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10 talenti della gioielleria avvistati a Monaco

Dalla design week del gioiello contemporaneo più importante al mondo, ecco la nostra selezione dei designer da non lasciarsi sfuggire

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Artikulationen by Studio Marijke

Schmuck, che significa semplicemente gioiello in tedesco, è la speciale esposizione di preziosi nata nel 1959 nell’ambito della fiera dell’artigianato di Monaco di Baviera, ed è grazie a lei se la città è diventata un punto di attrazione per il mondo del gioiello contemporaneo d’autore.

Accanto ai lavori dei 67 artisti in mostra, provenienti da 31 paesi, (Germania, Francia, Svezia, Nuova Zelanda, Stati Uniti d’America, Messico e Iran), è presente anche una selezione di gallerie specializzate.

Negli anni il gioiello ha conquistato Monaco grazie a un’esplosione di eventi indipendenti, e durante la Munich Jewellery Week (dall’8 al 14 marzo 2017) la città diventa capitale di riferimento con quasi 100 eventi.

Ci sono mostre e presentazioni di designer affermati, grandi maestri, studenti delle accademie, con presentazioni di libri, conferenze e performance, esposizioni istituzionali e feste. Muniti di piantina si esplora il centro città passando da gallerie dedicate e location improvvisate ai musei.

Una delle tre vincitrici del prestigioso premio Herbert-Hofmann 2017 è l’artista libanese Sanaa Khalil (1985). In conflict. Moments of Strike è un gioiello contemporaneo in legno, una spilla fatta a mano, lavorata con violenza, martellata, intagliata (foto sopra), con un inevitabile rimando alle zone di conflitto a lei ben note. La forma a cupola ricorda potenze politiche, religiose ed economiche: tanti messaggi ridotti ad un minimo solo apparente.

Foto di: @Hans Jørgen Abel

La Danner Rotunda del Museo di Design dedica ogni anno una mostra a un artista, e quest’anno l’onore è andato a Tone Vigeland, nata nel 1938. La grande dame del gioiello norvegese gioca con i riflessi di luce che cadono su composizioni dense di elementi in argento, acciaio e ferro (foto sopra). La mostra sarà visitabile fino all’11 giugno 2017. In immagine, una collana del 1981 in acciaio e oro.

Foto di: @ Peter Bauhuis

Catene e fiori è la ricerca dall’artista tedesco Peter Bauhuis (1965). Catene fuse in un unico pezzo, sculture che sono oggetti e gioielli in oro, argento e bronzo allo stesso momento. Guardando da vicino l’alberello stilizzato ci sono tutti gli elementi di una collana (foto sopra), che devono essere lavorati per poter essere indossati. Il processo artigianale della fusione a cera persa rimane presente: l’oggetto ha il potenziale di una collana che porta la memoria della sua origine.

Gigi Mariani (1957) crea un ponte tra l’oreficeria arcaica e un linguaggio formale moderno, dove forme geometriche precise vengono interrotte da superfici organiche, metalli preziosi affiancati da ferro, ottone e rame. Il potenziale dei materiali e delle tecniche portano l’artista a utilizzare il metallo come una tela per dipingere, dove lavorare sul contrasto tecnico, materico e cromatico. In immaginePainting series, una spilla in argento, oro giallo, niello e patina (foto sopra).

Un allestimento suggestivo in una vecchia fonderia artistica nel pieno centro della città di Monaco per i gioielli dell’artista messicano Jorge Manilla (1977) fatti di ossa, pelle, tessuti e argento. Suggeriscono un messaggio di conflitto emozionale e spirituale, misterioso e crudo. Sentimenti essiccati, memorie spezzate che testimoniano la fragilità dell’essere umano.

Foto di: @ Peter Deckers

La Nuova Zelanda si presenta con l’interessante programma di mentoringHandshake 3, dove la collaborazione a distanza di maestri del gioiello e allievi porta a processi di produzione e discussione stimolanti. La creatività viene alimentata da scambi continui fatti di parole, immagini, suggestioni, inviati via web o posta. In immagine i gioielliRock is a rock is a rock is a rock di Reawyn Walsh: spille fatte di leggere pietre in resina (foto sopra).

Foto di: @ Federico Cavicchioli

I gioielli per la tavola di Gabi Veit (1968)si chiamano Creatura. Sono cucchiai in argento (foto sopra), con un capo e un corpo. Sono gambo e gamba, fiore, frutto e foglia, creature possibili e impossibili, a tavola come nelle conversazioni.

Mentre la pietra non è prevedibile, il materiale utilizzato dall’artistaPatricia Domingues (1986) è come un foglio bianco, creato e frammentato da lei stessa: un gioiello fatto con un misto di polvere di quarzo, pigmento e plastica (foto sopra).

Foto di: @ Tomaso Lisca

Private Confessions è una mostra dedicata al disegno di 36 artisti del gioiello internazionali. Dagli schizzi preparatori ai disegni fine a se stessi, manifestazioni di creatività indipendenti (foto sopra). Visibile fino al 7 maggio 2017 nelle sale della Villa Stuck. In immagine, l’opera Temperedi Alba Polenghi Lisca del 1967.

Un approccio giocoso e pieno di humor è quello delle creazioni di Akiko Kurihara (1975) che con una spilla in argento e oro (foto sopra) omaggia il morso di un Mosquito.

www.munichjewelleryweek.com
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di Valentina Romen / 16 Marzo 2017

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