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Il mondo di Ikea? Eccolo, in esclusiva, raccontato dal suo Responsabile Design Marcus Engman

Tra novità e collaborazioni, mass production e personalizzazione

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Ikea

Ikea: non ha bisogno di presentazioni. Basti colosso mondiale della casa, che, mese dopo mese, ci sta intrigando e coinvolgendo con sempre più clamorose collaborazioni, nomi, progetti, non solo del settore e del design ma della scena contemporanea a tutto tondo, dalla musica alla moda e lo… spazio! Come si lavora ad Älmhult, in Svezia? Come riuscire a offrire personalizzazione quando si parla dell’azienda dedita alla mass production per antonomasia? Cosa aspettarsi dal loro prossimo futuro?

Anticipazioni, dietro le quinte e approfondimenti con Marcus Engman, Responsabile Design Ikea, colui che studia, soddisfa e anche anticipa le direzioni, i bisogni e sviluppi della maggior parte delle nostre case e del nostro vivere quotidiano. 

Marcus Engman, Head of Design Ikea

Dichiari spesso “Noi lavoriamo in un modo diverso da tutti gli altri”. Cosa intendi?

Penso che la chiave del perché siamo diversi è perché siamo guidati da una visione e appassionati nel portarla avanti: creare un vita di tutti i giorni migliore per molte persone, che il buon design sia a portata di mano di molti, non di pochi. Per fare questo, lavoriamo con il concetto di Design Democratico, che significa che teniamo sempre in considerazione la forma, funzione, qualità, sostenibilità e prezzo basso in tutto quello che facciamo. E per lo sviluppo del prodotto abbiamo un team di lavoro con diversi professionisti che collaborano fianco a fianco dall’inizio per assicurare un prodotto finale che incontri i nostri principi di Design Democratico. Non è facile, è duro lavoro! 

 

Il mondo Ikea in poche parole?

Siamo una compagnia direi fondata sulla funzione, quando facciamo design lo facciamo con un’attitudine davvero funzionale, che è nella storia del design scandinavo: la funzione fa la forma. E l’estetica e la forma contano, certo, ma noi prima di tutto ci chiediamo “quali sono i bisogni della gente”? Così guardiamo per prima cosa alla funzione. E più si sa cosa facciamo, credo che più possiamo essere apprezzati. C'è un grande studio dietro ogni cosa, fatica. La percezione della gente nei nostri confronti è così superficiale e varia, non si sa che produciamo più di 2,000 prodotti ogni anno, pensati da zero; non compriamo nulla, abbiamo solo fornitori, con i quali instauriamo lunghe e solide relazioni. Noi siamo un'azienda storica che investe nel futuro. Ed è molto importante per noi essere aperti, condividere, così che si possa comprendere un po' di più come lavoriamo. 

 

Le persone e i loro bisogni al centro. Che cosa quindi chiede la gente?

Vediamo che chiede soluzioni per la casa che offrano flessibilità, e che siano multifunzionali, durevoli e con la possibilità di Make It Yours. MIY significa  cambiare - adattare in accordo con i tuoi bisogni e piaceri, è diverso da Do it Yourself - DIY. E, come dicevamo, è il nostro lavoro trovare soluzioni per questi bisogni. Per esempio, la piattaforma letto/divano Delaktig, che abbiamo sviluppato con Tom Dixon, è disegnata proprio in questa direzione. Stiamo guardando ai modi in cui un divano può adattarsi ai cambiamenti e vicissitudini nella vita delle persone. Abbiamo disegnato un telaio che offre infinite possibilità, dove tu puoi aggiungere accessori con un "click"' oppure cambiarne la forma, la misura o il colore. Abbiamo scelto l’alluminio per renderlo leggero, ma anche molto resistente e allo stesso tempo offrire la possibilità di modificarlo nel corso del tempo, perché uno degli aspetti più importanti della produzione sostenibile è la longevità, la possibilità di tenerli. Vogliamo che la gente conservi i nostri prodotti a lungo. E’ stato un viaggio e ancora non sappiamo come la gente lo percepirà, ma già ora delle persone ed altre società ci hanno proposto suggerimenti per sviluppare ulteriormente il telaio, e penso che sia grandioso.

Delaktig, piattaforma aperta letto/divano studiata da Ikea con Tom Dixon, disponibile dal 2018. Esempio di concept Make It Yourself.

I famosi Millennials: sembrano essere il target di riferimento di oggi. Vale anche per voi?

La moltitudine è il nostro target! Ed è un insieme così numeroso e variegato, e con mille necessità e sogni diversi. Certo, dobbiamo guardare più da vicino ai vari gruppi, come appunto i Millennials, persone con figli o i più anziani e vedere quali sfide devono ogni giorno affrontare. E con Virgil Abloh noi prenderemo in considerazione proprio le case dei più giovani.

Virgil Abloh

A proposito della collaborazione appena annunciata con Virgil Abloh, qualche anticipazione?

Il nostro obiettivo è lavorare con gli studenti per questo progetto e creare pezzi d’arredo e décor unici, innovativi e di ispirazione, pezzi concettuali da collezione ma allo stesso tempo oggetti per tutti funzionali e commerciali.

Siamo tutti così curiosi riguardo alle altre e prossime collaborazioni che avete annunciato ai Democratic Days. So non puoi dire più di quello che è già stato rivelato… ma cosa dovremmo aspettarci appunto da Virgil e da Ben Gorham?

Dovete aspettarti l’inaspettato…! Con Ben Gorham vorrei vedere qualcosa di nuovo, non solo candele profumate. Per esempio, come come usare le fragranze a casa tua senza che risultino troppo invadenti. Guarderemo a questo aspetto con Ben per fare qualcosa che non abbiamo ancora mai fatto.

Qualcosa che non avete ancora fatto…: ci sono così progetti che non siete ancora riusciti a realizzare?

A Ikea abbiamo un detto: “ la maggior part delle cose è ancora da fare”. Così sì, la risposta è sì. Basta guardarsi intorno, c’è molto da fare!

Il futuro: parlarne e anticiparlo è sempre affascinante. E voi lo sapete fare, come dicevi sopra "siamo un'azienda storica che investe nel futuro". Come vedi le nostre case tra 10 anni?

Penso che la vita a casa oggi e domani riguardi più le attività che stanze e ambienti. E così dobbiamo progettare in questa direzione. Credo che sarà sempre più necessario ripensare agli obiettivi, cercare la versatilità, dato che appunto lo spazio abitativo si restringerà con lo spostamento delle persone nelle città.

E l’oggetto, il pezzo indispensabile in questo scenario?

Penso che il tavolo potrebbe essere l’elemento più importante nel futuro, con il letto.

Lo spazio… ai Democratic Days avete parlato anche di questo…

Questo è un progetto divertente e soprattutto riguarda l’imparare. Spazi piccoli dove vivere rappresentano un dato di fatto per molte persone oggi e lo sarà ancora di più in futuro. Così ci chiediamo: quale è il più piccolo ambiente dove vivere? Lo spazio ovviamente. Così vogliamo imparare dagli ingegnere spaziali, astronauti e altri esperti, perché molto buone idee arrivano dalla tecnologia spaziale. Lì davvero hanno bisogno di pensare attentamente a che cosa portare, come riporre le cose, al design, ai fini e alla sostenibilità, e così via. E queste esperienze possono essere trasportate nella nostra vita di tutti i giorni.  

 

Avete annunciato poi la collezione Industriell con Piet Hein Eek. Spiegheresti questa collaborazione e il senso del progetto?

Oggi molte persone cercano pezzi d’arredo fatti su misura per loro e questo è un grosso punto di domanda per noi. Se noi produciamo in larga scala, finirebbero per assomigliarsi. Così stiamo studiando l’unicità nella mass production con Piet Hein Eek, che è un grande artigiano, conosciuto proprio per creare unicità. Che cosa succede se si uniscono le sue capacità con le nostre di mass production? Ci si ritrova con nuove tecniche di produzione o modi di usare i materiali che ci permettono di fare la produzione con i benefici della mass production (qualità, prezzo, sostenibilità) ma di renderli tutti diversi tra loro con le nuove tecniche.

 

Spiegheresti meglio?

Per darti un esempio concreto: quando si fanno dei bicchieri, c’è uno stampo che va bene per produrre un certo numero di tipi di bicchieri, ognuno dei quali è perfetto e simile. Così noi abbiamo fatto stampi a mano, dove ogni bicchiere sarà leggermente differente. In questo modo manteniamo la qualità, il prezzo basso e la sostenibilità tipici della mass production, ma il consumatore può scegliere tra una varietà di bicchieri, ciascuno unico.

Non possiamo non citare la borsa FRAKTA, icona Ikea ora rivisitata da Hay, parte della nuova collezione Hypperlig, disponibile da ottobre. State pensando anche al mondo degli accessori e della moda?

Quello che è successo con FRAKTA rappresenta per me un riconoscimento del nostro design: il fascino suscitato da questa borsa che viene usato da tante persone in così tanti modi diversi. E questo si è verificato anche nella collaborazione con Hay. Mette Hay ha voluto lavorare con alcuni dei prodotti Ikea che lei stessa ama di più e che compra quando va da Ikea. Ci ha chiesto se poteva disegnare la FRAKTA per noi. Abbiamo detto sì, così la borsa arriverà in nuovi colori e  motivi già a ottobre. Poi, dopo questa prima rivisitazione, lasceremo che anche altri collaboratori creino la loro versione. E’ grandioso vedere come una borsa amata e sempre portata in giro dalla gente possa coinvolgere e piacere così tanto! Penso che la moda possa essere nel futuro di Ikea nel senso che continueremo a esplorare e fare riferimenti incrociati tra le discipline. Siamo noi che dobbiamo imparare e diventare più intelligenti.

FRAKTA bag by Hay

www.ikea.com

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di Caterina Lunghi / 10 Agosto 2017

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