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Cosa succede agli specchi quando nessuno li guarda?

Con la serie MeError il fotografo romano Leonardo Magrelli cattura i riflessi impossibili degli specchi in assenza del nostro sguardo

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Leonardo Magrelli

Si chiama MeError la quinta serie del fotografo romano Leonardo Magrelli esposta a Riga e Los Angeles. Artista giovane, Leonardo si avvicina alla fotografia con l’occhio attento del graphic designer di professione. Quel che ne nasce è una raccolta di immagini pulite, in cui simmetria e composizione spadroneggiano, che stimolano l’occhio, andando a raccontare qualcosa che non possiamo vedere, e la mente, in una riflessione sul medium fotografia, sui suoi generi e stili.

Cosa succede agli specchi quando non ci siamo noi? Riflettono immagini che non possiamo vedere. La nostra stessa presenza impedisce infatti di godere del riflesso puro, come apparirebbe a un uomo invisibile. Prodigi del digitale, perizia tecnica e un pizzico di surrealismo fanno scomparire l’osservatore. Cortocircuiti visivi, come Leonardo li chiama, immagini esistenti ma non visibili, ricostruiti dall’artista.

“Dipingo ciò che non posso fotografare, fotografo ciò che non desidero dipingere” diceva Man Ray. Dice Magrelli “Ogni medium ci chiede di essere studiato e usato per provare ad esprimere ciò che altri mezzi non potrebbero mostrarci”. Più smaliziato dei puristi nell’uso del digitale, Magrelli riesce nel paradosso di manipolare l’immagine in digitale per ricostruire la realtà. La realtà che, come direbbe Heisenberg, muta per la sola presenza dell’osservatore è qui restituita a uno stato in effetti impossibile eppure vero.

Le immagini verticali, formato elettivo del ritratto, suggeriscono poi una commistione di genere: il ritratto, appunto, e la natura morta. Leonardo si ferma solo dove ancora non esiste la tecnica necessaria, come nel mise en abyme degli specchi affacciati, presi di sbieco. Prediligendo gli interni, privati o pubblici, sgombri o ingombri, ordinati o disordinati, Leonardo restituisce a un’idea che avrebbe potuto essere fortemente straniante (un po’ come ne La riproduzione vietata di Magritte) l’intimità di un oggetto di casa, strumento di conoscenza e di illusione.

 

www.leonardomagrelli.com


di Stefano Annovazzi Lodi / 13 Dicembre 2017

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