ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Foto/Industria, a Bologna 14 grandi fotografi indagano il mondo del lavoro

Torna la Biennale di Fotografia di Bologna, con 14 mostre d'autore dedicate agli spazi del lavoro nei palazzi più belli della città. Fino al 18 novembre

fotoindustria-biennale-di-fotografia-bologna

MITCH EPSTEIN: AMERICAN POWER, RAFFINERIA BP A CARSON, CALIFORNIA, 2007. © MITCH EPSTEIN, COURTESY OF THE ARTIST AND OF THE WALTHER COLLECTION NEU-ULM, GERMANY, AND NEW YORK, USA 

Bologna destinazione Foto/Industria 2017. Alla sua terza edizione, la Biennale di Fotografia dedicata al mondo dell'Industria e del Lavoro compone un profondo viaggio-riflessione attraverso gli occhi di 14 grandi fotografi. Il progetto unico nella sua ideazione, promosso e prodotto dalla Fondazione MAST - Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia, con la direzione artistica di François Hébel, porta gli scatti degli artisti in 13 sedi e palazzi del centro storico e nella PhotoGallery della sede di MAST, l'architettura multifunzionale di Studio Labics inaugurata nel 2013. Torna vitale il dialogo con la città e il linguaggio o, meglio, i linguaggi dell'immagine rinnovano nella collettività la condivisione e l'osmosi culturale, come nello spirito della fondazione creata dall'Imprenditrice Isabella Seragnoli. 

"Non c'è un titolo preciso", spiega Hébel, "sono 14 mostre d'autore aperte fino al 19 novembre che, se mai, toccano le tematiche dell'identità e dell'illusione". Alla prima si riconducono i lavori di Alexander Rodchenko, Lee Friedlander, Josef Koudelka. 

Le opere originali dell'artista costruttivista russo Alexander Rodchenko (Casa Saraceni - Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna), che ha fotografato il mondo della produzione con un approccio estetico inteso a dare dinamicità all'immagine, provengono dal Museo di Arte Multimediale di Mosca (MAMM), artefice della conservazione di molti materiali delle avanguardie russe. 

ALEXANDER RODCHENKO, VOLANTI, DALLA SERIE “STABILIMENTI AUTOMOBILISTICI AMO”, MOSCA, 1929. © ALEXANDER RODCHENKO BY SIAE 2017, COLLECTION OF MULTIMEDIA ART MUSEUM, MOSCOW / MOSCOW HOUSE OF PHOTOGRAPHY MUSEUM 

Per la prima volta sono in mostra 40 spettacolari paesaggi industriali del ceco Josef Koudelka (Museo Civico Archeologico), artista libero e indipendente considerato un maestro della fotografia, celebre per il reportage sull'invasione di Praga nel 1968 da parte dei carri armati russi. Le stampe che raccontano le trasformazioni causate dalla rivoluzione industriale nel corso di trenta anni sono in un formato largo tre metri. 

JOSEF KOUDELKA, ITALIA, TORINO, PISTA DI PROVA SUL TETTO DEL LINGOTTO (FIAT), 2004. © JOSEF KOUDELKA/MAGNUM PHOTOS 

Sono una testimonianza, invece, dei processi di lavoro, degli strumenti e degli ambienti professionali le immagini intense e, a volte, ironiche dell'americano Lee Friedlander (Palazzo Paltroni - Fondazione del Monte), attratto dal paesaggio urbano e sociale. 

LEE FRIEDLANDER, BOSTON, 1986. © LEE FRIEDLANDER, COURTESY OF FRAENKEL GALLERY, SAN FRANCISCO

Due serie di foto dalla Walther Collection (Pinacoteca Nazionale) raccontano l'evoluzione fotografica e documentano lo sfruttamento delle risorse energetiche insieme ai mutamenti del paesaggio americano a distanza di cento anni l'una dall'altra. La prima è l'album in bianco e nero 'The Making of Lynch' di un fotografo anonimo relativo alla costruzione di una città mineraria nel Kentucky orientale, la seconda è il ciclo 'American Power' di Mitch Epstein sulla produzione energetica e le sue conseguenze. 

THE MAKING OF LYNCH / THE WALTHER COLLECTION COURTESY OF THE WALTHER COLLECTION NEU-ULM, GERMANY, AND NEW YORK, USA 

Ancora ripercussioni, ma in questo caso nella regione della Gran Bretagna chiamata 'black country' per la chiusura delle acciaierie e di molte altre fabbriche negli anni Ottanta, riconvertite in spazi per uffici o per attività di logistica e vendita al dettaglio. Esiti che segnano un momento sociale ed economico critico, letto dall'inglese John Meyers (Museo della Musica) con un lavoro fotografico, in bianco e nero, delicato e lirico. 

JOHN MYERS, OPERAIA ADDETTA ALLA PRODUZIONE DI MATTONI, WILLIAM MOBBERLEY BRICKWORKS, KINGSWINFORD, 1983. © JOHN MYERS 

Emozionano le opere del francese Mathieu Bernard-Reymond (Spazio Carbonesi). I suoi scatti nelle centrali idroelettriche, dominati dalla neutralità della luce, subiscono un processo di rielaborazione che genera immagini assolutamente originali e astratte.

A SINISTRA: MATHIEU BERNARD-REYMOND, SOGLIA (KEMBS),. DALLA SERIE “TRANSFORM: POWER”, 2015 © MATHIEU BERNARD-REYMOND. A DESTRA: MATHIEU BERNARD-REYMOND, TRASFORMAZIONE (TURBINA 144, MARCKOLSHEIM), DALLA SERIE “TRANSFORM: POWER”, 2015. © MATHIEU BERNARD-REYMOND 

Sconfina nell'incredibile la storia del cosmonauta sovietico scomparso misteriosamente nello spazio prima che potesse essere celebrato come il primo uomo sulla luna, all'epoca della competizione fra Stati Uniti e USSR. A documentarla è la ricostruzione fotografica del catalano Joan Fontcuberta (Palazzo Boncompagni).

A SINISTRA: JOAN FONTCUBERTA, RITRATTO UFFICIALE DEL COSMONAUTA IVAN ISTOČNIKOV. © JOAN FONTCUBERTA BY SIAE 2017. A DESTRA: JOAN FONTCUBERTA, IVAN ISTOČNIKOV E KLOKA DURANTE LA LORO STORICA EVA (ATTIVITÀ EXTRA VEICOLARE). © JOAN FONTCUBERTA BY SIAE 2017 

Illusione e immaginazione permeano le foto, fra documentario e fiction, del francese Vincent Fournier (MAMbo): astronauti in addestramento e robot umanoidi, un mondo nel quale la memoria è attiva "nel passato ma anche nel futuro".

VINCENT FOURNIER, MURATA BOY #1, QUARTIER GENERALE MURATA, NAGAOKAKYO-SHI, KYOTO, GIAPPONE, 2010. © VINCENT FOURNIER 

Sembra un film noir il racconto per immagini di Yukichi Watabe (Museo di Palazzo Poggi), il primo fotografo giapponese che, nella Tokio degli anni cinquanta, ha potuto seguire e documentare le indagini della polizia criminale nel 'caso del cadavere a pezzi'. 

© YUKICHI WATABE, COURTESY OF IN)(BETWEEN GALLERY PARIS & ROSHIN BOOKS TOKYO 

È duplice l'anima dello svedese Mårten Lange (Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo) che presenta una serie relativa a immagini di laboratori incredibilmente complessi, ritratti come nature morte, e un'altra malinconica, in bianco e nero, che indaga gli effetti dei progressi tecnologici sulle esperienze umane, rintracciando scene di solitudine nel paesaggio urbano.

MÅRTEN LANGE, SENZA TITOLO (07-8-18-3), DALLA SERIE “MACHINA”, 2007 © MÅRTEN LANGE, COURTESY OF ROBERT MORAT GALERIE 

La Biennale Foto/Industria propone anche lo sguardo meno conosciuto dei fotografi di fama internazionale. È il caso dell'italiano Mimmo Jodice (Santa Maria della Vita) che svela il suo impegno civile e politico negli scatti degli anni settanta, dedicati, in particolare, alle condizioni del lavoro minorile, allora molto diffuso. La forza delle immagini è anche nel ruolo di testimonianza reso.

MIMMO JODICE NAPOLI, 1973, © MIMMO JODICE 

Fa invece un uso della fotografia più concettuale un altro artista italiano, Michele Borzoni (Palazzo Pepoli Campogrande),che documenta la situazione attuale del lavoro in Italia, in un clima di insicurezza e di futuro incerto.

MICHELE BORZONI, CONCORSO PER L’ASSUNZIONE DI 40 STORICI DELL’ARTE DA PARTE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI. 1550 CANDIDATI SI SONO ISCRITTI ALL’ESAME PRESSO LA NUOVA FIERA DI ROMA. © MICHELE BORZONI/TERRAPROJECT 

Le altre due mostre di Thomas Ruff e Carlo Valsecchi sono opera di Urs Stahel, curatore della collezione di fotografia industriale e della PhotoGallery di MAST. Per il fotografo tedesco Thomas Ruff, artista dedito alla ricerca e "demiurgo dell'immagine", l'apparecchio fotografico "è una macchina generatrice di immagini attraverso la quale trasformare gli elementi della realtà in un nuovo materiale visivo". I suoi lavori, che esplorano macchine ed energie, sono potenti e di forte impatto visivo; rimangono esposti nella PhotoGallery di MAST fino al 14 gennaio 2018.

A SINISTRA: THOMAS RUFF, JPEG CO01, 2005. DALLA SERIE “JPEG” © THOMAS RUFF, BY SIAE 2017. COURTESY OF THE ARTIST AND LIA RUMMA GALLERY. A DESTRA: THOMAS RUFF, PHG.09_II, 2014. DALLA SERIE “FOTOGRAMMI” © THOMAS RUFF, BY SIAE 2017. COURTESY OF THE ARTIST AND LIA RUMMA GALLERY 

Immagini pervase di luci forti e vicine al disegno tecnico raccontano lo stabilimento della Philip Morris, aperto di recente in un'area industriale vicino a Bologna. Sono gli scatti commissionati all'italiano Carlo Valsecchi (Ex ospedale dei Bastardini), che riescono a catturare nel loro minimalismo geometrico e in giochi di prospettive, diurni e notturni, il grande formato della fabbrica e la sua essenza fortemente tecnologica e innovativa.

 

CARLO VALSECCHI, # 01001 CRESPELLANO, BOLOGNA, IT, 2016. © CARLO VALSECCHI. COURTESY OF PHILIP MORRIS MANUFACTURING AND TECHNOLOGY BOLOGNA 

La Biennale di Foto/Industria 2017 è completata da un ricco programma di eventi, visite guidate con gli artisti, incontri con personaggi dell’attualità come il premio Nobel Joseph Stieglitz e del mondo della fotografia contemporanea, performance teatrali e concerti, workshop per i bambini e un ciclo di biopic sui protagonisti della fotografia mondiale.

www.fotoindustria.it

LEGGI ANCHE:
Locali ed eventi da non perdere a Bologna
→ L'indirizzo per dormire a Bologna e sentirsi a New York
→ Il nuovo ristorante Osteria Bartolini
→ Lo stile industriale "tubi a vista" di un loft a Bologna


di Silvia Airoldi / 16 Ottobre 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Tavola di design per Thanksgiving

Studio Milo firma la mise en place per il Giorno del Ringraziamento

accessori di design

[Design]

Orizzonti cinesi

Cina e Made in Italy: nuovi scenari e vecchi luoghi comuni da sfatare

design summit

[Design]

Fragranze di design

4 sofisticati profumatori per ambienti per arredare con stile

Oggetti di design

[Design]

La gioielleria secondo Ferré

In mostra a Torino le creazioni orafe dello stilista-architetto

mostre

[Design]

Artigianalità italiana a Londra

Bottega Veneta presenta in una villa palladiana il saper fare italiano

Moda e design

[Design]

5 pezzi di design per sempre

Un mix perfetto che trascende il tempo

Oggetti di design

[Design]

Il futuro del design italiano?

Ecco chi sono i 45 designer under 40 in mostra a Roma

mostre

[Design]

La Milano delle moto

In occasione di Eicma un tour tra le officine più belle

Travel

[Design]

"Questioning Pictures"

All'Osservatorio Prada un'indagine fotografica di Stefano Graziani

mostre

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web