiti, dove Sottsass, figlio d'arte, nasce esattamente un secolo fa. Dal padre eredita l’amore per l'architettura. Diventerà tante cose, ma per tutta la vita vorrà essere primariamente un architetto.

Executed Design, May 1988: South Perspective (under construction), Daniel Wolf Residence, Ridgeway, Colorado 1986 - The Metropolitan Museum of Art, Gift of Daniel Wolf, 2017

Dopo la laurea e la guerra, la tappa successiva è Milano, culla di fermenti creativi che presto diviene casa e laboratorio. Gli esordi sono audaci, avanguardisti: per Poltronova, Sottsass disegna pezzi sperimentali, come i Superbox, armadi robusti, eretti su vistosi piedistalli rivestiti in laminato a righe, come segnali stradali. Da architetto, progetta invece case colorate come gelaterie: ciliegia, pistacchio, crema. L’ispirazione viene dall’india, dalle facciate irriverenti di Tamil Nadu, che Sottsass rielabora a modo suo: scale a zigzag, capitelli tagliati a metà, geometrie funamboliche.

Del 58 è l'incontro con Olivetti, un sodalizio decisivo che entrerà nel mito, sovvertendo le regole del design industriale. Sottsass firma oggetti iconici come la macchina da scrivere Valentina e il computer Elea 9003, premiato col Compasso D'Oro. Il primo dei quattro che suggelleranno una carriera trionfale.

Macchina da scrivere Valentina, Olivetti 1969 @ Alberto Fioravanti, Courtesy Studio Ettore Sottsass - Vitra Design Museum

Ma i prodotti industriali gli stanno stretti, così come le brame consumistiche della “società della pubblicità”. In anticipo sulla contestazione, a metà degli anni 60, Sottsass inizia a cercare un approdo più etico e politico, in cui il design si fa strumento di critica sociale. È la stagione utopica del radical design, che mira ad incorporare le diverse avanguardie, dal poverismo alla Pop Art, e culmina in Italy: the new domestic landscape (1972), mostra del MoMA in cui il genio italo-austriaco presenta un prototipo di casa sovversivo: nessuna divisione tra gli ambienti, ma un inedito concetto aperto e comunitario.

Menhir Distributore di potere 1967, Private Collection, Europe - The Metropolitan Museum of Art © Ettore Sottsass

Nella sua battaglia a colpi di plastica e vernice, Sottsass non è solo. Nel 1979 partecipa con il gruppo Alchimia al Design Forum di Linz, proponendo lavori sorprendenti e iconoclasti, come la Seggiolina da pranzo, la lampada da terra Svincolo, il tavolino Le strutture tremano, che si propongono come violentemente alternativi rispetto allo stile dilagante negli anni 70, molto minimalista e patinato, ritenuto monotono e privo di personalità.

Le strutture tremano 1979  - The Metropolitan Museum of Art, Purchase, Theodore R. Gamble Jr. Gift, in honor of his mother, Mrs. Theodore Robert Gamble, 1987  © Ettore Sottsass 

Due anni più tardi arriva Memphis, l'approdo definitivo di questa militanza artistica. Nemico giurato del “good design”, il collettivo trae ispirazione dalla cultura di massa, dalla pop art, dal futurismo e dall'art deco. A questo si uniscono le contaminazioni etniche, assorbite nei molti viaggi di Sottsass in giro per il mondo (India soprattutto). In questo vortice creativo e ideologico, i canoni del design vengono sconvolti e riscritti, a partire dalle basi: funzione, forma, materiale, colore. Gli oggetti sono spesso rivestiti in laminato plastico, materiale povero e scelto appositamente per la sua "mancanza di cultura"; in un design che si proclama fieramente “non intellettuale” texture, decorazioni e fantasie vivaci mirano solo a celebrare la normalità e a generare ottimismo.

A sx, Lampada Ashoka 1981 @ Jürgen Hans; a dx, Cassettone Cubirolo 1966-1967 @ Jürgen Hans - Vitra Design Museum

Nasce qui l'estetica postmoderna degli anni '80, che provoca e seduce, dando agli oggetti uno spessore simbolico, emotivo e rituale. “Il principio alla base di mobili assurdi e monumentali è l'emozione prima della funzione": riassume così Sottsass la sua filosofia, che taglia i ponti con l’approccio modernista e razionalista di molti suoi lavori precedenti, specialmente industriali. Ma a ben guardare, anche in quel caso la dimensione umana era anteposta a quella tecnica. Quando disegnava una macchina da scrivere, lo preoccupava di più la sensazione di chi l'avrebbe usata della tecnologia con cui sarebbe stata costruita.

Questo perché il design non si esaurisce nella funzione né si identifica con l'ornamento, ma scava molto più a fondo: “per me, il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, il cibo e persino il design. È un modo di costruire una metafora della vita. Per cui, se devi insegnare qualcosa sul design, devi insegnare prima di tutto qualcosa sulla vita».

Vaso Mizar 1982 - The Metropolitan Museum of Art,  Gift of Daniel Wolf, 2017 © Ettore Sottsass  
 
E lui, cosa avrebbe insegnato? Forse a non fermarsi mai, seguitare a cercare. Alle piramidi preferiva le capanne: la stabilità lo annoiava. Per questo dopo solo 5 anni, all'apice del successo, lasciò Memphis. E poi ancora l’ironia come antidoto al dogmatismo, l'incompiutezza come possibilità, la bellezza delle cose fluide, indecifrabili, la cui dissonanza può spalancare orizzonti imprevedibili, proprio come una sedia può suggerire un nuovo modo di sedersi.

Califfo Sofa 1964 @ Jürgen Hans - Vitra Design Museum

La potenza di questa visione artistica e il modo in cui si è evoluta nel tempo vengono esplorati nelle due mostre che celebrano il genio di Sottsass in America e in Germania. Non solo sarà possibile vedere molti degli oggetti che hanno costruito la sua fama e segnato un'epoca, ma anche scrutare nei suoi pensieri attraverso scritti originali, appunti, poesie.

"Vorrei che i visitatori uscissero piangendo, vale a dire con un’emozione". Questo aveva detto una volta, a proposito di una sua mostra a Trieste. E allora andate ad ammirare i suoi mobili bizzarri e i suoi disegni immaginifici, fatevi travolgere dai suoi colori accesi e dalle sue geometrie folli, stupitevi, interrogatevi, perdetevi. E se ci riuscite, fatelo con gli occhi lucidi.

www.metmuseum.org

www.design-museum.de


di Elisa Zagaria / 10 Luglio 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Matera contemporanea

6 motivi per cui Matera è straordinaria

itinerari

[Design]

Ping pong di design

Dopo questi tavoli il gioco non sarà più lo stesso

Arredi di design

[Design]

Il design si studia in TV

I documentari più belli da scoprire su Netflix

Costume

[Design]

Dormire tra le nuvole

Letti a castello a scomparsa e sospesi: ecco 3 proposte di design

letti di design

[Design]

Mi casa es tu casa

4 poltrone letto di design per ospiti inattesi

Arredi di design

[Design]

Ritorno alle origini

Due giovani designer riscoprono tecniche antiche e fibre naturali

Arredi di design

[Design]

Less is more!

L'essenzialità dal minimalismo al riduzionismo

Costume

[Design]

La bellezza imperfetta di Cocò

Le ceramiche spagnole di Cocotera Fernandez

accessori di design

[Design]

Il mondo Ikea in esclusiva

Ce lo racconta il Responsabile Design: Marcus Engman

Ikea

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web