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La Norvegia che non c'è, arte green nella naura

Rune Guneriussen fotografa installazioni temporanee alla ricerca dell'equilibrio perfetto tra uomo e natura

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Rune Guneriussen

In tempi di ecosostenibilità e lotta green, spesso la contrapposizione tra natura e cultura si avverte come una vera e propria guerra, con tentativi di tregua non sempre riuscitissimi. Il paradigma assoluto sembrerebbe dire: la natura è bella se è preservata tale e quale e qualsiasi intervento troppo invasivo non può che addomesticarla e mutilarla. Al massimo si può tentare di non rovinarla troppo. La vera convivenza pacifica sembra deporre sempre a favore di noi uomini, delle costruzioni, delle installazioni, e la natura si limita tuttalpiù a essere una gradevole cornice.

Il lavoro di Rune Guneriussen parte da questo binomio fondamentale cercando l’equilibrio perfetto. Artista classe ‘77, diplomato al Surrey Institute of Art & Design in Inghilterra, dal 2005 sulla scena, Rune col suo lavoro ha già conquistato diverse gallerie d’arte sulle due sponde dell’Atlantico. Innamorato della sua terra, la Norvegia, lavora quasi esclusivamente sul suolo natio. Luoghi incontaminati, a volte desolati, a volte rigogliosi, in cui la natura la fa da padrone.

In questi contesti, Rune inserisce oggetti d’uso quotidiano e manufatti: mappamondi, libri, lampade. Ma niente di sovraccarico o eccesivo. Niente straniamento, niente provocazione. Quel che cerca Rune è la pace tra questi due mondi. Installazioni fatte per essere fotografate, che vivono per un istante e vengono immortalate per sempre, e non potrebbe essere altrimenti. Forse per questo, le installazioni non sono visitabili ma, fatta la foto, vengono smontate per sempre. Un mondo incantato ed effimero, che porta con sé la nostalgia dell’impossibile.

Convinto che l’arte non debba tanto fornire spiegazioni e interpretare quanto colpire e sconcertare, gli unici appigli che Rune fornisce sono i titoli, quanto mai laconici e spaesanti che ricordano quelli chiaramente depistanti di Magritte (per esempio "Acknowledge a new found grace" per l'immagine di copertina). Ma, come detto, l’intento non è quello dello straniamento quanto quello di sottrarsi a ogni interpretazione prestabilita, perché alla fine, quel che conta è l’opera colpisca, non che sia capita.

Resta da vedere se, in futuro, Rune si spingerà più in là cercando un equilibrio tra i mondi più confliggente, con oggetti più tecnologici, ingombranti e artificiali.

www.runeguneriussen.no

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