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Ettore Sottsass, tutte le special edition da non perdere a 100 anni dalla nascita

Oggetti, libri, ma anche mostre e reinterpretazioni, per riscoprire il maestro del design radicale a casa propria. E magari farsi venire una buona idea per i regali di Natale

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In occasione del centenario dalla nascita di Ettore Sottsass – architetto e designer famoso soprattutto per aver disegnato la macchina da scrivere Olivetti Valentine, nel suo inconfondibile colore rosso, e per aver fondato il collettivo Memphis – sono in tanti a ricordarlo e a riscoprirlo. Abbiamo già parlato delle mostre organizzate alla Triennale di Milano (leggi anche → Ettore Sottsass, il suo pianeta in mostra) al Vitra Design Museum e al MET Breuer (leggi anche → Ettore Sottsass, il genio dei mobili assurdi), ma in realtà il 2017 è anche il momento perfetto per riscoprirlo nella dimensione domestica di casa propria, acquistando riedizioni e reinterpretazioni dei suoi oggetti, oppure sedendosi in poltrona a leggere i suoi scritti. Prendete nota, tra qualche mese saranno anche dei perfetti regali di Natale!

Alessi gli rende omaggio con l’edizione speciale del Centrotavola in legno di tiglio disegnato nel 1990 per il catalogo Twergi: una produzione limitata a 999 pezzi di un’oggetto prodotto tutt’oggi in Valle Strona tramite la tecnica di tornitura. Per raccontarne la struttura caratterizzata dalla sovrapposizione di elementi Sottsass diceva “Quasi tutti gli oggetti che disegno hanno una base, non toccano direttamente terra. Non appena si mette una forma su una base, la forma diventa immediatamente importante, più ferma: diventa un piccolo monumento”.

Foto: Alessandro Milani

Alpi sceglie invece la via del dialogo e con la mostra Re-Connection mette in comunicazione un inedito pattern ligneo realizzato da Ettore Sottsass per l’azienda agli inizi degli anni ’80 e il linguaggio di Martino Gamper, che riprende il disegno realizzato dall’architetto per sviluppare un cabinet, una libreria pensile e un paravento.

Partendo dal pattern, che da da oggi entra a far parte della gamma di legni Alpi nelle varianti rosso, arancio, marrone e grigio, Gamper ha lavorato per tagli e inclinazioni, ottenendo tre diversi disegni della venatura rispetto a quello originale di Sottsass, ricomponendo poi i pezzi per creare un nuovo pattern (dal 5 al 31 ottobre, via Solferino 7, Milano). 

Foto: Federico Cedrone

Anche art.box, la window gallery di Superstudio Più, sceglie la prospettiva del lascito culturale e lascia che a raccontare le ceramiche e i vetri di Ettore Sottsass siano i designi dell’illustratore Fabrizio Sclavi: “I pesci rossi hanno segnato tutti i momenti più importanti della mia vita di scrittore e disegnatore. Questa volta i pesci Sclavi sono immersi in fondo al mare e, ancora più in fondo, ove tutto è paurosamente nero. Sono andati a cercare ispirazione per me… Che voglio colorare il mondo. Hanno trovato conchiglie a forma di vaso, anzi, vasi dalle forme di conchiglie lunari, coloratissime e trasparenti. Loro sì che hanno la cultura del buon gusto, non potrei fare a meno di loro. Mi portano a galla i più bei ricordi di quando frequentavo l’Accademia di Brera. Il mito di noi studenti “ garruppati" era Ettore Sottsass, quell’artista che faceva uscire dal cappello tutte le belle forme che sono il simbolo del design italiano.  Ed io, ora, ho immortalato i miei pesci rossi incuriositi mentre ruotano intorno a quegli oggetti colorati, usciti dallo scrigno caduto in fondo al mare” (fino al 31 ottobre, via Tortona 27, Milano).

Disegno di Fabrizio Sclavi

Se Phaidon riedita la sua monografia completa a cura di Philippe Thomé (foto in apertura e sotto) – un libro-totem completo di tutti i lavori più noti, dalla macchina da scrivere Valentine al portafrutta Alessi, fino ai colori di Memphis. Sottsass – Adelphi esce con un volume di scritti, perlopiù inediti, con il titolo Per qualcuno può essere lo spazio. Un libro che è “un inizio di esplorazione degli anni Quaranta-Cinquanta, periodo in cui Sottsass cercava una sua strada nell'unico modo che sembrava essergli congeniale: percorrerle tutte. Accompagnandolo nei primi passi, il lettore sarà sorpreso di trovare un catalogo minuzioso dei colori reperibili negli scompartimenti dei treni americani, un racconto di guerra nei Balcani, un ritratto di Spazzapan (il pittore cui Sottsass sosteneva di dovere tutto), o l'abbozzo di un manifesto artistico. Ma la sorpresa principale sarà scoprirsi, solo dopo qualche pagina, vittima per contagio della sindrome Sottsass, e del suo sintomo più prezioso: un'infinita, e indefinibile, curiosità per tutto” scrive Matteo Carmagnola, che ha curato il volume.


di Carlotta Marelli / 5 Ottobre 2017

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